martedì 23 dicembre 2014

"Ogni dannata volta": la seduzione secondo Elena Mandolini, terza classificata al primo Contest for Words


Elena Mandolini, terza classificata al
Contest "La mia seduzione"
di Sachi Osti Merizzi


Dal cinema alla scrittura, arrivando alla seduzione: Elena Mandolini, terza classificata al Contest "La mia seduzione" con il racconto Ogni dannata volta, malgrado la giovane età ha un curriculum notevole e una passione a 360° che l'ha portata alla pubblicazione del suo primo romanzo fantasy-horro, Il signore dei racconti. Abbiamo già conosciuto Elena per il suo lavoro, e con il suo racconto ci ha regalato una chicca intrigante. Potete leggerla sul blog di HOW2 Edizioni, cliccando qui.


Ciao Elena, benvenuta! Raccontaci qualcosa di te. Parlaci delle tue passioni, dei tuoi interessi, dei tuoi sogni…

Scrittura, lettura e cinema. Queste sono le mie tre passioni, questo è quello che vorrei coltivare nella mia vita! Sto cercando di unire questi tre miei interessi e fare in modo che diventino il mio lavoro e, per ora, sono riuscita a raggiungere qualche obiettivo. Scrivo come critica cinematografica da circa sei anni per testate e riviste e, proprio quest’anno, ho pubblicato il mio primo romanzo urban fantasy horror: Il Signore dei Racconti. Da tempo ormai cerco di diventare giornalista pubblicista e quando riuscirò nell’intento, vorrei aprire una mia testata on line, di cinema ovviamente, e aiutare i giovani che vogliono intraprendere questa difficile e bellissima strada. Amo lo sport, soprattutto la corsa; una disciplina che mi aiuta tantissimo quando devo scrivere. Quando corro svuoto la mente, mi scarico di tutte le tensioni e mi rilasso. Spesso mi capita di trovare la giusta soluzione proprio mentre corro! Ultimamente sto riscoprendo anche la passione per i dolci e la pasticceria. Mi diverto molto nel preparare dessert, biscotti e crostate. Anche questo è un sistema che uso per rilassarmi: lavorando molto con la testa e con le parole, mi è molto utile fare qualcosa di pratico e impegnarmi con le mani. Attualmente sto lavorando a dei nuovi romanzi e, nel mio futuro, vorrei continuare a scrivere i miei libri, proseguire con la critica cinematografica e creare una piccola nicchia col mio compagno.

Per quale ragione hai deciso di partecipare al Contest for Words “La mia seduzione”?

Confesso: è stata una cosa istintiva. Ho letto i termini del Contest e mi è subito piaciuto. Ho pensato che sarebbe stata una nuova sfida da affrontare, perché è un argomento che non ho mai pensato di trattare e perché avrebbe significato mettere a nudo una parte intima di me. E poi ho pensato che sarebbe stato dannatamente divertente!

Ogni dannata volta è il titolo del racconto con cui hai partecipato. Com’è nato?
Il mio racconto è nato da un flash, un’immagine che mi è balzata in testa. C’erano un uomo e una donna che flirtavano. Poi mi sono chiesta che cosa avessero da dire queste due persone e da lì ho cominciato a scrivere.

Che cosa hai voluto raccontare?
Ho voluto raccontare come, secondo me, una coppia dovrebbe affrontare in maniera divertente la quotidianità e l’intimità. Più osservo chi mi circonda, più penso alle mie esperienze passate e a quelle di alcuni amici e più mi rendo conto che la sfida più ardua di una coppia è la routine. Credo che la coppia dovrebbe vivere in una forte complicità e affrontare, con fantasia e ironia, i momenti negativi del rapporto; cosa sicuramente non facile. Magari è anche una mia paura: non voglio che il mio rapporto, visto credo sia quello della mia vita, cada in determinate trappole (tradimenti, la ricerca del piacere fuori dal rapporto, etc.). In fondo è stato un racconto pseudo – terapeutico!

Quanto ci hai messo a scriverlo? È stato il frutto del momento o è nato lentamente?

Frutto dell’impulso. Prima di trovare il racconto giusto, però, ho pensato ad altre idee, ma quando ho trovato quello ideale, l’ho scritto in pochissimo tempo. Poi ho lasciato “mantecare” per un giorno senza toccarlo. Infine ho riletto e sistemato quello che non mi tornava. In realtà non ci ho ragionato molto, volevo fosse una cosa di pancia, più che di testa.

Quanto c’è di te in questo tuo lavoro?
Abbastanza, direi. Ammetto che mi sono lasciata aiutare da alcune emozioni e sensazioni legate ai primi appuntamenti col mio compagno e, come ho scritto prima, sicuramente è come vorrei che si giocasse in un rapporto di coppia. Desideri e speranze: questo è quello che c’è di me nel mio racconto.

Che cos’è per te la seduzione?
Per me la seduzione è mettersi in gioco. È un gioco. È una fragranza piccante che si emana e che si odora. È un rituale. Uno sguardo, una carezza, un bacio delicato: qualsiasi cosa faccia vibrare l’altro. Un piacevole terremoto. Una delicata vibrazione nel corpo. Insomma qualsiasi cosa ci destabilizzi, in positivo, e ci lasci a bocca aperta.

Uomo o donna… chi seduce chi e come? O dipende dalle situazioni?
Non ci sono regole precise. Sia l’uomo che la donna possono iniziare questo gioco. Credo sia bello sia sedurre che lasciarsi sedurre, per cui la situazione in cui ci si trova è fondamentale: può essere lei che irretisce lui in un gruppo di amici in comune; l’uomo che riesce a catturare l’attenzione della donna dall’altra parte del pub; il partner che, per il compleanno della sua amata, crea una serata degna de Le mille e una notte.

La capacità di sedurre viene da dentro o si può imparare?
Credo che ognuno di noi abbia già tutto quello che occorra dentro di sé. Nel bene o nel male. Poi ogni persona riesce a tirare fuori, in base alle proprie attitudini, alcune doti anziché altre. Per la seduzione è lo stesso. È un qualcosa che si emana, come un profumo. C’è chi è sexy anche con tuta e scarpe da ginnastica e chi no; poi ci sono quelle persone che non riescono a tirare fuori questo profumo e hanno bisogno di un aiuto, come i manuali e simili. Basta poco per scoprire come coltivare le proprie doti seduttive, poi il resto viene da se, in base a com’è il nostro carattere di base.

Dacci una tua definizione della seduzione in un massimo di tre parole.
Amare ogni giorno.

E per concludere,  cosa vuoi dirci?
Ringrazio tantissimo i giudici Roberta De Tomi, Roberto Baldini e Sachi Osti Merizzi per aver apprezzato il mio racconto e per aver capito cosa volevo dire tramite le mie parole. Un grazie speciale anche alla HOW2 Edizioni per questa preziosa esperienza e opportunità. Infine tanti complimenti a Manuela Paltrinieri, Antonella Cavallo, Sonja Radaelli, Manuel Alberto Finzi e Fabrizio Donati! Un in bocca al lupo a chiunque voglia tentare la sorte coi prossimi Contest…

Per leggere Ogni dannata volta sul blog di HOW2 Edizioni: http://www.how2edizioni.it/ogni-dannata-volta-elena-malinca.html

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