martedì 23 dicembre 2014

"Sedotto e abbandonato": ecco la seduzione spiegata da Manuela Paltrinieri

Manuela Paltrinieri, vincitrice del
Contest "La mia seduzione"
di Sachi Osti Merizzi

Con Sedotto e abbandonato si è aggiudicata il primo posto al Contest "La mia seduzione". Manuela Paltrinieri è al suo primo Contest... una partenza con il botto per questa ragazza, nata e cresciuta nella Bassa modenese.
Tre sono le sue passioni: il cinema, il disegno e la lettura. E la scrittura rappresenta, come dichiara la stessa Manuela: "Un buon mezzo di locomozione per portare a spasso la mia vena creativa".
Per leggere il racconto sul Blog di HOW2 Edizioni, clicca qui.

Manuela si presenta così:

"Dalla Bassa (modenese) con furore, anzi con amore.
Lì dove la nebbia offusca la vista peggio di una cataratta, dove le zanzare una tigre se la succhiano a colazione, lì nel cuore pulsante e tremolante della Pianura Padana, nell’area Nord della provincia di Modena, nasco io alcuni anni fa. Spavalda come pochi, dopo il terremoto del 2012 mi trasferisco a qualche ragionevole chilometro di distanza, ufficialmente per motivi passionali.
Timida, con sprazzi leopardati d’invadenza, insonne dichiarata, agitata dall’ansia di sopravvivere, ipersensibile (piango con la stessa facilità con cui rido e lo faccio spesso), parecchio riflessiva, mi autodefinisco un’emotiva-razionale, in pratica, un ossimoro vivente; adoro il cinema, la lettura, la musica e toccarmi i capelli.
Mangio più cioccolata di Giorgia, ma canto peggio.
Se mi imbatto in qualcosa o qualcuno che mi ispira, lo osservo, lo studio, e tento persino di disegnarlo, con alterni risultati.
Amo la scrittura e spero che la cosa sia reciproca, ma non gliel’ho mai chiesto.
Da grande, tra le altre cose, vorrei imparare ad essere giovane e fare un lavoro creativo, possibilmente retribuito".

Ciao, Manuela, benvenuta! Raccontaci qualcosa di te. Parlaci delle tue passioni, dei tuoi interessi, dei tuoi sogni...
È difficile parlare di sé, soprattutto quando non si sa esattamente chi ci sia dall’altra parte ad ascoltarti/leggerti (oltre a chi mi sta intervistando ovviamente!).
Paura del giudizio altrui: è questo il filo rosso che lega le varie fasi della mia esistenza. Forse proprio questo cauto approccio alla vita e la mia grande timidezza, che per fortuna si è attenuata con gli anni, mi hanno spinto a rifugiarmi in un mondo quasi parallelo a quello reale, fatto di fantasia e creatività, sia passiva che attiva.
Mi spiego meglio, o almeno ci provo.
Amo il cinema: guardare un bel film per me è sinonimo di distensione, relax, anche se si tratta di un thriller o di un horror.
Mi piace disegnare, attitudine che ho ereditato da papà e zia materna e che, ahimé, ho un po’ accantonato.
Adoro leggere.
Ecco, queste tre passioni hanno come comune denominatore il fatto di poter essere coltivate in completa solitudine, senza il bisogno di chiamare in causa qualcun altro. Non mi definirei asociale. Mi piace la compagnia, anzi, l’idea del completo isolamento mi terrorizza.
Ho solo bisogno dei miei spazi, di valvole di sfogo, attraverso cui far fluire quel fiume in piena che sento scorrere dentro di me e che troppo spesso ho lasciato esondare, senza riuscire a trovare la determinazione necessaria a veicolarlo in qualcosa di produttivo.
Un buon mezzo di locomozione per portare a spasso la mia vena creativa, l’ho individuato nella scrittura. Si tratta di un impulso che covavo già da un po’. Ho sempre trovato più facile esprimermi con la penna (o i tasti), piuttosto che con la voce, ma solo in tempi relativamente recenti, questa inclinazione si è tradotta in termini più concreti.

Per quale ragione hai deciso di partecipare al Contest for Words “La mia seduzione”?
La voglia di mettermi in gioco, di testare la mia capacità di costruire una racconto breve a partire da un tema che non ero stata io a scegliere. In effetti, il fatto che l’argomento in questione fosse la seduzione ha reso tutto più semplice: è un soggetto che lascia ampio spazio
all’immaginazione!

