mercoledì 15 ottobre 2014

"Pillole di Filofollesofia": Samanta Airoldi presenta Sofia


Quattro chiacchiere con Samanta Airoldi
di Roberta De Tomi

La lama di un coltello in cui osserviamo il riflesso di una porzione del volto dell'autrice, la filosofa Samanta Airoldi. La copertina di Pillole di Filofollesofia reca in sé elementi emblematici. La lama  che Samanta tiene in mano, è quella della ragione che squarcia il velo della realtà per sondarne i significati più reconditi. Il rispecchiamento fa riferimento all'atto del pensiero, motore mobile di questo libro che... ce lo racconta  Samanta.


Benvenuta, Samanta. Raccontaci del tuo incontro con Sofia. Buongiorno Roberta.
Beh che dire... io e Sofia ci siamo incontrate 13 anni fa, in un'aula del Liceo Classico "G. Mazzini" di Genova, città in cui io sono nata. All'epoca io avevo 17 anni ed ero un'adolescente un po' inquieta, piena di dubbi, in cerca di risposte. Sofia mi ha davvero "catturata", mi ha insegnato che sono proprio i dubbi, il motore della vita, la spinta alla ricerca, la spinta a non accontentarsi delle cose come stanno e che niente è "così perché è così" ma che dietro tutto vi è una causa razionale; e oggi, come allora, Sofia mi stuzzica sempre a cercare questa causa! Insomma:  sa quel giorno siamo diventate inseparabili.

Come nasce Pillole di Filofollesofia?

Pillole di Filofollesofia nasce prima come pagina web in cui io pubblicavo online i miei articoli/brevi saggi di filosofia politica e alcune mie recensioni cinematografiche in cui portavo in luce la metafora politica nascosta in alcune pellicole.
Poi gli articoli sono diventati tanti ,e allora mi sono detta: "perché non raccoglierli tutti insieme e farli diventare un libro?" E così è stato!

Dal concetto di giusto a quello di libertà, passando per il l'identità, il pluralismo vs. il multiculturalismo, il ventaglio di argomenti che apri è davvero ampio e articolato. In questa varietà di tematiche, possiamo individuare un filo conduttore, o la tua intenzione è stata quella di lanciare degli spunti di riflessione?
Il filo conduttore è quello di fare riflettere attraverso una lettura leggera, ironica e divertente, dosata in "pillole", appunto. Fare riflettere sulla realtà che ci circonda e su quanto la politica sia nel vivo delle nostre vite, in ogni aspetto e che, pertanto, è fondamentale prendere coscienza e consapevolezza del mondo circostante e non rintanarsi in se stessi, chiusi in dimensioni fittizie.

La tua prima tesi di laurea s'intitola Morale e agire comunicativo in J. Habermas. Rispetto al pensiero di Habermas, come ti poni?
Il mio pensiero nel corso degli anni è cambiato come, ovviamente, sono cambiata io! Penso che se a 30 anni la pensassi ancora esattamente sotto tutti gli aspetti come la pensavo a 20 anni, allora avrei qualche problema di eccessiva impermeabilità mentale e staticità. Quando scrissi la mia tesi Morale e agire comunicativo in J. Habermas mi trovavo in sintonia quasi al 100% con il pensiero di Habermas nella sua fase kantiana; crescendo, vivendo nuove esperienze, sia sociali, sia personali, entrando in contatto con nuove realtà sono diventata meno fanatica del pensiero "a priori" e più pragmatica, più legata ai fatti concreti e a posteriori, piuttosto che ai principii astratti e a priori.
Penso che ci debba essere un nesso tra "giustizia universale" e "utilità sociale" altrimenti la filosofia si trasforma in una vuota speculazione improduttiva e fine a se stessa; ed è proprio ciò da cui io e la mia "Sofia" fuggiamo a gambe levate!

Nel libro dichiari una posizione liberale... la puoi spiegare ai lettori?
Sì sono politicamente liberale in quanto sostengo che nella vita privata ciascuno, nel rispetto degli altri, debba essere libero di condurre la propria esistenza come meglio crede. Penso che la politica debba occuparsi della sfera pubblica e sociale, ma non debba entrare nelle scelte di vita privata, a meno che queste ultime non abbiano importanti ripercussioni sociali.

