giovedì 27 marzo 2014

Intevista con il vampiro... quando l'immortalità può far paura.

di Lola Word

La moda dei vampiri è superata? Quello del vampirismo "is a way to dream"? I vampiri proliferano ancora, in formati adolescenziali che fanno rabbrividire i puristi o i cultori dei discendenti di Lilith. Ma non siamo qua per mettere in discussione l'adeguamento ai tempi, con creature che indossano scarpe di tela e giacche da "morto-ciclista".
Parliamo di un classico contemporaneo, che i più conoscono per la versione cinematografica, con due divi d'eccezione: Brad Pitt e Tom Cruise, che hanno dato una buona interpretazione dei vampiri protagonisti, anche se non all'altezza del libro di Anne Rice. Intervista con il vampiro è un romanzo da leggere:Rice sa intessere scenari suggestivi e costruire un apparato filosofico, da cui emerge la sofferenza del vampiro, senza perdere mai colpi.


Chi ha reso Lestat quello che è, ovvero un essere bramoso di sangue e di vita, espressione

di una condizione disperata?Se il Dracula di Stoker resta ancora avvolto nelle nebbie di un'epoca arcana, nella Rice entriamo in un modo di lacerazioni e di domande.
Come nascono i vampiri? Chi sono davvero? E la non-morte o immortalità che l'uomo insegue, è davvero una condizione così invidiabile? La sensualità del vampiro viene accentuata da Rice (di cui a breve, pubblicherò la recensione di un romanzo erotico... in lettura!), che arriva a raccontare una vicenda d'amore proibita nel mondo degli umani: la storia tra Louis e Claudia, la bimba-vampira che, nella sua conformazione, trova le ragioni della sua infelicità. Il fatto di essere stata trasformata prima di essere diventata donna è per lei un limite, nonché un'imperfezione insanabile. Come per Louis, il sensibile letterato, è fonte di sofferenza il fatto di non comprendere il perché di quella condizione.
Il romanzo è una ricerca, una storia avvincente che instilla nel lettore dubbi su quel mito dell'immortalità che attraversa la storia dell'umanità, creando fascinazione. Il quesito è: ma è davvero così bella l'immortalità, o meglio, la non-morte?
Certo, il vampiro è quello affascinante di Stoker, ben lontano nell'immagine da quelli fatiscenti dello scrittore modenese Claudio Vergnani; l'elemento mitologico si ritrova nel vampiro di Alessia Rocchi, altra eccellente autrice che ha saputo raccontare una vicenda ricca di intreccio e corposo dal punto di vista dell'introspezione.
Nel lavoro di Rice, tutti gli elementi sono in equilibrio, in un crescendo di eventi che ricalcano la struttura del thriller. I personaggi sono oggetto di un'analisi cristallina, in cui però si ravvisano elementi che sfuggono alla comprensione e alla logica. Non possiamo paragonare la non-morte alla vita; si tratta infatti di una condizione che trascende l'umano e i valori connessi.
E alla fine di tutto, cosa resta della ricerca di Louis e Claudia? Cenere. E la consapevolezza che la morte sia l'unica certezza. 


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