venerdì 7 marzo 2014

Quattro stelle cadenti e una lucciola, la poesia brilla con Tamara Vittoria Mussio


di Amarganta Blue

E' stata tra le autrici  che hanno preso parte all'evento dello scorso 21 settembre. Tamara Vittoria Mussio si è presentata in tutta la sua disarmante spontaneità. Poco più che ventenne, timida, ma... non toccatele la poesia e la scrittura! Poi leggi le poesie di cui è autrice. Quattro stelle cadenti e una lucciola: componimenti che scavano nella vita, nei sentimenti, attingendo a un background che, di certo, non nasce dall'improvvisazione e nemmeno dal narcisismo sempre più imperante nella poesia (e nella società).  
I componimenti che costituiscono l'opera evocano le radici antiche della poesia, riallacciandosi al contempo a tematiche più intimistiche, sulla scia dei modelli lirici novecenteschi. Le parole di Tamara sono impreziosite da citazionismi che s'innestano su una linea personalmente conflittuale. Da qua, un'alternanza di movimenti che rispecchiano quelli di un animo diviso tra tormento e realtà, luci e ombre.Il tutto, prendendo atto dell'ineluttabilità dell'esistenza.

Nei versi di Tamara il lettore ravvisa momenti di presa di coscienza di come "va il mondo", alternati a momenti in cui il sogno, la stessa poesia, intesa come arte con la A maiuscola, diventano una necessità. L'autrice dischiude un mondo in cui, all'ineluttabile consapevolezza della finzione in cui gli uomini si crogiolano ("Mentre tutti fingono/che il mondo sia perfetto/lui cammina in mezzo a loro") "Le fedi" ("Splendidi cerchi d'oro/Di freddo metallo") si accosta la bellezza dei versi, capaci di risvegliare l'uomo dal suo lungo sonno ("Divina Calliope"). E ancora, la presenza del buio e della luce, due facce della stessa medaglia in cui la prima diventa una condizione in cui risplende l'anima (per chi sa coglierla: "solo chi saprà/Distinguermi nel buio,/trovarmi nell'ombra/avrà veramente/visto la mia anima") e la solitudine, condizione di vita che non rappresenta una condanna, ma un aspetto della stessa ("solitudine in fasce").
Echi leopardiani ne "La nostra notte" e "Rami d'anima", con richiami a una natura che circonda l'essere umano e l'anima; una natura che, però, appare meno matrigna e complice, rispetto a quella in versi del poeta di Recanati. Non mancano momenti cupi, quei momenti in cui si entra in stanze cupe ("Demone del silenzio" ) in cui s attiva il "gioco delle visioni" ("Trovami", la tautologica "Ho visto vedermi").

Si arriva quindi all'arte visiva di cui è intrisa, e non solo attraverso i riferimenti verbali, la raccolta (vedi le suggestive illustrazioni di Moreno Antonini e Roberta Tinti) e ai componimenti dedicati allo scultore Menec da Azzano. Nel gesto creativo, Tamara ravvisa un atto che contribuisce a dare vita. L'arte è creazione, e anche se la poeta vive spesso nell'ombra, tra ossimori e ricerche travagliate e infinite, spesso rifugiandosi in quel "tempio sacro" che è il padre, la luce si accende, insieme all'anima, nel momento in cui la Musa si esprime e incontra altre Muse. E allora la lucciola si accende, portando un guizzo di vita, nella vita, spesso priva di anima, del mondo.

3 parole per definire la raccolta poetica.

Luminosa, umbratile, elegante.


Tamara Vittoria Mussio in breve.

Tamara Vittoria Mussio, recensisce libri su You Tube, "Gli SpacciaLezione". E nell'agosto di quest'anno ha pubblicato "Quattro stelle cadenti e una lucciola"

A proposito... enjoy the video: Gli SpacciaLezione

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