domenica 1 giugno 2014

"Un qualunque respiro": la vita, l'amore, la maternità, la scrittura, secondo Emily Pigozzi

Emily Pigozzi
di Roberta De Tomi

La vita, racchiusa in Un qualunque respiro (Butterfly Edizioni). Un soffio che, improvvisamente, sembra non essere più capace di fluire, per Eliana, la protagonista del romanzo di Emily Pigozzi, attrice e scrittrice mantovana, autrice di una storia densa di emozioni.
Eliana è legata al marito Alberto da un amore fortissimo, sentimento che, a un certo punto, dovrà fare i conti con le difficoltà, incontrate dalla coppia, ad avere un figlio. In particolare, è la donna a soffrire di una condizione di blocco che la porterà a intraprendere un percorso di ricerca interiore, non scevro di difficoltà ma, al contempo, di inattese opportunità. E ora, la parola all'autrice!


La scrittrice Emily Pigozzi
Emily, innanzitutto, benvenuta e grazie per essere
qui con noi! Parliamo del tuo libro, a partire
dal titolo. A cosa si riferisce Un qualunque respiro, e per quale ragione lo hai scelto (o è stato scelto)?

  Ciao Roberta, grazie a te per l’ospitalità! Partiamo dal titolo, certo, che è un po’ il cuore di questo romanzo. Il titolo è nato pulsante con il libro stesso, è la sua anima. L’anima che parte dal respiro: il respiro è ciò che più naturalmente compiamo, ma è la base, l’essenza stessa della vita.  Quando si tende a un sogno, e quel sogno ci sembra irraggiungibile, in un certo senso è come se la nostra vita si cristallizzasse: il respiro, con essa, è teso e sospeso, ci sembra di correre sul posto mentre lottiamo per uscire dall’impasse che ci blocca. Viene meno la naturalezza del respiro, tanto da desiderarne almeno uno qualunque, che ci faccia andare avanti e ci ricordi che siamo vivi. Da qui il titolo: la dimensione della protagonista è sospesa, e, in essa, compie un percorso dentro di sé per ritrovare la sua essenza vitale e la chiave per andare avanti.

Eliana e Alberto sono i protagonisti di questa storia. Il loro è un amore forte e profondo, ma sofferto, in quanto manca ciò che completa la loro coppia, ovvero un figlio, che cercano di avere, trovando diverse difficoltà. Come hai sviluppato il percorso di questo travaglio?
 
Ho descritto Eliana e Alberto, i miei protagonisti, con molto amore ma anche con tanta naturalezza. Desideravo fossero persone vere, nelle quali chiunque potesse riconoscersi, e al contempo ho voluto dare loro personalità spiccate, guizzi, paure, ironia. Nel loro percorso c’è una continua voglia di cercarsi e di sostenersi, malgrado i normali momenti di crisi, riannodando sempre i fili di quell’amore puro che li unisce e che vorrebbe estendersi a un figlio. Ma il libro vuole parlare anche di sogni e delle lotte che noi, quotidianamente, combattiamo per realizzare i nostri desideri e crescere come persone. Lotte che, in un certo senso, non finiscono mai. Ho voluto metter e in evidenza questo aspetto, la volontà di combattere e di essere sinceri con noi stessi e con chi amiamo, mentre ho voluto evitare di appesantire la narrazione con dettagli medici che poco avrebbero aggiunto alla parte  emotiva. La lotta è importante, non la curiosità morbosa. Mi sono anche concentrata tanto sul percorso interiore della protagonista lasciando volutamente a muoversi sullo sfondo le altre figure, eccezion fatta per quella di Alberto e della madre di Eliana: questo perché, per Eliana, gli altri diventano una “Falange nemica  e compatta”, persone che non capirebbero il suo stato emotivo  e potrebbero facilmente ferire il suo animo così vulnerabile. Ferite e problemi che lei, concentrata sul suo difficile presente, non ha voglia di affrontare.

Un qualunque respiro
è una storia d’amore… amore, in quali forme ed espressioni? C’è una sola forma d’amore, o si tratta di un sentimento che “non accetta etichette”?
 
Ci sono miriadi di forme d’amore! L’amore non è, per sua natura, definibile. Ci sono storie e sfumature per quanti siamo al mondo. Un qualunque respiro è una di queste storie, assieme semplice e speciale, perché vera.

Un altro tema centrale, è quello della maternità. Cosa significa essere madre?  E, al contrario, cosa implica la difficoltà ad avere figli?
 
Essere madre è la cosa più incredibile del mondo. È vedere te stesso attraverso gli occhi di qualcuno che tu hai creato, che è parte integrante di te ma che non è te: bensì un individuo ben distinto, che tu hai il dovere di guidare e accompagnare verso i suoi sogni e propensioni. E’ una scoperta ogni giorno, eppure ti obbliga, nel bene e nel male, a non essere più la prima cosa, a mettere un nuovo essere davanti a te.
Per chi desidera dei figli e non li vede arrivare, è spesso il dolore di un fallimento costante anche perché la società sa essere impietosa e giudicare in modo superficiale e negativo chi magari per discrezione nasconde una difficoltà in questo senso, che nel mondo odierno può nascere non solo da problemi medici ma purtroppo anche da problematiche sociali: di famiglia, lavoro, possibilità economiche eccetera.
È poi spesso il confronto impietoso con l’immagine che abbiamo di noi stesse come donne, che ci viene inculcata ma che, nella maggioranza dei casi, ci appartiene profondamente. Qualcosa che può cambiarti la vita, e un vuoto che molto a fatica potrà essere riempito da altro. Per questo le donne lottano tanto, tirando fuori una forza che non sapevano nemmeno loro di avere.


