domenica 3 agosto 2014

Tra petali di rose, continuiamo a seguire le stelle con Marta Leandra Mandelli - Seconda parte

di Roberta De Tomi

Dopo una passeggiata per Milano, spargiamo petali di rose, mentre Marta Leandra Mandelli continua a indicarci la via delle stelle, verso Oltremondo… giochiamo con le parole, dopotutto è uno degli obiettivi di Words! Ma ora, torniamo alla nostra autrice: Marta ci racconta delle differenze e dei punti di contatti tra il suo nuovo lavoro, Starbound, e i precedenti, Petali di rosa e fili di ragnatela e L’orizzonte delle dimensioni, i primi due libri della saga di Oltremondo; non solo, la scrittrice ci svela i suoi prossimi progetti e si esprime in merito alla sua scrittura e al fantasy in Italia. Vediamo come continua la sua intervista (per un remind, clicca qui).

Il primo capitolo di "Oltremondo"
"Il mondo è un posto meraviglioso, e meraviglioso è anche quello che la genialità delle persone  può fare; mi piace trovare il tempo di fermarmi a riflettere e riempirmi gli occhi di tale meraviglia".Ce lo rivela Marta nell'intervista, e ora scopriamo che anche dalla meraviglia, nasce la saga di Oltremondo, che andiamo a scoprire. Petali di rosa e fili di ragnatela (Edizioni PerSempre) è il primo libro della saga.

La trama, in breve

Siobhan, Rowan, Ian e Adrian, quattro amici, l’amore, la magia e, improvvisamente, un’avventura che li catapulta nel cuore di una vicenda ricca di colpi di scena, incontri e scontri prodigiosi. Il mondo in cui fino a quel momento credevano di aver vissuto, non è effettivamente quello che è, la Magia lo intride determinando situazioni che… stop, non dico altro, lascio la parola all'autrice!

Parliamo di ambientazione: rispetto ai due libri fantasy precedenti, anche questa cambia in Starbound…
Esatto, in Starbound ci sono essenzialmente tre ambientazioni: Palazzo del Cielo, la regia dimora di Robert che ho immaginato come una specie di Versailles; le corti di Baries, riconducibili alle antiche cascine lombarde; il Wynt, la regione artica ritratta nella copertina, dove si svolge la parte più epica ed eroica del romanzo. Al contrario, in Oltremondo ci sono tante ambientazioni, a volte anche fantascientifiche.

In cosa differiscono, ancora, queste opere?

Da un punto di vista stilistico, sono molto diverse: Oltremondo è scritto con un lessico moderno, che si addice alla contemporaneità della storia; Starbound ha un registro più aulico, che si sposa con la tradizione del fantasy classico e con l’ambientazione Seicentesca della vicenda.
I punti di contatto sono quelli a me più cari e che saranno sempre presenti nei miei romanzi: l’importanza dell’integrità morale, del coraggio, dei sentimenti veri e della purezza d’animo, ma anche la necessità di affrontare le proprie paure e di mettersi in gioco. I miei personaggi compiono sempre battaglie sia fisiche sia interiori, ed evolvono psicologicamente e affettivamente. Adoro i romanzi d’atmosfera e cerco sempre di creare scenari onirici, a metà strada tra realtà e immaginazione, in cui il senso del meraviglioso è protagonista assoluto. Il tema del viaggio è assolutamente imprescindibile.

Marta Leandra Mandelli
In fase di ideazione e di stesura di Starbound, su cosa ti sei focalizzata e cosa, invece, hai voluto evitare, sia a livello di contenuti, che, tecnicamente parlando, a livello di scrittura?

A livello di contenuti, ho cercato una misura intermedia tra tradizione della letteratura fantasy classica e originalità della mia idea. Non è stato facile, perché se da una parte ogni scrittore ambisce a creare una storia “unica”, dall’altra il genere di appartenenza ha una sorta di mondo tutto suo, con cui è necessario fare i conti. Non volevo scrivere l’ennesimo fantasy epico che tutti conosciamo bene, ed è stata una fortuna trovare l’ingrediente dell’archeoastronomia, nonché la speziata storia d’amore tra i protagonisti e gli antagonisti e la magica ambientazione del Wynt.
A livello di scrittura, il mio impegno è stato notevole e spero che questo aspetto emerga durante la lettura. Anche in questo caso, ho cercato una misura di mezzo tra un lessico forbito e una “mattonata” che non si addice alla narrativa d’evasione. Mi sono impegnata nella scelta dei vocaboli, affinché ci fossero poche ripetizioni e fosse adatto al contesto in cui si svolge la vicenda. Dizionario alla mano, scrivere Starbound è stato un bel viaggio nei sinonimi e contrari!

I due libri della saga di Oltremondo sono stati accolti molto bene dai tuoi lettori. Che cosa ha significato per te scriverli?
Innanzitutto una sfida: quando ho iniziato a scrivere Petali di rosa e fili di ragnatela non ero sicura di portare a termine una storia compiuta. Scrivere è bellissimo, creare qualcosa dal nulla è un’esperienza di entusiasmo e dedizione che non mi stupirei desse assuefazione. È anche una scuola di vita, come ho più volte detto agli aspiranti scrittori che ho incontrato durante il cammino: un romanzo non si scrive da solo, bisogna nutrire l’idea e avere voglia di scriverla e riscriverla, limarla, ampliarla, tagliarla, amarla e odiarla. Bisogna avere voglia di trovare il tempo da dedicarle, sacrificando altro, e non temere la fatica.
Oltremondo è il mio primo amore con la scrittura e ci ho messo davvero tanto di me. Mi ha insegnato a mettermi in gioco e a filtrare la storia attraverso la mia sensibilità. Ci sono tantissime storie, ma c’è una sola Marta: spero che il mio modo di essere e di sentire possa rivelarsi un punto a mio favore.

