venerdì 9 maggio 2014

Mademoiselle Coco: Cenerentola non proprio per caso...

di Lola Words

Se non possiamo vivere i nostri sogni, almeno fateci vivere quelli (realizzati) degli altri. Segnate questa frase come una citazione di Lola Words. Nel processo di mitizzazione di qualsiasi persona che ha saputo lasciare un segno (o anche qualcuno di più) nella storia, la dimensione della fiaba irrompe, prepotente. Anche se, si sa, la vita non è una fiaba e un'icona del calibro di Coco Chanel ha dovuto affrontare una strada tutta in salita. Intuito, astuzia, coraggio, ma anche la capacità di cogliere le occasioni e di avvalersi delle "giuste conoscenze", come si evince dall'articolo che puoi leggere cliccando qui. Ma non pensiamo alla fiaba di Cenerentola quando parliamo di lei: Mademoiselle non indossava scarpine di cristallo, piuttosto le plasmava. Ed era abbastanza prudente da rientrare prima della mezzanotte, per non perdere l'aplomb che l'ha resa celebre.


Una donna, un'imprenditrice, un genio che dalla semplicità 
ha ricavato la formula che le ha permesso di rivoluzionare la moda, all'inizio del Novecento. L'eleganza sta nella scarnificazione delle linee e dei modelli: ecco la grande intuizione, seguita da abbondanti colpi di forbice e dal coraggio di andare controcorrente.
Tutto parte da uno "scricciolo di donna" che, prima di approdare alla moda, ha cercato di "farcela" nel canto. Ma per Coco Chanel, al secolo Gabrielle Bonheur Chanel, origini umili, un padre libertino, una madre morta quando lei era poco più che bambina, il destino ha in serbo ben altro. Da commessa a intraprendente Mademoiselle, in mezzo ci sono gli intrecci che qualche maligno potrebbe anche definire "più, ma soprattutto meno sentimentali". I rapporti con esponenti dell'aristocrazia, quella tormentata storia con Capel che l'ha segnata dentro e fuori, le relative conoscenze, hanno permesso a Coco di "entrare nel giro", affrancandosi dalla propria situazione. Ma la sua attività, le sue innovazioni, hanno portato scompigli ed entusiasmi. Coco, creatura longilinea, lontana dai canoni estetici del suo tempo, ha lasciato il segno. Nata sotto il segno del Leone, amica di artisti, una lingua biforcuta, anche se forse, più letali sono i suoi silenzi, è una lavoratrice instancabile. Coco non demorde neppure dopo otto anni di silenzi che sembrano avere offuscato il suo astro. Agli inizi degli anni Cinquanta, dopo l'apice negli anni Trenta, lei torna. La star della moda è Dior, ma la Regina non cede il suo scettro. Coco non molla, niente sembra annientarla, nemmeno la morte, avvenuta a Parigi nel 1971. Il suo nome resta indelebile nella storia, esempio di donna che ha avuto il coraggio di camminare a testa alta, lottando per affermarsi. Ma non parliamo di una Cenerentola moderna: per Chanel, nessuna fata con la bacchetta magica, ma un paio di forbici con cui ha saputo forgiare le proprie creazioni. Con quelle ha saputo cogliere la bellezza, che come avrebbe dichiarato lei stessa: "Non sta né dentro, né fuori, sta nell'aria che ti circonda".

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