Emily, tu sei attrice e autrice di poesie d'amore (tra le tue opere, la raccolta poetica Amore e oro
oro)... quanto ti ha influenzato nella definizione dello stile, questo background? Durante la scrittura del romanzo, come hai lavorato e quanto ti hanno trascinato le emozioni e le situazioni create?
  Mi influenza molto, di continuo. La poesia fluisce sempre in ciò che scrivo, come ritmo, e lo stesso vale per la recitazione: immagino sempre di raccontare e declamare con passione ogni frase, e questo mi accompagna nella scrittura come una musica cadenzata, insieme all’immedesimazione nei vari personaggi. La poesia è dentro di me da sempre, fin dall’infanzia ma al momento sono molto felice che si sia fatta narrativa! Scrivere questo romanzo è stato per certi versi sorprendentemente semplice: è fluito dal mio cuore come un fiume di emozioni con una grande naturalezza che mi ha abbracciata e riempita di felicità. Ho amato scriverlo, ho amato il fatto di poterlo fare, di riuscirci.

Il romanzo è in ristampa. Che cosa ha significato per te scrivere e pubblicare quest’opera che, leggendo diversi commenti di tuoi lettori, sta riscuotendo moltissimi apprezzamenti?  
 
Ha significato un grande regalo e una grande sorpresa. Non ringrazierò mai abbastanza Argeta Brozi  e la Butterfly Edizioni per averci creduto con tanto trasporto e sincero entusiasmo. Credo che il segreto di questo libro, se come autrice mi è concesso esprimere un parere parziale, sia la sua sincerità disarmante, la sua naturalezza nello svelarsi, nell’avvicinare il lettore rendendolo complice dei protagonisti. E l’amore e la speranza dei quali è intriso.

Parliamo anche della copertina, di notevole impatto! Da chi è nata l’idea e da chi è stata realizzata?

  La copertina è stata realizzata da una giovane grafica: Violet Nightfall, e dalla sua Purple Monkey digital art. Ha una storia particolare, perché di solito le copertine vengono realizzate partendo dal libro, invece questa ha fatto innamorare me ed Argeta al primo sguardo, era perfetta. Trasmette una sensazione di trasporto e abbandono nei sentimenti, richiama a un viaggio interiore, e poi non mancano le stelle che per me sono una sorta di simbolo fatato e che compaiono più volte nella narrazione.
 
Dal libro, passiamo a Emily: che cosa significa per te scrivere?

  Una gioia, potrei dire. Ma anche uno sfogo, un puro piacere. Scrivere è una costante della mia vita, indipendentemente dalla pubblicazione o dai risultati. La scrittura è un’amica che non mi lascia mai, sulla quale posso sempre contare. Quando scrivo, quasi sempre di notte, mi sento sempre al posto giusto per me, nella mia dimensione. Trattengo storie che ho sentito per anni, le cullo, e al momento giusto le libero e le lascio andare, sperando che emozionino gli altri come hanno emozionato me.
   
 Sei già al lavoro su qualche progetto? Puoi darci qualche anticipazione?
  Sì, con mia grande gioia sto ultimando un progetto nel quale credo molto, una storia d’amore che attraversa tre decenni e ci fa conoscere una figura di donna profondamente vera e vulnerabile. E un altro progetto speciale che vorrei iniziare a breve, che ha a che fare con un’altra mia grande passione: la Storia. Vedremo!

Puoi raccontarci un tuo sogno nel cassetto? Qualcosa che vorresti realizzare?
  Vorrei continuare a seguire le mie passioni, scrittura e teatro, specie quest’ultimo, un po’ fermo per maternità e impegni vari…ma fare la mamma era il sogno più grande e averlo realizzato rende già specialissimo ogni giorno, di più non potrei chiedere!

Per concludere, cosa vorresti aggiungere?
  Mi ritengo fortunata ad aver potuto pubblicare questo lavoro con una realtà piccola ma grande, seria e volenterosa. Sono felice anche di aver potuto infondere il mio vissuto personale in questa storia, come un grande abbraccio a chi ogni giorno lotta e combatte per un sogno. La lettura per me è sempre una compagna irrinunciabile, e credo che mi aiuti  a essere molto critica verso i miei scritti. Non mi riterrò mai soddisfatta appieno di me, questo lo so, ma il mio desiderio è sempre quello di consegnare al lettore figure vive, reali, imperfette ma piene di vita. Come lo sono io.

Scheda tecnica del libro

Un qualunque respiro

di Emily Pigozzi
Casa Editrice: Butterfly Edizioni
Collana: Tracce
Anno: 2014
Pagine: 150
Prezzo: 12 €
ISBN: 9788897810346 


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