mercoledì 8 ottobre 2014

"Fallen", tra amore e morte, von Kleist e i Virgin Prunes

Un abbraccio di tenebra cinge la Sword & Cross, la scuola correzionale in cui la diciassettenne Luce viene reclusa a causa di un evento tragico che l’ha vista coinvolta insieme al ragazzo di cui era innamorata.
Considerata mentalmente instabile per le ombre che vede fin dalla più tenera età, Luce è alle prese con la fase di ambientazione al campus dove regole ferree e soffocanti si allineano all’altrettanto opprimente atmosfera che si respira persino in ogni parola. La giovane conosce alcuni studenti, tra cui il misterioso Daniel Grigori. di cui s’innamora a prima vista, il bellissimo e gentile Cam.
Tutto è insolito in quella scuola, e giorno dopo giorno Luce sente sempre più forte l’attrazione per Daniel, che la salva dalla caduta di una statua presente nel cimitero posto all’interno del campus.
Da questo momento, il rapporto con Daniel si evolve, e così avviene anche con Cam.


Cam e Daniel, due ragazzi in antitesi, che allo stesso modo attraggono Luce. La quale si trova coinvolta in un incidente, nel quale muore un compagno di scuola. E intanto, insieme all’amica Penn, si mette sulle tracce delle origini dell’enigmatico Daniel, un antenato del quale, omonimo, è autore di un libro storico. Da questa ricerca si dipana quella sulla strada di una verità apparentemente più grossa di lei. Quello di un amore “condannato a ripetersi”... tra rivelazione di diverse nature angeliche in lotta tra loro…

Intriso di riferimenti letterari che da Shakespeare portano a Heinrich Von Kleist, cupo e traboccante dell’angoscia di vivere, con una protagonista che sembra più anti-eroina -scordiamoci le eroine da fumetto e letterarie contemporanee- con le sue debolezze in evidenza, cui fa da contraltare un’insospettata forza, dovuta a un amore che supera ogni confine e definizione, Fallen ha dato il la al trend che sta contraddistinguendo il panorama dell’Urbanfantasy, invaso ora da miriadi schiere angeliche, dopo la Twilight (e vampiro)-mania, come hanno dimostrato i successi di Joseph Angelini, Becca Fitzpatrick, Alexandra Adornetto, per citare alcuni scrittori e scrittrici internazionali, cui aggiungo italiane come Alexia Bianchini e Fiorella Rigoni e la lista si aggiornerà-. Lauren Kate si distingue per la forza narrativa, l’atmosfera che crea con sapienza, come se si fosse proiettati in un brano dei Virgin Prunes; colpisce anche l’umanità estrema dei personaggi. Una pecca sta -se di pecca si tratta- nella rappresentazione stereotipata di Daniel e Cam, entrambi, nella loro antitetica fisicità, esteticamente usciti dal Book di un’agenzia di modelli. Ma si sa, il potere della scrittura sta anche nella creazione personaggi e mondi (im)possibili…

"Stereotipie" a parte, in Fallen ricorrono momenti particolarmente struggenti. La morte è un artiglio che incombe, minaccioso, la vita sembra strutturata a cicli in cui la redenzione echeggia flebile, come un'utopia. Una metafora della Storia dell’umanità, strutturata a cicli, destinati a ripetersi, malgrado la stessa Storia dovrebbe insegnare lezioni preziose… Eppure con Luce questa coazione alla ripetizione sembra destinata a spezzarsi.. La battaglia è solo iniziata, le sorti possono capovolgersi… Luce è un personaggio che può rivelare altre sorprese… Anche se l’amore -e i suoi demoni- sembra essere l’unica vera certezza, nonché un motore mobile che suscita interrogativi sulla vita e sulla morte. Altre domande e risposte nei seguiti di Fallen, Torment e Passion.

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