mercoledì 26 marzo 2014

Voci alternative: Alice Mezzanotte, le parole, come ali di farfalla, per volare verso la libertà.

di Amarganta Blue

Che serve stare in disparte, quando hai in te l'arte?
Frustrazione ed insoddisfazione alimentano la rabbia mia.


Non cito i versi successivi (clicca qui per la pagina FB di Alice) che si riferiscono a un taglio netto con chi, da sempre, avversa ciò che si distacca dalla massa. Non cito altri versi, perché Alice Mezzanotte è una voce che cerca di essere ascoltata. La chioma si abbina al cognome: è dark, come le atmosfere dei suoi scritti. Dark, come quel lato della Terra che si nega, nella logica dei sorrisi obbligati. "Alla gente non piace la gente musona". Te lo dicono fin da quando sei bambino. Vietato, insomma, essere te stesso; anche quando una lacrima scappa, devi asciugarla con un sorriso rubato al sole. E poi si sa, le persone tristi non sono di successo. Un sorriso di plastica è il requisito per il successo, ma Alice non è di plastica, no. Lei è vera e racconta la verità di un mondo che non accetta ciò che è "diverso", o meglio, alternativo, in ogni forma e manifestazione.


Ci sono realtà oltre lo specchio. Persone 
che giocano con i mille riflessi della creatività, conducendoti in un Paese delle Meraviglie, diverso da quello arcinoto. Alice veste dark, è dark, ma non nel senso che richiama una moda. No, Alice mostra il lato amaro dell'anima e della vita.

Ho questa cosa...
Una tristezza nel cuore...
Di aver perso qualcosa...
(Ma le chiavi le ho...)


La sospensione dei puntini, può essere stilisticamente messa in discussione, ma d'altro canto, rimandano a una condizione esistenziale. Alice sembra aver perso il suo Bianconiglio. Il suo mondo è alternativo, il suo essere "diversa", nasce dalla creatività, opposta alla necessità di apparire che, quasi paradossalmente, si traduce in un'immagine che cerca la rottura degli schemi.

E ora,
Guardati.
Liberata crisalide dei pregiudizi di questa società.


La libertà è un'esigenza, ma anche la catarsi rispetto a una situazione "debilitante" che limita l'espressione di sé, contribuendo a sedimentare le insicurezze che impediscono alla farfalla di allargare le ali verso un cielo cristallino.
In Alice confluiscono tensioni attribuibili a una generazione, prima assuefatta al mito del sogno americano, poi tradita e umiliata da precarietà e da logiche asfissianti, replicate soprattutto nella società italiana in cui "tutto in famiglia" o "sei nel cerchio, o sei fuori".
Ma nella parola, nelle storie intrise di una mente che si apre alla multiculturalità, nei racconti vittoriani, in cui ricorrono bambole e creature che sembrano uscite da vecchie pellicole vampiresche, si schiude un universo immenso. Storie che risentono di un background che in Poe e Lovecraft trova i suoi punti cardine.
Nelle sue parole, nelle storie, Alice (nota come Sachi Osti Merizzi) trova se stessa, esprime la propria creativa essenza, respirando la libertà negata, in una vita difficile da vivere, se non segui la corrente.

Alcuni suoi racconti li trovate qui
E per la pagina FB, clicca qui

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