sabato 13 settembre 2014

A occhi chiusi - #iraccontidifiorella

Immagine di RDT
di Fiorella Carcereri

Ottimista, idealista, romantica? Come posso descrivere la mia anima in una parola, o con una serie di parole, e farti comprendere quella che sono? Non è possibile. Ma ho toccato le persone come le note che scivolano via dalle corde di un’arpa, mai del tutto certa se mi trovassi o meno nella realtà. Sognatrice? Certamente, tutto ciò che mi piaceva, sognavo che sarebbe accaduto a me, a ogni uomo che incontravo. Sognavo di avere una vita con lui e di avere da lui dei figli con i capelli color ruggine e gli occhi verdi a striature marroni.


La mia capacità di sognare avrebbe risollevato
molti milioni di persone, se solo fosse stato
possibile utilizzarla. Ero una che credeva a tutto ciò che poteva esistere di bello – fate, folletti…Dio. E non mi importava che potesse essere provato scientificamente o meno, credevo a tutto quello che catturava la mia immaginazione, a tutto quello che mi dava emozioni tali da farmi torcere le budella e mi ispirava bontà, gentilezza e, quel che più conta, amore. La mia idea dell’amore si riallacciava ai racconti delle fate – attendevo l’arrivo del mio principe, quello che sarebbe stato disposto, letteralmente, a pulirmi i piedi. Desideravo quel tipo di amore che ti rende debole con la sua potenza assoluta. Quel tipo di amore che ti priva di tutti i legami con questo mondo – umani o materiali -per ricongiungerli in una persona sola, come un mutamento di gravità. Non desideravo più essere unita al mondo, volevo amarlo. Le persone ridevano quando raccontavo loro che cosa stavo aspettando – loro che si accontentano di un po’ di affetto. Ma Dio mi aveva promesso l’amore, mi aveva detto che l’amore era più forte della morte, che il suo amore per me mi avrebbe tenuta in piedi anche quando io non sarei stata in grado di farcela da sola, che mi avrebbe tenuta in vita anche quando io non ne avrei più avuta la forza. Ero così felice perché ero………
Ora ho la sensazione che la gente mi voglia scuotere e cerchi di dirmi che sto facendo uno di quei sogni, che devo svegliarmi ed accettare la vita così com’è. E, se davvero è così, svegliarmi è veramente quello che desidero? La domanda che ha assillato tutti i filosofi….

Nella mia ingenuità dicevo che bisogna sempre affrontare la verità. Ma se le favole non esistono, se non esiste Dio e se l’amore è, come lo descrive David Buss, nient’altro che una strategia psicologica messa a punto per la nostra riproduzione, la domanda è: ma io voglio veramente svegliarmi? Mi sento sull’orlo di un cambiamento, sto barcollando su di un bordo, sto per cadere e non so da che parte. Se questa è solo un’illusione, farò di tutto per tenere gli occhi chiusi. Ma la dura realtà sta penetrando in me come un veleno – sento che sta già facendo effetto. Ho un carattere vagabondo, alla disperata ricerca del mio autore per scrivere la prossima pagina. Come posso vivere in quest’altro mondo privo di raggi angelici? Ho paura.

Tuttavia, voglio sperare che anch’io, un giorno, proverò amore per qualcuno e sarò da questi riamata.

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