lunedì 4 agosto 2014

L'intervista: "Caro scrittore in erba", Gianluca Mercadante racconta il mestiere dello scrittore

Gianluca Mercadante
di Sachi Osti Merizzi

Il mestiere dello scrittore, raccontato in questo libro, che rappresenta un vero e proprio caso editoriale. Con Caro scrittore in erba... (edito da Las Vegas, con la prefazione di Gianluca Morozzi) Gianluca Mercadante ci narra la sia esperienza nell'editoria, con un approccio disincantato, rimettendo al centro di tutto, la scrittura, aspetti troppo spesso oscurati dalla "corsa alla pubblicazione".
"Credo che - rileva Mercadante, intervistato per Words! - scrivere richieda molta responsabilità, qualunque sia il livello della pubblicazione e la sua successiva diffusione pubblica. Per cui direi che mi sento innanzitutto responsabile di quello che scrivo".


Gianluca, sei un giovane scrittore, ma con
parecchia esperienza accumulata nel corso degli anni... come ci si sente? Ad esempio il tuo recente lavoro Caro scrittore in erba ha ottenuto molti consensi e si é trasformato in un caso editoriale.
Credo che scrivere richieda molta responsabilità, qualunque sia il livello della pubblicazione e la sua successiva diffusione pubblica. Per cui direi che mi sento innanzitutto responsabile di quello che scrivo. Concetto che nella stesura di “Caro scrittore in erba…” è stato di fondamentale importanza: ho raccontato la mia personale esperienza nel mondo editoriale, ho voluto farlo attraverso la lente d’ingrandimento dell’umorismo (perché l’editoria è letteralmente popolata da figure quanto meno grottesche), ma il patto col lettore è stato quello di dire la verità. La “mia” verità, d’accordo, ma pur sempre la verità. Mi pare che un atteggiamento responsabile sia il requisito minimo richiesto.

Quindi, oltre a leggere l'impareggiabile Caro scrittore in erba, hai qualche consiglio per coloro che decidono di "buttarsi" e cercare di pubblicare un libro, dato che sembra che in questa Italia stretta tra crisi e problemi sociali tutti cerchino uno sbocco in questo settore?
Se leggono Il mestiere di scrivere di Raymond Carver scopriranno che il mondo editoriale è in crisi da parecchio tempo – e non soltanto in Italia, dove la crisi è soprattutto culturale, a mio avviso, nonostante si stampino circa 55mila titoli l’anno, tenuto conto delle sole major. Eppure la lettura, da queste parti, continua a rappresentare un dato indirettamente proporzionale all’offerta. Altri titoli che sempre volentieri consiglio sono Lo zen e l’arte della scrittura di Ray Bradbury e Consigli a un giovane scrittore di Vincenzo Cerami, che contiene, quest’ultimo, il consiglio per eccellenza: quando ti coglie l’ispirazione, siediti e fattela passare. Lo stesso meccanismo, applicato alle storie d’amore, come minimo farebbe crollare drasticamente il numero dei divorzi.

A proposito, di recente si é concluso il reality/talent show dedicato alla letteratura. Cosa ne pensi di questo approccio?

Non ne penso. Ritengo sia stata un’enorme sciocchezza interrompere il programma a metà gara, per poi riprenderlo uno o due mesi più tardi. È difficile ottenere uno share accettabile da un programma che, in fin dei conti, parla di libri, ma operare una scelta simile è un suicidio. Devo però confessare che, giudicando i candidati sulla base dei soli testi da loro prodotti e letti in studio, mi sono in linea di massima trovato sempre d’accordo coi giudici. Non so se preoccuparmi o proporre una mia candidatura, nel caso di un’eventuale nuova stagione. Da giudice, ovvio!...
"A me piace far ridere, ma il mercato
attualmente si orienta altrove"
Non solo saggi ma anche romanzi racconti e dialoghi del nonsense, con quale genere ti trovi più a tuo agio? E secondo la tua esperienza, al momento, quale genere trova più ampio interesse tra il pubblico?
A me piace far ridere, ma il mercato attualmente si orienta altrove. Poi sono di fondo una persona curiosa ed è per questa ragione che adoro spaziare nei generi e nelle soluzioni narrative. Il collante è però sempre stata l’ironia, la voglia di dissacrare, tant’è che di recente lo scrittore Stefano Massaron ha scritto in un suo articolo che l’umorismo è diventato negli anni una sorta di mio “trademark”. Avrà ragione? Ai lettori l’ardua sentenza.

Casa editrice indipendente o di grande fama? Racconta la tua esperienza.
La racconto in Caro scrittore in erba… e ho paura di non essere abbastanza sintetico da condensare in una sola risposta tutto quello che ho scritto nel libro. Senz’altro posso dire che, in entrambi i casi, il portafogli deve restare dove lo si è lasciato. Pagare per pubblicare è un atto completamente inutile, nessun editore è disposto a promuovere un testo senza rischio d’impresa, non avrebbe senso. E in più credo sia necessario accettare l’idea che la gente ha sempre dormito tranquilla anche senza sapere della nostra esistenza, per cui potrebbe benissimo continuare a farlo.

Et dulcis in fundo, hai qualche nuovo progetto in cantiere?

A fine settembre, per Zona Editore, uscirà un’antologia di racconti che ho curato a quattro mani con Daniele Manini dei Banda Putiferio, una band monzese di teatro-canzone con cui da anni collaboro. Il progetto apparirà in allegato al loro nuovo album e sfocerà inoltre in una commedia musicale che sto attualmente scrivendo, ma sul tutto vige per ora il più rigoroso top-secret.

La scheda tecnica del libro

Caro scrittore in erba...
di Gianluca Mercadante
Casa Editrice: Las Vegas
Collana: I jolly
Pagine: 140
Prezzo: 10 €
Codice ISBN: 9788895744285

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