sabato 8 novembre 2014

"Sognando di vivere a trecento all'ora su una macchinina a pedali", i sogni, gli ossimori, la musica, la parola di Enrico Nascimbeni

Da sinistra: Marani, Baldini e
Nascimbeni a Le Trottoir
di Roberta De Tomi

Il sogno: un leit-motiv, un'ossessione, una parola che ricorre, l'espressione di un'impossibilità, di un'impasse, al confine con l'illusione, ma a differenza di quest'ultima, traboccante di vita che non sa definirsi, cadendo però così nelle reti delle definizioni. La poesia di Enrico Nascimbeni, cantautore e giornalista, è ossimoro, musica, quotidiano che anela al sacro, incrocio di profano. C'è spazio talvolta per attimi d blasfemia (per Vasco gli attimi erano di nostalgia!), per le patatine fritte, per "le onde di Coca-Cola", per Milano. E c'è spazio per la parola, prismatica, camaleontica, che la voce della poeta e attrice Rosanna Marani ha saputo evocare, scavando nel sentimento, oltre la semantica.
I componimenti di Sognando di vivere a trecento all'ora su una macchinina a pedali (Rupe Mutevole Edizioni), sono stati letti così, giovedì 6 novembre, a Le Trottoir alla Darsena, storico locale di Milano. E dall'autore, introdotto dall'organizzatore dell'evento e curatore della prefazione, Roberto Baldini, sono stati presentati con la sincerità del poeta che risponde all'urgenza dello scrivere. In maniera poetica, consapevole e musicale. Essenziale, ma ricercata, come emerge dalla lettura del libro.



La presentazione a Le Trottoir
Le Trottoir, locale meneghino storico, ritrovo di artisti,
la poesia di Enrico Nascimbeni trova una  location perfetta. Le atmosfere del luogo s'intrecciano a quelle del libro, creando un magico connubio. Durante l'evento alcuni ex compagni del liceo "Beccaria", frequentato in gioventù dal cantautore, erano presenti come parte di un pubblico riunito in nome di una poesia ricca di ispirazione.

I componimenti inclusi in Sognando di vivere a trecento all'ora su una macchinina a pedali, sono porte aperte su mondi ibridi. Fiaba e inferno, utopie e distopie, ma soprattutto un presente che ora urta, ora punge, ora accarezza. Amarezza o disillusione esistenziale (No no/non si fa mai abbastanza/e nascondiamo nel frigorifero le nostre miserabili galassie), amore che sembra una certezza instabile (Il tuo sorriso è una sicura incertezza), ma amore che nel suo essere battaglia (come tutto) è forte, a volte rifugio, a volte abbandono assoluto di sensi, spesso dolore. E si fa parola e poi silenzio.

Nel libro c'è la vita di Enrico Nascimbeni. C'è Enrico. Il suo sguardo di cronista che coglie dettagli invisibili a occhi superficiali; una sensibilità che penetra, un'intelligenza verbale che raccoglie suggestioni cariche di emotività. Durante la  presentazione l'autore svela di non seguire la metrica, né una tecnica particolare, ma in ogni verso si colgono una musicalità, accostamenti di parole che, senza cercare l'effetto, lo creano, colpendo il cuore e la mente del lettore. La semantica ripudia la frase fatta, ogni parola nasce da pensiero, abbracciato al sentimento. Come ha ribadito lui stesso, gli ossimori presenti non sono il frutto di uno studio. Ogni poesia nasce dall'urgenza. L'urgenza di un scrittura che racchiude un vissuto, ma che è il frutto di un background culturale multiforme.

Cesare Romana su Il Giornale ha scritto: “Enrico Nascimbeni è il cantore del minimalismo quotidiano...”. Mario Luzzato Fegiz, sul Corriere della Sera si è così espresso:  “Romantico incallito dai bagliori struggenti…". Citare due grandi critici musicali per cominciare. E si potrebbe continuare. Enrico Nascimbeni è un cantautore che trasmette un mondo. In musica, e in poesia. Romantico e voluttuoso, volitivo, ma anche penna di cristallo non compresa da chi critica certe espressione "basse", attinte a un vocabolario del volgare. Il solito esercizio d moralismo, a fronte di un racconto poetico che si contamina di suggestioni, sogni, realtà; dell'amore, potente motore per questo libro. Un amore ant-disneyano che si pone di fronte ai colori della vita e a un "2014" in cui il poeta dice "Io sono un profugo/e un terrorista delle parole e delle note/armato di una matita colorata/e di occhi che non ho mai abbassato".

A Le Trottoir, Enrico Nascimbeni ha continuato a tenere gli occhi alzati. E in questi si scorgeva la poesia, che a ogni lettura è come una riscoperta, come ascoltare la canzone che amiamo, avvertendo, ogni volta, nuove sfumature. Così accade leggendo Sognando di vivere a trecento all'ora su una macchinina a pedali, titolo tratto da un articolo scritto da Roberto Vecchioni sulla pagina della Cultura del Corriere della Sera, a recensione di una precedente raccolta di Nascimbeni. Un titolo significativo, perfetta espressione dello spirito del libro e di un indole poetica dalla sensibilità 


Scheda tecnica del libro 

Sognando di vivere a trecento all'ora su una macchinina a pedali
di Enrico Nascimbeni
Prefazione: Roberto Baldini
Casa Editrice: Rupe Mutevole
Pag: 100
Prezzo: € 10,00
ISBN: 9788865914038

1 commento:

  1. Ogni parola risulterà superflua...
    Leggere Enrico è un'esperienza unica, e ogni volta qualcosa di nuovo arriverà a sconvolgervi la mente e il cuore...

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