Hai conseguito il Dottorato di ricerca in Filosofia presentando la tesi Universalismo e pluralismo in dialogo e hai un forte interesse al rapporto tra i differenti gruppi culturali, tematica che ci riporta alla relazione tra multiculturalismo e pluralismo. Come si pongono questi due termini all'interno del libro e nel contesto dell'attualità? Multiculturalità è un termine quas abusato, forse anche confuso con "Pluralismo"...
Sì oggi tutti parlano di Multiculturalismo, ma spesso ne parlano a sproposito. Io sostengo che il concetto stesso di Multiculturalismo non permetta di vedere né tantomeno capire il Pluralismo.
La politica del Multiculturalismo vede le "culture" astratte, il Pluralismo si sofferma, invece, sugli individui concreti. Le culture non sono dei blocchi compatti all'interno dei quali tutti sono uguali e la pensano allo stesso modo: io sono italiana ma non sono cattolica, ad esempio; non amo la pasta, piatto principe della nostra presunta cultura. Penso che al di là di ogni cultura o tradizione, il singolo abbia una sua individualità, specificità che lo contraddistingue da qualunque altro essere umano. Questo pregiudizio di "omogeneità culturale" è troppo radicato.

Il cinema rientra nell'orbita dei tuoi interessi. Nel libro troviamo i riferimenti all'Oltredonna ( vedi Grace di Von Trier) e all'Oltreuomo (Batman). Nietzsche sembra essere il principale riferimento degli articoli relativi. Chi sono questi Oltreuomini/Oltredonne?

Questi Oltreuomini e Oltredonne sono individui che in un preciso momento scelgono l'utilità concreta "hic et nunc" rispetto a una giustizia astratta e fatta di principi che, in quel momento, non condurrebbero a un risultato socialmente utile!
Sono individui che hanno il coraggio di scegliere, di assumersi la responsabilità di una scelta e delle conseguenze che ne derivano; scelgono di preferire i "fatti" ai "principi" in nome di una giustizia sociale concreta e a posteriori, non astratta e a priori.

Attraverso Matchpoint analizzi lo stereotipo. Il dubbio sorge e la domanda è: lo stereotipo entra in rotta di collisione o gioca di ruolo con la filosofia?
Sofia non accetta alcuno stereotipo e vi entra in aperta sfida per annientarlo attraverso lo strumento più potente di cui tutti gli esseri umani dispongono: la ragione!
Lo stereotipo altro non è che una forma sempliciotta di "dogma", non ha un fondamento razionale e non è, dunque, razionalmente giustificabile né difendibile.  A priori non trova giustificazione e a posteriori si autosmentisce da solo, come Matchpoint dimostra.

Ultima domanda, a compendio di questa intervista: Sofia apre gli occhi sul mondo di oggi, e cosa vede? In che rapporto è, secondo te, con questo mondo e come la tratta questo mondo?
Sofia è presa di coscienza sul mondo di oggi e vuole fornire a tutti gli strumenti per raggiungere la consapevolezza sul reale. Le mie "pillole" vogliono essere proprio un piccolo stimolo alla riflessione su questo mondo che può non piacerci, ma in cui ci troviamo inseriti. Per agire, per migliorare anche solo un piccolo aspetto di esso è, prima di tutto, necessario prenderne consapevolezza.
 
La domanda è ora rivolta a Samanta. A quando il prossimo tè con Sofia? Pillole o zollette un po' folli? O qualcosa di più corposo?

A breve...Non voglio dire troppo ma c'è già in corso un altro progetto e io e Sofia siamo già all'opera per mostrarvi altri "volti".

Andiamo a scoprire qualche dato sul libro, in attesa della recensione!


Scheda tecnica del libro

Pillole di Filofollesofia
di Samanta Airoldi
Casa Editrice: Silele edizioni
Pag. 125
Prezzo: €10,00
Formati: cartaceo e e-book
Codice ISBN: 9788896701812






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