venerdì 14 marzo 2014

Croce del Sud, Andrea Garbin e la sua poesia "in viaggio"


di Amarganta Blue

Dammi 3 parole

Civiltà - Viaggio - America del Sud

"Il prodotto dell'impegno è sempre la somma di parole oneste". E l'onestà si esprime nei versi in cui il poeta Andrea Garbin, ci conduce per mano in suo personale viaggio. Dal viaggio fisico a quello più "metafisico della parola", il passo non è assolutamente breve: nel suo esperire nuovi spazi e dimensioni, il poeta cerca di uscire dalla rete delle definizioni, in uno sforzo che confluisce nell'opera "Croce del Sud" (Gilgamesh Edizioni).




Il viaggio, tema consono dell’esperienza poetica, diventa qui punto di vista e orizzonte focale. Quel viaggio che ha solo occhi e strada, passi e gomme surriscaldate su strade polverose, si ripropone nell’ultimo lavoro di Andrea Garbin. La gola sembra seccarsi nella prima lettura dei dieci paesaggi che l’autore ci consegna; si seccano le labbra e si ha sete perché il senso di aridità che pervade l’opera è l’asprezza di una terra che solo nell’abbandono può essere compresa: nell’abbandono delle convenzioni e dei nomi. “Nulla ritorna al passato, nemmeno le pietre” ci ricorda Garbin, mentre si orienta all’ascolto, procedendo scientemente al di fuori di un senso tragico di cui sarebbe facile rimanere preda. Diciamo subito che nel testo l’autore ha maturato abbastanza scaltrezza da liberarsi da quell’ intendimento iniziatico che troppo spesso appesantisce non solo i viaggi, ma persino gli spostamenti. Qui Andrea si muove sposta il suo centro, porta con se i suoi autori di riferimento e vi dialoga, spesso li interroga “ sedendosi accanto ma non aspettando” riferisce, segnala in un rapporto di scrittura che è senz’altro il farsi di una necessità, ma che risponde anche ad altre esgenze, “come il gioco dei bambini nei libri scrissi l’odore” si dice in uno dei tanti versi riusciti, e proprio nella scrittura di questi odori e di polvere “l’uomo che osserva” come l’autore si descrive, compie il proprio percorso. In questo ruolo da osservatore che l’autore si cuce addosso c’è una chiave di lettura forte di tutto il lavoro, di un compito stesso della poesia che nel suo carattere testimoniale ha la propria autenticità . In una lettura onesta che è quella che distingue la prima impressione dalla pancia, traspare che Garbin, come è proprio dell’essenza del viaggio, compie un percorso alla ricerca della quiete che manca, rispettando in toto quel sovrano principio per cui :”vero viaggiatore è sempre colui che parte per partire e senza saper perché dice sempre andiamo”. Nella raccolta di Andrea sembra esserci un vettore evolutivo, forse lo stesso spirito Darwiniano che l’autore si premura di sottolineare, rimarcandone la direzione da un atto "creaturale" a una perdita di fede. Ne L’essenza del cammino, una delle più felici di tutto il lavoro, Garbin si chiede se esiste ancora un luogo per la bocca che altro non è che lo spazio poetico del dire e del ribadire, del testimoniare e del denunciare come compito non della poesia civile, ma della civiltà della poesia. Sarebbe da dilettanti dire e piagnucolare che non c’è più nulla da fare, che le parole non servono più, sarebbe comodo crogiolarsi in quella pigrizia intellettuale che pervade tutto ciò che abbiamo attorno; e Andrea, che ha dimostrato anche nel suo percorso umano di avere ben imparato la lezione, ci fornisce con la croce del sud un ulteriore indicazione che il prodotto dell’impegno è sempre la somma di parole oneste.

L'autore: Andrea Garbin
Nasce a Desenzano del Garda nel 1976 e vive a Castel Goffredo (MN). Inizia a occuparsi di poesia con la nascita della Confraternita dell'uva, gruppo di autori mantovani e modenesi. Dal 2007 dirige gli incontri di poesia presso il Caffè Galeter di Montichiari (BS) venendo in contatto per la prima volta con Jack Hirschman. Inizia così una lunga serie di eventi e performance che vede la partecipazione di numerosi artisti e poeti che vede anche la partecipazione tra gli altri di Alberto Mori, Agneta Falk, Elisa Biagini, Antonieta Villami, Paul Polansky, Beppe Costa, Alexandra Petrova, Neeli Cherkowski, Mark Lipman e Dave Lordan. Tutto questo movimento di poeti porta alla nascita del "Movimento dal sottosuolo", gruppo di poeti, musicisti e teatranti che vive tra Mantova, Brescia e Verona.
Garbin ha pubblicato i libri di poesia "Il senso della musa" (Aletti) e "Lattice" (Fara) quest'ultimo in parte tradotto e presentato in Irlanda. Altre poesie sono apparse sulle antologie "Salvezza e impegno" e "Il valore del tempo nella scrittura" editi in seguito a due convegni poetici di Fonte Avellana. È inoltre autore dei "Canti di Confine", testi poetici che toccano temi politici, sociali e civili, una prima parte dei quali è pubblicata negli Stati Uniti in traduzione di Jack Hirschman. Per la narrativa ha pubblicato racconti sulle antologie "Per natale non esco" Transeuropa) e "Il rumore degli occhi" (Ed.Creativa). È curatore delle edizioni del romando "La fonte del Fabbro" di Fabrizio Arrighi e di "Anche ora che la luna" (Multimedia) di Beppe Costa. Dal 2011 cura la collana poetica itinerante delle edizioni Thauma, nello specifico per la regione Lombardia.
Altro momento chiave è l'incontro con Fernando Arrabal, nel 2010, con cui collabora a Roma negli incontri presso la PellicanoLibri di Beppe Costa. Nasce infatti Dialectos, progetto di traduzione di poeti contemporanei stranieri nel dialetto mantovano-lombardo cui hanno collaborato sino ad oggi lo stesso Arrabal, Dave Lordan e Joumana Haddad.
Dal 2008 si occupa di teatro arrivando a co-fondare nel 2011 la compagnia Teatro Scariolante con la quale mette in scena, tra le altre cose, le novelledel Decameron nella riedizione di Aldo Busi. 



Scheda tecnica del libro


Croce del Sud
Autore: Andrea Garbin
Editore: Gilgamesh Edizioni
Collana: Ishtar
ISBN: 9788897469223
Prezzo: € 8,00
www.gilgameshedizioni.com

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