martedì 2 dicembre 2014

"25 Parole di Donna": parole, note e colori a San Possidonio, per dire no alla violenza sulle donne

I Poetineranti,, durante "25 Parole di Donna"
 di Roberta De Tomi

La rottura del velo di un'omertà, frutto rancido di un retaggio culturale duro a morire: 25 Parole di Donna - Arte, Colore & Performance è stato questo, ma è andato  anche oltre. L'evento, andato in scena domenica 30 novembre a La Bastìa di San Possidonio, ha coniugato momenti creativi e momenti informativi, aprendo un ampissimo ventaglio sul mondo delle parole "anti-violenza". Il merito va agli oltri trenta autori e autrici che hanno proposto brani a tema: poesie, racconti, monologhi, brani tratti da romanzi; contributi che hanno raccontato le donne, la violenza, o entrambe, creando momenti di totale coinvolgimento.

Antonella Iaschi
Emozione palpabile, ultime parole al regista Guido Casoni che ha ripreso l'evento, patrocinato dall'UCMAN e dal Comune di San Possidonio e realizzato con la collaborazione del CPO-CUP e di GioI ER e poi, via con la lettura. Si è esordito con i brani inviati dalle autrice che non sono potute intevenire per motivi di distanza: Loriana Lucciarini con Una carezza rosso sangue, Antonella Cavallo con Malamore, Giusy Del Vento con Svegliarsi A Gaza; Sonja Radaelli con Pasta e Fagioli, Nadezhda Georgieva Slavova e il suo libro La Tredicesima Porta e Mabi Col con alcune poesie tratte dalla raccolta - è il caso di dirlo - artigianal-editoriale Le parole delle donne.

E alle musiche... Ingrid Baraldi
Si è proseguito con le poesie di Luigi Golinelli, Marzia Maria Braglia, autrice anche dei ritratti esposti in scena, e Carlo Zanutto; quest'ultimo ha saputo intrecciare poesia e cronaca, creando un momento molto interessante. Si è tornati alla prosa con Rosario Castronuovo e il suo Il paese di paglia, per poi arrivare alle poesie in dialetto carpigiano di Luciana Tosi, che hanno portato una nota di colore locale all'evento e al tema, in maniera personale ed energica.

A un nuovo stacco musicale sono seguite le letture della poetessa Valeria Raimondi, di  Artemide Baraldi, autrice di opere dotate di una loro forte identità, oltre gli schemi. Con Antonella Iaschi la lettura ha assunto un tono spezzato da un dolore viscerale; il dolore che solo la violenza provoca e che l'autrice del testo ha saputo interpretare in maniera esemplare, ora rifugiandosi ora uscendo da un paravento. Un altro momento toccante e ad alto tasso di coinvolgimento, è stato quello che ha visto protagonista l'attrice Gemma Messori. Con lei la parola si è fatta teatro, intrecciata a musica, il tutto interpretato sul tavolo su cui l'artista si è posizionata, interagendo perfettamente con l'ambiente e con il pubblico. Si è tornati alla poesia con Massimo Vaccaro, che ha letto le poesie tratte da Giorni, Stagioni, Emozioni e poi al Diario di una ragazza perbene di Manuela Paltrinieri, al suo esordio in pubblico sia come autrice, che come lettrice.

Gemma Messori, prima di
entrare in scena
In seguito Roberto Baldini ha letto brani tratti da La ragazza con il basco verde di Daria D.,  Anzol di Haria e Ancora Un'Altra Cosa di Saula Astesano. Manuela Costanzo ha letto uno stralcio del suo Replay, presto in uscita.
E' arrivato quindi il momento del "Gruppone": i componenti dell'Associazione Culturale Poetineranti: Roberto Roganti (grande capo) Jean Bassmaji, Vanna Bassoli, Francesca Lavinia Ferrari,  Fiorella Carcereri hanno letto propri contributi, mentre io ho letto quelli di Silvana Di Girolamo. Fiorella Carcereri ha infine letto una poesia di Maria Angela Mascia.
Doriano Ghidotti, al lavoro sul
Body Painting... e io sono
con lui!
La perfomance si è chiusa con la lettura di stralci del Monologo sulla violenza di Sachi Osti Merizzi con un'action painting musicale, realizzata da me in collaborazione con Doriano Ghidotti. A partire da una base nera spruzzata su gambe, braccia e collo, l'artista ha schizzato il colore rosso. Rosso come il sangue, ma anche come quello che si accende su un'anima divenuta nera a causa della violenza da cui intende sfuggire. Un messaggio forte, della serie: trasforma il sangue nel colore che vorresti essere.

Si è fatto un punto della situazione sulle attività a sostegno delle donne vittime di violenza a Modena e provincia con Gianna Morselli dell'associazione VivereDonna Onlus, intervistata dalla giornalista Angiolina Gozzi, per poi chiudere con il botto, grazie al coro di Voci libere di Amo, diretto da Giuliana Galante.

Preziose le collaborazioni di Ingrid Baraldi, che ha composto la musica per l'occasione, e di Doriano Ghidotti, che ha sparso colore su molti volti. E un grazie ai consiglieri Paolo Marchini e Claudia Pitocchi e agli assessori Carlo Casari ed Eleonora Zucchi, intervenuti in rappresentanza dell'amministrazione possidiese; grazie anche a La Bastìa per l'ospitalità.


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