mercoledì 9 luglio 2014

"Il fiore nero": il Male sboccia nei sette racconti di Simone Turri e Daniela Mecca

Simone Turri e Daniela Mecca,
autori de "Il fiore nero"

di Roberta De Tomi

Sette "petali" che profumano di orrore e di altri demoni: sono i racconti che compongono la raccolta Il fiore nero (Edizioni Montag), opera a quattro mani nata dalle penne (e dalle menti) di Simone Turri e Daniela Mecca. Una scrittura capace di addentrarsi nei meandri di una realtà pervasa da un Male che mette l'essere umano di fronte alle proprie ataviche paure... e non solo... Ne parliamo con Simone e... la corolla di questo "fiore di tenebra letterario" si schiude al tocco delle sue parole, offrendoci nuove e interessanti riflessioni sul genere!

Simone Turri e Daniela Mecca
Sette racconti  incentrati sul  Male… ma che cos’è il Male?
Il Male è un potente mezzo per far esplodere il caos. Il Male è l’essenza del caos. Il Male è la parte più cattiva, nefasta, infima e oscura di noi. Paradossalmente, è molto più facile fare del Male perché possediamo tutti i mezzi per poterlo mettere in pratica.

Bene e Male… due lati della stessa medaglia o due termini in conflitto?
Un tempo ritenevo che fossero due entità opposte, ben differenti fra loro e in pieno conflitto l’una con l’altra. Con la maturazione, la crescita interiore e mentale, sono arrivato alla conclusione che Bene e Male sono realmente due facce della stessa medaglia. Una sorta di Yin e Yang cosmico per poter bilanciare l’oscillazione universale. Purtroppo, e questo non me lo so ancora spiegare, l’uomo parrebbe essere più votato alla parte oscura, ma la guerra deve ancora finire.

L’orrore è un fine per procurare emozioni al lettore (paura, stupore etc…) o è uno scenario sublime?
L’emozione sta alla base della buona riuscita di qualsiasi opera d’arte. Che si tratti di un film, di un libro, di un dipinto, di una scultura, il fattore scatenante che porta al suo compimento è pura emozione e, di conseguenza, deve avere la forza di trasmetterla. L’emozione è un’energia che non muore, ma si trasforma e rinnova di continuo. La paura è uno dei sentimenti più forti e continui che gli esseri viventi sperimentano nella loro vita e perciò si spiega l’incessante successo del genere horror/thriller.

Chi sono i protagonisti dei racconti de Il fiore nero?

Gente semplice, persone comuni come lo possiamo essere tu e io. C’è un’eccentrica cartomante, una donna frustrata dal passato oscuro, un frate che combatte il Maligno che a sua volta combatte un detective, una ragazzina con i tipici problemi della sua età, un bambino deriso, emarginato, soppresso dalla condizione interiore nella quale è rinchiuso, un uomo in bilico tra fede e ateismo, una bambina che scopre l’abisso più nero negli occhi di una bambola. Il Male, quando arriva, non guarda in faccia a nessuno. In questa raccolta di racconti, puramente malefica, si vuole lanciare uno sguardo ai vari espedienti, forme e suggestioni che il “Male maligno” può assumere per raggiungere il suo scopo: creare e diffondere l’inganno, la menzogna, il gioco, forza del potere occulto creatore del caos e, se non si possiede una fede solida, la soppressione dell’IO per ottenere quante più anime possibili.

Qual è o quali sono i racconti ai quali sei più affezionato e per quale/i ragione/i?
Sono molto affezionato a tutti e sette i racconti ma, se dovessi per forza sceglierne qualcuno, opterei per Caroline e La panchina. La prima narra di una bambola incarnazione del Male che miete le proprie vittime, la seconda racconta di come un oggetto semplice e apparentemente innocuo possa diventare veicolo preferenziale dell’Oscuro per soddisfare la propria sete di vite.

