venerdì 10 ottobre 2014

Motenai: da sfigato a seduttore di casa HOW2


Parlando con... "Motenai", dal nome del personaggio di
"Video Girl Ai"
di Lola Words

Come nasce un personaggio? Ne parleremo in questa sede, nel laboratorio di scrittura. Qua ora parliamo di un personaggio che solo in apparenza è stereotipato.
La sua storia, in Come sedurre le donne (How2 Edizioni) non è solo un esempio; è un “racconto nel manuale”, esattamente il racconto di una situazione che si complica, tra amore ed eros, nonché la ricerca del superamento della condizione di “sfigato” con le donne. Ma a volte, nei complessi si possono trovare le ragioni per una seduzione di successo, come ci racconta Maurice, detto Motenai (dal giapponese, "senzadonne").


Maurice, che cosa significa portare la tua storia in un manuale di questo tipo?
In un certo senso, è stato catartico e mi ha permesso di scoprire, step by step, quel pianeta complicato… chiamato donna. Non solo: raccontare di me, mi ha permesso un’autoanalisi, la valutazione dei miei errori e dei pensieri sbagliati, frutto di luoghi comuni e pregiudizi relativi alle donne e, ovviamente, agli uomini. Senza contare che, crollati certi pregiudizi e tabù, mi sono liberato da certi freni che mi ponevo sul versante erotico.

Cosa vuol dire per te essere definito un “Motenai”?
Bé, a parte che io adoro i manga, ma prima non conoscevo Video Girl Ai e il suo protagonista… essere definito così ha rappresentato per me la conferma di una triste verità, un complesso che ha peggiorato la percezione già pessima che avevo di me. Quante volte mi sono trovato a guardare da lontano una ragazza, ma per la paura di fallire o perché mi vedevo troppo brutto e inadeguato, non ho avuto il coraggio di “provarci”? Poi ho conosciuto Laura… l’ennesimo tentativo di conoscere una “tipa” su Facebook. Lei, però a differenza di altre, non mi ha cancellato, anzi ha capito che ero davvero un caso disperato… un “Motenai,” appunto, traducendo dal giapponese, un “senzadonne”. Poi ho scoperto che si tratta pure del personaggio di un manga giapponese, che ho letteralmente divorato!

Ma poi, cos’è successo con Laura?
Senza entrare nei dettagli di una storia da soap-opera al pepe, ma anche con alcuni risvolti emotivamente forti… Con Laura la situazione si è complicata, mi sono preso una bella cotta, per intenderci… anche perché mi ha detto cose utili per capire me stesso e, si sa, che per arrivare al successo, in qualsiasi ambito, è importante, prima di tutto, capire te stesso, sapere chi sei per capire come agire per conseguire l’obiettivo prefissato.

Che cosa hai imparato da lei?
La lezione base: non abusare di Facebook per agganciare le ragazze. Questo perché, se da una parte, per quelli come me, il Social è un modo per superare la propria timidezza, dall’altra è comunque un muro che poniamo all’altro. D’altro canto, può essere un luogo di fregature e finzioni, anche se all’inizio la pensavo diversamente. Per me infatti Facebook era l’unico luogo in cui, protetto dallo schermo, mi sentivo libero di essere me stesso e non l’imbranato che tutto conoscono. Ma poi ho capito che è come indossare una maschera che prima o poi dovrai togliere per mostrare alla ragazza il tuo volto. Prima o poi la ragazza la dovrai incontrare davvero. E allora devi farti vedere per quello che sei, mettendo quindi da parte ogni remora.
Il libro che racconta la storia di "Motenai"
e altre più piccanti, condite da
consigli. Approvato da molti lettori

Poi, cosa ti ha insegnato?
Mi ha dato tanti consigli, che sono gli stessi riportati in Come sedurre le donne. Grazie a lei, ho iniziato a capire me stesso e, di conseguenza, mi sono convinto ad avere fiducia in me, attraverso piccoli accorgimenti. Mi sono iscritto in palestra e ho iniziato a vestirmi in maniera più curata; e da quando mi prendo cura di me stesso, ho mutato il mio modo di vedermi. Se ti prendi cura di te, trasmetti l’idea che sai prenderti cura anche di un’altra persona. E le ragazze in un uomo cercano prima di tutto la sicurezza. Un uomo sicuro di sé, che sa quello che vuole, è qualcuno che merita fiducia… il contrario di un “Motenai” insomma.