Com’è nato il tuo racconto?
Ho deciso di affidarmi alla leggerezza e all’ironia, cercando di spiazzare il lettore.
Spero di esserci riuscita. :-)

Che cosa hai voluto raccontarci?
Il mio intento era quello di raccontare la seduzione senza cadere nei clichés del genere, cioè senza parlare esplicitamente di sesso. In questo modo, ho eluso il rischio plausibile di diventare volgare. Forse ho scelto la strada più semplice, non so.
Volevo descrivere una seduzione fatta di sguardi, che, per me, rappresentano la prima arma che abbiamo a disposizione per attrarre l’altro, o, comunque, per fargli capire che siamo pronti, aperti, ben disposti ad accoglierlo.

Quanto ci hai messo a scriverlo? È stato il frutto del momento, era già da qualche parte, nel cassetto o in testa, o è nato lentamente?
Diciamo che ci ho messo un po’ per rompere il ghiaccio. Sono una persona perennemente indecisa, e prima di scegliere una strada, devo esaminare attentamente tutti i percorsi alternativi: il mio navigatore ha una vita difficile!
Volevo cercare una chiave di lettura insolita.
Quando si è accesa la lampadina, allora il passaggio dall’idea alla parola è stato abbastanza rapido, almeno secondo il mio metro di giudizio.

Quanto c’è di te in questo tuo lavoro?
Non è di certo un racconto autobiografico, anche se devo dire che, nella mia vita, gli equivoci e gli episodi bizzarri non sono mancati.

Che cos’è per te la seduzione?
Per me la seduzione è un’attitudine. C’è chi nasce col senso del ritmo, chi con la vocazione per la matematica e le materie scientifiche, e chi con un talento particolare per la seduzione, che definirei come la capacità di attrarre, di attirare a sé l’oggetto dei propri desideri: lo scopo è quello di sopraffarlo attraverso un rituale quasi liturgico, fatto di sguardi, gesti e parole.
Ci deve essere un minimo di attrazione fisica che, però, non metterei necessariamente in relazione alla bellezza. Ci sono persone decisamente seduttive, che non obbediscono ai tradizionali canoni estetici, ma sono dotate di una qualità che fa la differenza: il carisma.
Ho letto poco, tempo fa, che Gabriele D’Annunzio, basso, pallido, senza capelli, con il naso grosso e le occhiaie, mandò al manicomio due amanti, un’altra in monastero e altre le abbandonò, senza provare alcun rimorso.

Uomo o donna… chi seduce chi e come? O dipende dalle situazioni?
Secondo me, dipende molto dalle situazioni. In passato il ruolo di seduttore era, senz’altro, prettamente maschile: emblematiche sono le figure del dongiovanni e del casanova.
Poi le cose sono cambiate. Le donne, non più “schiacciate” dallo stereotipo dell’angelo sottomesso, anche in forza delle lotte per l’emancipazione, hanno assunto un ruolo attivo nell’ambito del rituale del corteggiamento, spiazzando il “sesso forte”, che è stato spogliato della sua consolidata veste di cacciatore. Questo mutamento ha sicuramente intimidito e disorientato un po’ i maschietti.
Per quanto riguarda le modalità di concretizzazione dell’approccio seduttivo, gli uomini sono, in genere, più diretti ed immediati; le donne ci girano un po’ intorno, lanciano dei segnali, a volte inequivocabili e altre volte ambigui, tanto da non essere sempre intercettati correttamente dal genere maschile. E qui gli equivoci si sprecano.

La capacità di sedurre, viene da dentro o si può imparare?
Come dicevo prima, secondo me, ci sono persone che nascono con un istinto naturale per la seduzione; altre devono applicarsi un po’ di più, ma con l’impegno e la dedizione si ottiene (quasi) tutto!
Anche la capacità di sedurre, quindi, si può imparare, basta trovare l’insegnante giusto/a, capace di trasmetterti i trucchi del mestiere.

Dacci una tua definizione della seduzione in un massimo di tre parole…
Attrazione, sguardo, empatia.

Giunti al termine di questa intervista, cosa vuoi dirci?

Non ringrazierò mai abbastanza l’autrice del manuale Come sedurre le donne, Roberta De Tomi, che, insieme a validi collaboratori, ha organizzato il contest e mi ha invitato a parteciparvi.
Colgo l’occasione per ringraziare anche la HOW2 Edizioni, che ha sponsorizzato l’evento: una casa editrice giovane e dinamica, che attraverso la letteratura self-help sta aiutando tante persone, offrendo loro gli strumenti adeguati per imparare, in maniera brillante e mai noiosa, a gestire e ottenere il meglio da loro stesse nelle situazioni più disparate in cui si possono venire a trovare nel quotidiano.
Per concludere, spero che il mio breve racconto fornisca ai lettori un punto di vista gradevole e ironico, da cui sbirciare la seduzione.
Buona seduzione a tutti!

Per leggere il racconto di Manuela Paltrinieri sul Blog di HOW2 Edizioni: http://www.how2edizioni.it/sedotto-e-abbandonato-manuela-paltrinieri.html


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