Come ti poni nel contesto di un sistema editoriale in cui il fantasy, in tutte le sue declinazioni, sembra essere, o forse sarebbe meglio dire, è il genere che va per la maggiore? Come vedi il fantasy in Italia, quali sono gli aspetti positivi, quali i negativi?

Il nuovo lavoro di Marta
Grazie al cielo il fantasy sta ampliando il suo bacino di lettori. Da lettrice perlopiù di romanzi di  genere, tra cui appunto il fantasy, ne sono felicissima. La tradizione vuole che i paesi anglosassoni siano molto più ricettivi a questo tipo di letteratura e finalmente anche noi, sull’onda della forte esterofilia che ci contraddistingue, ci stiamo aprendo a nuovi orizzonti. Tuttavia, siamo ancora in un momento in cui “l’autore straniero è sicuramente più bravo di uno italiano”, oppure “il fantasy è solo per ragazzi”, e così via, in un tripudio di luoghi comuni che non necessariamente trovano un effettivo riscontro nella realtà. Purtroppo, è anche vero che le grandi casi editrici hanno un occhio molto attento su tutto quello che fa tendenza e, a mio modesto parere, talvolta sovraffollano gli scaffali di romanzi fatti con lo stampino, che ricalcano fino alla nausea gli stessi, soliti cliché. Questo è un peccato, perché la maggior parte dei lettori si affida a ciò che trova in libreria, e può provare noia nei confronti di un’offerta paradossalmente poco varia.
Sono lieta che alcuni classici di fantasy e fantascienza, poco noti in Italia e comunque dimenticati, stiano tornando nei cataloghi e spero che molti altri titoli possano beneficiare di questa attenzione, possibilmente anche di sottogeneri ancora ignoti, come, per esempio, lo steampunk.

Dalla biografia che troviamo sul tuo sito, scopriamo che hai numerosi interessi, in particolare ditipo artistico. Naturalmente, non manca la lettura. Che ruolo hanno giocato nella tua formazione di scrittrice, e come lo hanno giocato?

Sono una curiosa cronica: adoro leggere, guardare film e telefilm, andare al cinema, alle mostre, a teatro, viaggiare e scoprire posti nuovi e semplicemente contemplare i paesaggi che mi circondano. Sono così da sempre, nel bene e nel male. Credo che questo aspetto del mio carattere sia importante per quello che scrivo, perché nutre la mia anima e, seguendo il discorso che ho fatto in precedenza, come tale nutre, la mia creatività. La curiosità arricchisce la mia vita e le mie storie. Il mondo è un posto meraviglioso, e meraviglioso è anche quello che la genialità delle persone può fare; mi piace trovare il tempo di fermarmi a riflettere e riempirmi gli occhi di tale meraviglia.

Che cosa significa per te scrivere?
Scrivere è un momento in cui la realtà trasfigura, lasciando emergere un’altra realtà che non appartiene alla nostra dimensione. Tuttavia è vera, e tale diventa a ogni parola che aggiungo, a ogni scorcio che ritraggo e a ogni emozione che imprimo nella mia immaginazione e nella storia che prende forma sotto i miei occhi.

Hai già qualche novità che puoi anticiparci, magari sul terzo libro della tua saga? Progetti, sogni nel cassetto?
Al momento mi sto dedicando al terzo e conclusivo romanzo della saga di Oltremondo. Ho la fortuna di aver trovato asilo presso Francesca Costantino, la mia agente letteraria, che mi sta aiutando a trovare un nuovo editore per tutta la trilogia. Stiamo ricevendo numerose proposte e ne sono entusiasta! Spero di poter dare altre notizie a partire dall’autunno. Per il resto, ho un carnet di ben cinque quadernetti con altrettanti soggetti per prossimi romanzi, tra cui un prequel di Starbound che sarà un altro romanzo autoconclusivo. Prego la mia Buona Stella affinché mi conceda tempo e forze per trasformarli in romanzi.

Il secondo libro di "Oltremondo"
L’orizzonte delle dimensioni
La trama, in breve
La Fiamma che consente il funzionamento dell’Orologio multi verso è a rischio di spegnimento; nel frattempo, l’affascinante Selwyn, innamorato pazzo dei Siobhan, sta architettando una nuova offensiva. Così Siobhan e gli amici si cimentano in una nuova prova, che contempla, tra le cose, un viaggio attraverso le Dimensioni, per cercare alleati, armi magiche e, dunque, una via d’uscita dalla complessa. Situazione.

Scheda tecnica del libro

L'orizzonte delle dimensioni
di Marta Leandra Mandelli
Editore: Edizioni Per Sempre
Pagine: 644
Prezzo: 18.00€
ISBN 9788888583389

Il blog di Marta Leandra Mandelli è: http://oltremondofantasy.blogspot.it

Seguendo la via delle stelle,incontriamo Marta Leandra Mandelli - Prima parte Conoscendo Starbound











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