lunedì 3 novembre 2014

"Quel colore delle foglie in autunno (quando stanno per cadere)": Marco Valenti racconta "i pieni e i vuoti delle parole"

di Roberta De Tomi

Quattordici racconti, quattordici diverse modalità narrative unite dal denominatore comune della parola. Parola come comunicazione, eccesso di parole che spesso sfociano nel vuoto. Semantiche che si annullano o che si ritrovano in un elemento che diventa un catalizzatore di comunicazione. L'esempio della fresia è lampante. Ma c'è anche la parola che si esplica nell'omertà che produce sensi di colpa. E, ancora, il silenzio e un senso di caducità. Quel colore delle fogli in autunno (quando stanno per cadere) esprime e sviluppa in maniera esaustiva la vision dell'autore, Marco Valenti. Le situazioni umane, raccontate con forte attenzione ai dettagli e con una penna capace di penetrare gli anfratti dell'anima, sono diverse e credibili. La linea è quella di una scrittura classica, tesa tra realismo e simbolismo, a tratti elevata, a tratti, invece, connessa a un filone quotidiano che ci riporta alla letteratura di Vasco Pratolini, autore attento al quotidiano nella sua declinazione più popolare.

 Lasciare andare, apre la raccolta. Il protagonista, Maurizio, è alle prese con i capricci della giovane ex moglie. Alessia, attraverso una telefonata, rivendica i soldi di cui ha bisogno, Maurizio cerca di non scaldarsi e dopo la telefonata considera la necessità di lasciar andare. Nulla a che vedere con la rinuncia e la sconfitta, no; a volte è fondamentale tacere. Il concetto è ben sviluppato e dà adito a riflessioni in un racconto ben delineato. La decisione di tacere assume una connotazione esistenziale in Silenzio e fresie. Racconto che in alcuni punti diventa un po' troppo verboso, presenta l'interessante contrappunto tra l'elevazione cui tende il protagonista, in conflitto con la meschinità della realtà, e il vomito del cane, che diventa l'espressione di questa realtà. La fresia diventa il catalizzatore di un incontro, simbolo di una rottura del silenzio.

Con Parlavi (Un monologo teatrale), l'autore tocca un apice di tensione grazie all'ottima orchestrazione dei diversi elementi in essere, in un crescendo che si scioglie nel finale mozzafiato. Si ritorna alla narrativa con Paolo Sirioni Scrittore, in cui l'analisi della parola si realizza nel confronto tra l'autore-genio traboccante idee e l'editor capace di tradurre formalmente queste idee. L'editor, messo in ombra dal genio, soffre e aspira a potersi esprimere, pur nella consapevolezza di non potersi equiparare al grande autore. Con Mai più tuo, Marco Valenti opta per la forma epistolare come veicolo di una vicenda in cui le parole, in questo caso, d'amore, sono fonti di illusioni e delusioni, soprattutto se non rispecchiano la verità.

Tocca il cuore, E' andato via, il racconto di un figlio consapevole che il padre, pur se vivo, non è veramente più con lui, a causa dell'Alzhaimer. Tocca molto anche il tema dell'omertà e del connesso senso di colpa, L'esposto, dal crescendo ben calibrato e avvincente, mentre con Lo zio Paul, si apre lo spiraglio sul tema dell'ascolto. Protagonista è un uomo supponente e presuntuoso, incapace di ascoltare. Si torna sul tema dell'amore con Il gioco,, costruito con grande efficacia conduce il lettore sulle tracce di un passato che si attua nel presente ("Godo in ritardo di un 1/4 di secolo" cit.).

In Sputnik, la morte dell'adorato cane diventa per il protagonista un vero e proprio catalizzatore di
memoria che presenta echi proustiani, retti da un sottile gioco di analogie. Frammenti è la riflessione viscerale di una storia d'amore sempre più frammentata dall'assenza di reale comunicazione. Segue la curiosa figura de Il conte, protagonista di un'ascesa e di una caduta, quest'ultima caratterizzata da una ripresa risolta in un modo forse un po' frettoloso, al punto che il lettore, sul finale, si trova un po' disorientato.

Lirico e pregnante è il racconto che dà il titolo alla raccolta, La figura del barbone che raccoglie le foglie e cerca quella dello specifico colore autunnale, diventa il perno di una narrazione ricca di simbolismi e suggestioni. Curioso Cambia Pusher 2 (Dieci anni dopo), breve racconto che fulmina, anche se si coglie l'assenza di un antefatto; in sé però il brano funziona.

Nell'insieme, a parte qualche espressione oscura e alcune incertezze nella punteggiatura (mancano in alcuni punti delle virgole necessarie), legate all'editing, piuttosto che alla penna dell'autore, Quel colore delle foglie in autunno è una raccolta che offre numerosi spunti. A parte qualche racconto un po' verboso e alcuni slittamento nei piani narrativi (vedi il finale frettoloso ne Il conte), soprattutto nei racconti più lunghi, Marco Valenti si mostra una penna acuta, capace e abile nello sviluppo della narrativa. E' versatile, perché esplora le diverse modalità narrative mantenendo una coerenza di stile e di intenzioni senza mai cadere troppo nel tranello del compiacimento e dell'esercizio di stile fine a se stesso.

Il piano razionale e quello emozionale sono ben bilanciati. Prevale la dimensione del raccontare, piuttosto che quella del mostrare,e la narrazione non è quella del bestseller dal ritmo concitato; l'autore indaga piuttosto le vicende, racconta dei vuoti e dei pieni, ricollegandosi al filone del Primo Novecento letterario e teatrale. Beckett, Proust, Ionesco, Svevo, Moravia. Non è una penna superficiale, al contrario, i finali, sempre efficaci e sorprendenti, aprono speragli di riflessione in un lettore abituato a una fruizione passiva, povera di non detti e tesa a spiegare, senza dare spazio all'immaginazione del lettore stesso.

L'autore: Marco Valenti
Architetto di origini palermitane, classe 1960, nasce a Roma, città dove vive e lavora.
E' autore insieme a Paolo Scatarzi del romanzo Un senso alle cose e in solo di Cinque canti di separazione, una breve raccolta di racconti; entrambi i libri sono stati pubblicati da Boopen. Nel 2010 esce Cometa e bugie, autoprodotto con ilmiolibro.it.
Nel 2010 produce uno spettacolo teatrale, a Roma, che presenta alcuni suoi scritti editi e inediti.
Nel 2012 pubblica Quel colore delle foglie in autunno (quando stanno per cadere), anche questo libro autoprodotto con ilmiolibro.it, distribuito on demand e sul circuito Feltrinelli

Il blog di Marco Valenti: www.lecosesonocomesono-mv.blogspot.it/

Info: http://cartaecalamaio.com/i-nostri-autori/marco-valenti/


1 commento:

  1. Essendo l'autore non posso che ringraziare per questa calzante e bella recensione. Mi permetto di segnalare che dal 4 novembre il mio nuovo romanzo, dal titolo RIP, è disponibile nella collana di narrativa Officina Marziani per Antonio Tombolini Editore.
    Cordialmente, Marco Valenti

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