martedì 30 settembre 2014

"Lussuria": la burla erotico-filosofica di João Ubaldo Ribeiro

di Roberta De Tomi

Un pretesto letterario geniale, relativo alla genesi, ma soprattutto alla voce narrante di questo libro, perfetto per far aprire la bocca ai soliti benpensanti.
L’autore di Lussuria, João Alfonso Ribeiro, non  racconta nulla di realmente nuovo; la sua protagonista, pansessuale dichiarata, si pone in continuità con il libertinismo già praticato in epoca antica, ed esplicitato – per essere poi censurato – dal marchese de Sade e da altri che hanno raccolto la sua eredità. Il risultato? Un romanzo shoccante, irriverente, piccante.
Tutto ha inizio... 


Dicevo... tutto ha inizio con il lavoro assegnato a Ribeiro sul tema della Lussuria (quarto volume della  serie dedicata ai "Sette Peccati Capitali" promossa dalla casa editrice brasiliana Objetiva): mentre si annuncia questa iniziativa, lo scrittore riceve un manoscritto.  Si tratta degli originali di un testo che narra le peripezie di un personaggio femminile eccezionale: CLB, una sessantottenne di Rio De Janeiro, originaria di Bahia, che nella sua vita non ha mai indugiato sul sesso, concedendosi tutti gli sfizi possibili. Ninfa furba e sfrenata che infrange le etichette degli orientamenti sessuali, per la donna la sfida maggiore consiste nel dribblare il moralismo in maniera creativa e irriverente.
Al lettore, la donna appare come poco credibile, il suo approccio al sesso, ha un qualcosa di "eccessivamente maschile"; ma in realtà è lei stessa ad abbattere i confini posti tra i generi.
Non si definisce etero, omo o bisessuale, ma pansessuale, lanciando invettive e provocazioni sulle etichette create dagli esseri umani.

Il romanzo, erotico, provocante e provocatorio, è l'occasione per uno dei più grandi scrittori brasiliani per attaccare l’ipocrisia, non soltanto della Chiesa, ma di un sistema sociale, che sui postulati della Chiesa ha eretto i propri meccanismi, spesso sessualmente repressivi. È un attacco acuto e intelligente ai fanatismi del femminismo (si veda la parte in cui si disserta sulla terminologia) e del maschilismo (il culto del machismo, caro soprattutto ai popoli latini). Inoltre il libro svela anche il carattere illusorio delle convinzioni e convenzioni con cui l'essere umano cerca di negare se stesso e le proprio pulsioni che, paradossalmente, diventano “contro natura”, quando invece sono l’essenza stessa della natura umana.

"Arretratezza, arretratezza!". Spesso troviamo questa esclamazione a corollario delle cogitazioni della protagonista, che si racconta senza vergogne, pentimenti o rimpianti. Una vita fatta di esplorazioni, priva di reali peccati. Il peccato è infatti negli occhi di chi lo vede, nella bocca di chi scaglia anatemi, di chi vive di contraddizioni radicate nel cuore di una cultura che punta il dito, e poi lo nasconde, salvo poi trovare le streghe da bruciare; ma poi resta sempre quella pietra in mano da scagliare… quella trave nell’occhio…

Per concludere: Per chi ama le tinte forti e non si scandalizza,  Lussuria è un libro da leggere tutto in un fiato, in cui le tesi dell'autore s'intrecciano al racconto della protagonista in maniera perfetta, senza sbavature, ma nemmeno senza cadere nella trappola del didascalico. Tensione narrativa e trama orchestrate dalla penna di un autore dotato di grande personalità e carisma.

Scopriamo l'autore: João Ubaldo Ribeiro

Classe 1941, è uno dei più importanti esponenti della letteratura brasiliana. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e tra le sue opere: Vila real (1979) e con i racconti Vencecavalo e o outro povo (1974), Livro de histórias (1981, ripubblicato nel 1991 con l'aggiunta di due inediti, sotto il titolo di  Já podeis da pátria filhos). Nel 1984 ha pubblicato Viva o povo brasileiro (trad. it. 1997).


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