martedì 7 ottobre 2014

Giusella De Maria: un foglio bianco per scrivere e poi diventare... "Giusella Chinsella"

Giusella De Maria con il suo
libro "Io non sono ipocondriaca"
di Roberto Baldini

Una bambina di sei anni, un foglio da disegno bianco. E la fantasia che prende forma nelle parole. Così ci racconta di com'è nata la scrittrice, autrice di Io non sono ipocondriaca (Mondadori). Giusella De Maria, un esordio fulminante con Suona per me (Avagliano, 2009), ci racconta del suo rapporto con la scrittura, un connubio di mente e cuore, mai slegato da una buona dose di ironia. E... chiamatela anche Giusella Chinsella, in omaggio alla sua autrice prediletta!


Giusella, un vulcano di ironia e cuore
Ciao Giusella, benvenuta! Innanzitutto, parlaci un po' di
te, raccontaci qualcosa…


A chi vorresti dedicare il tuo libro?

A mia madre. La fonte della mia visione ironica di questa vita. È la donna più incredibile che io conosca. Il mio mito.

Compreresti il libro di uno scrittore che scrive solo per lavoro, senza passione?
Magari l’ho fatto e non me ne sono accorta. Mi è capitato di appassionarmi a qualche scrittore o scrittrice e di comprare tutti i suoi libri, ma a un certo punto vedevo che terminavo di leggerli. E allora ho capito che probabilmente aveva esaurito ciò che aveva da dire al mondo, e che era stato inghiottito dal puro business. Molto triste, soprattutto perché mi ci ero affezionata. È un po’ come quando ti fidanzi con qualcuno di meraviglioso e improvvisamente cambia umore e personalità e smette di essere l’uomo di cui ti eri innamorata

Cosa fai per spronare gli altri?
Li scuoto. A volte anche fisicamente. Credo di aver dato sempre tutta me stessa quando si è trattato di spronare qualcuno a credere in qualcosa, specie in sé stessi. A volte anche a rischio di diventare petulante, ripetitiva e di perderci la salute. Non, sempre, ahimé, ho avuto successo. Spronare qualcuno è una faccenda complicata, se l’altro è ostinato a non voler essere incoraggiato in alcunché, allora bisogna arrendersi.

Cosa significa per te donare qualcosa agli altri?
Arricchirli spiritualmente e umanamente. Poter condividere le mie esperienze in modo che le loro difficoltà o sofferenze possano trovare una soluzione o essere meno dure di quanto siano state per te.

L’Amore è una malattia?
No! Quando lo è, è un sentimento marcio e deleterio. L’amore è la cura di ogni malattia. È un’isola di pace e serenità, un rifugio dal mare in tempesta della vita. L’amore non è sofferenza o dolore, e quando lo è non è amore, ma semplicemente dolore. E bisogna fuggirlo a gambe levate.

La scrittura viene dal cuore o dalla mente?
Non esiste una scrittura narrativa di puro sentimento, e una di mero cervello è pericolosa. Scrivere storie è un perfetto connubio di fantasia e intelletto, testa e cuore. Quando questo equilibrio propende per un aspetto, si ha la poesia; se va verso il raziocinio, è saggistica.

Qual è stata la scintilla che ti ha fatto decidere d’iniziare a scrivere?
Un blocco di carta, fogli bianchi su cui disegnare. Me li portava mia padre dalla tipografia in cui lavorava, dagli scarti di carta ci faceva dei blocchetti per farci colorare. A sei anni (come ora!) ero negata con il disegno, ma avevo una smodata fantasia. E allora scrivevo storielle.

Scrivere può essere terapeutico?
Lo è sempre. Anche se vuoi semplicemente estraniarti un po’ dalla tua vita che ti ha portato qualche dispiacere o delusione. La narrativa non ti delude mai, perché è l’unico mondo in cui noi siamo dio. E possiamo gestire ogni filo degli avvenimenti. È per questo che tutti vogliono fare gli scrittori, perché vogliono essere dio.

Un tema che vorresti affrontare in un prossimo libro?
Ehehe top secret…ma è un tema molto scottante per il quale ci vorrebbe una bella rivolta sociale. Ed è quello che tenterò di fare, con l’arma ad inchiostro della penna che sto affilando .

Dove si può acquistare il tuo libro?
In tutte le librerie. E ovviamente on line.

R. Ciao Giusella, grazie per il tuo tempo!

Io non sono ipocondriaca: una scrittura che brilla anche quando il tema si fa "importante".
Nina è solare come la sua Sorrento, città in cui vive e ha un'attività di catering. E' intraprendente e allegra, ma ha un problema: è ipocondriaca. L'incontro con Marcus, brillante chirurgo giunto in città per un convegno, sarà determinante nel decorso della malattia.

Scheda Tecnica del libro

Io non sono ipocondriaca
di Giusella De Maria
Casa Editrice: Mondadori
Collana: Omnibus
Formati: Cartaceo e E-book
Pagine: 240
Prezzo: € 15,00
Codice ISBN: 9788804634607

 

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