giovedì 6 marzo 2014

Piccola geografia della memoria: tra saggio, poesia e fotografia, un'opera da leggere. Emiliano Rinaldi e Antonella Iaschi.

di Amarganta Blue

Si dimentica troppo rapidamente. E nell'oblio, la distorsione si configura come un fenomeno quasi normale. Naturale. Ma chi ha vissuto il sisma del 2012, quegli emiliani di cui si sono decantate le qualità, reca dentro di sé una frattura che, a oggi, stenta a ricomporsi. Eppure  il ricordo non distorto può diventare la vera occasione per rialzarsi, per imparare dai propri errori. Per migliorarsi.  Ma sfogliamo il libro e leggiamo...
"Quando terra è matrigna/l’uomo deve essere padre/rimboccarsi le maniche/e curare la storia” (Ferrara, Antonella Iaschi). Cito i versi che, in un certo senso, racchiudono la vision e la mission di Piccola geografia della memoria. Appunti di iconografia sismica. Un lavoro composito, in bilico tra i generi, che riesce a mantenere in un equilibrio vincente. Il mix che si realizza, tra saggio, poesia e fotografia coinvolge il lettore proprio perché, nella peculiarità che caratterizza l’opera, non si trova spazio per l’approssimazione o per sperimentazioni astruse, ma nemmeno per pompose argomentazioni che, alla lunga, finirebbero per annoiare il lettore.


Basato su uno scrupoloso lavoro di documentazione, che ha consentito a Emiliano Rinaldi di toccare diverse tematiche legate al terremoto e alle sue rappresentazioni iconiche e iconografiche, lo sviluppo di Piccola geografia della memoria si snoda attraverso le tappe di un percorso che appassiona, mano mano che si procede nella lettura, ma che, al contempo, fornisce informazioni utili e prive di stereotipi.
Secondo quanto riportato nell’opera, a partire dalle ricerche storiche effettuate dal co-autore, la natura sismica del territorio colpito dagli eventi del maggio 2012 e compreso in una parte della Pianura Padana, negata anche in tempi recenti dagli esperti, in realtà sussiste; a sostegno di ciò, vengono riportati aneddoti che, oltre a costituire una conferma, fanno riflettere sulla modalità con cui i movimenti tellurici hanno “scolpito” la fisionomia di un intero territorio. Dalla storia si passa all’analisi dell’iconografia, tra arte, stereotipi e modalità di rappresentazione degli eventi sismici che si sono susseguiti nei secoli e in tutto il mondo.
Alla parte saggistica, corredata di immagini, segue quella artistica, realizzata in collaborazione con la poetessa Antonella Iaschi. Si tratta di un apporto lirico-iconico che nasce da un progetto allestito in occasione del primo anniversario dell’evento sismico 2012. Per Iaschi, è la conferma di una penna sensibile, che nei componimenti contenuti in Piccola geografia ha saputo trasmettere l’amore viscerale per la terra martoriata; al contempo, emerge anche dalle sue parole, la volontà di trasmettere un messaggio, frutto di una consapevolezza radicata. Antonella ci dice: “Non dimentichiamo”. Perché si fa presto a far cadere nell’oblio un evento che ci ha posto di fronte alla necessità di capovolgere le nostre prospettive. Quando gli eventi dannosi non ci toccano da vicino, ma li vediamo da uno schermo, allora ci sembra che non possano mai accadere. E quando accadono, si fa presto a dimenticare, a volte, a negare. Ma come scrive in “Casumaro”: “Sono sempre tante le parole/capaci di trasmettere memoria”. Ponendo il quesito “Com’era, dov’era?”, avanzato nell’introduzione da Thomas Malaguti.

L'opera
Autori: Antonella Iaschi, Emiliano Rinaldi
Titolo: Piccola geografia della memoria. Appunti di iconografia sismica
Pagine: 146
Anno di edizione: 2013
Collana:Saggi & Tesi
ISBN: 978-88-97589-27-3
Prezzo: € 4,99

http://www.festinalentestore.it/

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