La copertina del libro di Simone e Daniela
Horror psicologico, horror splatter/gore o entrambi?
Ho affrontato entrambe le sfumature di questo colore e mi ci sono trovato a mio agio. Forse quello psicologico aguzza maggiormente la fantasia e coinvolge il lettore in maniera molto più sottile. Una buona parte della sete di noi lettori è proprio quella di voler scavare nella psiche dei personaggi. Personalmente sono molto attratto e affascinato dagli abissi della mente umana perché, da persona fondamentalmente votata alla Luce, vorrei capire i perché, se esistono, dell’essere inclini al “nero”.

Quanto cinema e quanta letteratura c’è in questo libro?
Una buona componente di entrambi i filoni, in quanto sono due delle mie passioni più forti. Ovviamente, i temi trattati non sono apparentemente una novità, ma è la chiave usata per proporli a rendere Il fiore nero uno splendido viaggio letterario/cinematografico nel quale il lettore, una volta accomodatosi, fatica a voler scendere.

L’horror è il sogno che si fa realtà o è la realtà che si fa sogno?
Questa domanda cade proprio a fagiolo. Uno dei racconti/petali che compongono Il fiore nero parla appunto dei sogni, ponendo un interrogativo attualissimo, ma che nasce dalla notte dei tempi: i sogni sono proiezioni della realtà o sono solo realistiche suggestioni? A mio parere, e per le esperienze che ho avuto finora, esiste una sottile linea di confine tra la realtà e la finzione. A volte ci si affaccia dall’altra parte, ma non è detto che questa “altra parte” sia pura fantasia o suggestione, anzi.

Qualche detrattore definisce questo genere “bruttura dell’anima”. Tu cosa vorresti rispondere?

Mi sento di rispondere che si dovrebbe fare molta attenzione a utilizzare alcuni termini. Ci tengo a precisare che non è una risposta sbrigativa o risentita, ci mancherebbe. Però non è detto che, chi come me tratta temi oscuri, non voglia puntare proprio il dito contro queste nefandezze.

Ci puoi aprire il cassetto dei tuoi progetti?
Attualmente sto vagliando, assieme alla mia compagna di vita e coautrice Daniela Mecca, le proposte che ci sono giunte da alcune case editrici per la pubblicazione del nostro nuovo romanzo thriller. Nel frattempo stiamo rivedendo e ultimando la stesura di un altro romanzo, completamente diverso da ciò che è stato pubblicato sino a questo momento. Altre idee gravitano attorno alle nostre menti e vengono fissate per creare racconti coinvolgenti, differenti, accattivanti e, soprattutto, originali.

Il libro
Il fiore nero comprende sette racconti, ciascuno incentrato sul tema del Male che diventa il motore oscuro, ma mobilissimo delle vicende narrate, senza risparmiare colpi di scena, né lesinare nella restituzione di dettagli rosso-sangue; il tutto, cesellato da una scrittura efficace, che sa scolpire immagini eleganti, ma, al contempo, di notevole potenza espressiva.

Gli autori

Simone Turri, nato nel 1980 a Verona, si appassiona, adolescente, alla lettura, dopo essere stato folgorato da It di Stephen King. In seguito si è avvicinato ad altri autori contemporanei del calibro di Michael Connelly, Peter Staub, Donato Carrisi etc... Autore puntiglioso, è affascinato dallo scavo psicologico, che cerca di restituire evitando di cadere nella stilizzazione.

Daniela Mecca, veronese, compagna di vita e di scrittura di Simone, gli fornisce un supporto prezioso su molti fronti; dalla loro collaborazione scaturisce una scrittura ricca di intrecci creativi e formali importanti e preziosi.

Scheda tecnica del libro


Il fiore nero
di Simone Turri e Daniela Mecca
Casa Editrice: Edizioni Montag
Prezzo: 15 €
Pag: 174
ISBN: 9788897875499

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