Ma poi ti sei innamorato di lei…
Sì, e lei è sparita, poi per caso ho conosciuto una ragazza… Ma non dico altro…

Questa ragazza, l’hai conosciuta su Facebook?
No, in un locale! Basta Facebook, ho spento il pc e ho seguito i consigli di Laura: i miei occhi negli occhi di lei, mentre mi presentavo, il tentativo di essere me stesso, mostrando di volermi bene. Quando la ragazza mi ha fatto capire, attraverso la gestualità (niente braccia incrociate, sorriso e, a volte, la ricerca del contatto fisico, tra una parola e l’altra) che era propensa alla conoscenza, ho iniziato a sentirmi meno “Motenai” e più seduttore”.

E poi?
Bé… abbiamo passato una bella serata e poi, altre… ma non è successo veramente nulla, neanche un bacio. Questo perché lei aveva i suoi casini… e io aspettavo e aspettavo, senza forzare gli eventi… finché, non è sparita.

A proposito di donne che spariscono… Laura? Che fine ha fatto, nel frattempo?
Devo avere l’abbonamento con le donne che spariscono (ride). Per quanto riguarda Laura… lei ha a che fare con questa ragazza, ma non mi sbottono in merito, anche perché ho conosciuto Dora e lì, il ghiaccio si è sciolto e “Motenai” è sparito, per lasciare spazio al seduttore. Con Dora è esplosa la passione. Io sono, in un certo senso, esploso.

Però su Dora ti sei dimenticato di dire che… con lei volevi far morire il “Motenai”.
Già, Dora voleva essere la donna della mia rivincita. O della mia vendetta sulle donne che negli anni mi hanno “dato buca” o fatto sentire un inetto. Volevo sedurla e abbandonarla, mettendo da parte la mitezza che mi caratterizza. Però, diciamocela tutta, seduttore, amante sì, ma in fondo resto un “Motenai”… un buono che vorrebbe essere uno str… (e qua mi censuro). Ho capito che non è vero che… “prendi una donna e trattala male”, come in quella canzone. I seduttori sanno rispettare e amare le donne. Anche quando vogliono solo un rapporto fisico. E con Dora, per la prima volta, ho provato e fatto provare sensazioni libere che nuove e diverse. Ammetto, è stata la mia prima, vera trasgressione, che mi ha fatto capire molto delle donne…

E cos’hai capito delle donne?
Che non tutte vogliono solo la storia tutta cuori, rose, cioccolatini e coccole. Anche le donne cercano emozioni forti, un uomo che sappia entrare in contatto con il loro corpo, oltre che con la mente. Con Dora mi sono trovato in situazioni… molto intime. E lei era davvero sexy, senza essere una bellissima, almeno, non secondo i canoni estetici correnti. Anche se poi ho provato per una mia sfida personale, a conquistare una bellissima. E ci sono riuscito… la dimostrazione che sbagliando s’impara e che per raggiungere quell’ obiettivo dovevo solo crederci e giocare d’astuzia. Ma tornando a Dora… come vi ho raccontato, con lei mi sono trovato in situazioni senza freni… ma mi fermo qua!

In effetti il tuo racconto ci ha sorpreso… ma non eri tu quello innamorato di…
(M’interrompe) Per ora non parlo d’amore o della donna della mia vita. Per ora preferisco parlare di seduzione. Il “Motenai” è cresciuto: dentro lo sono un po’, ma proprio le qualità del “Motenai”, la pazienza, il saper ascoltare, la delicatezza, mi hanno permesso di capire un mondo che prima consideravo troppo lontano da me. Mi è bastato solo spostare l’ottica, e mi sono trovato a camminare in una dimensione capovolta. Con un certo, inaspettato successo. Ma ho dovuto lavorare su me stesso e aprire la mia mente e, quindi, il mio corpo, alle novità.

E dunque, che cos’è per te la seduzione?
Amore, eros, rispetto, gioco, strategia, complicazioni. E donna, ben oltre i luoghi comuni e gli stereotipi. Infine… accettare quegli aspetti del mio essere “Motenai” e che ho sottovalutato, che mi hanno permesso di capovolgere la mia prospettiva, consentendomi di tagliare corto con Facebook, per “lanciarmi della mischia”. Cambiando, ma restando me stesso.

Come sedurre le donne – Ci sono segreti che solo una donna può svelarti (How2 Edizione)

di Roberta De Tomi


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