lunedì 12 gennaio 2015

La scrittura, un sogno, una passione, un Urban Fantasy ("Chiamami legione") per Carmine Caputo

Carmine Caputo, autore di "Chiamami
legione" e alcuni dei suoi amati libri
di Roberta De Tomi

Anno nuovo... nuovi autori da conoscere!
La scrittura è per lui una passione, che cerca di tradurre in forme molteplici, facendo appello all'entusiasmo di cimentarsi ogni volta in generi diversi.  Carmine Caputo, autore dell'Urban Fantasy Chiamami legione (Sesat Edizioni), professionista nella comunicazione pubblica, coltiva da anni un'attività parallela che gli consente di mettersi alla prova, divertendosi, sognando, ma sempre lavorando sodo... Andiamo a conoscerlo.



"Adoro la comunicazione,
in tutte le sue forme" Carmine
Ciao Carmine, benvenuto su Words! Raccontaci qualcosa di te, delle tue passioni, in particolare di quella per la scrittura (com’è nata e come si è evoluta nel tempo) e dei tuoi lavori precedenti.
Adoro la comunicazione in tutte le sue forme, non è un caso che sia anche la mia professione: dopo alcuni anni nel privato, da cinque mi occupo di comunicazione pubblica per il Comune di Monzuno. Da bambino mi piaceva molto disegnare, poi mi sono appassionato alla scrittura. Da qualche parte a casa dei miei genitori c'è ancora il mio “primo” romanzo manoscritto che scrissi quando avevo undici anni e che per fortuna è rimasto – e rimarrà sempre – inedito. Negli anni del liceo e ho cominciato a misurarmi con la sceneggiatura di cortometraggi e brevi spettacoli comici in cui coinvolgevo gli amici: proprio da una raccolta e rielaborazione di queste prime esperienze nasce Bello dentro, fuori meno, il mio primo romanzo edito nel 2003 da Nonsoloparole Edizioni. Un po' di tempo dopo fui invitato a partecipare ad un'antologia chiamata Buia è la notte, in cui provai un approccio un po' meno solare, giocando con la narrativa gialla. Il racconto “Il richiamo” ottenne buone recensioni e fu la rampa di lancio per il mio secondo lavoro, Bologna l'oscura, edito nel 2007 sempre da Nonsoloparole Edizioni. Oltre al racconto già edito proponevo altre storie brevi, ambientate a Bologna, la città in cui vivo dal 1994.
Infine nel 2009 ho pubblicato Ballata in sud minore con la casa editrice 0111 Edizioni. Di nuovo un cambio di genere (sono piuttosto irrequieto, da questo punto di vista): dopo il comico e il giallo ho provato il romanzo di formazione, ambientato stavolta a Statte, la città in provincia di Taranto dove sono nato e cresciuto. Una storia fortemente autobiografica in cui racconto, attraverso vicende di fantasia, la mia adolescenza alla fine degli anni ottanta nella difficile realtà tarantina, schiacciata tra emigrazione giovanile, inquinamento e criminalità.
In generale credo di poter dire che chi ha avuto modo di leggere tutte le mie storie si sia reso conto che cerco sempre di mantenere uno stile di scrittura ironico, ora più sfacciato, ora più agrodolce.

Quando e come nasce Chiamami legione?
Chiamami Legione
 nasce nel 2008: avevo voglia di affrontare un romanzo complesso, con molti personaggi, varie sottotrame, accelerazioni e rallentamenti, qualche colpo di scena, e farlo senza pormi alcun limite in termini di numero di pagine. Quando si pubblica con piccoli editori, infatti, può capitare che questi storcano il naso di fronte a romanzi che occupano molto spazio e sono quindi più costosi da pubblicare.
Per non parlare del tempo che questo genere di romanzi richiede a chi, come me, scrive per passione e non per mestiere. Ma nel 2008 le condizioni per affrontare questa sfida erano perfette: ero sposato da due anni, con una situazione lavorativa stabile e ancora senza figli. 'Adesso o mai più' mi sono detto. Il grosso del lavoro l'ho fatto nell'estate del 2008: mia moglie era in dolce attesa, e io mi sono convinto del fatto che dovevo sfruttare tutto il tempo libero che poi avrei dedicato alla paternità. E infatti avevo ragione. Se poi è stato pubblicato solo nel novembre 2014 è perché ci ho messo due anni per rifinirlo e più di tre per trovare un editore disposto a rischiare.

Chi o cosa ti ha ispirato questo romanzo? 
Sicuramente sono stato influenzato dal grande successo dei film legati alla narrativa fantasy di Tolkien o C. S. Lewis, per non parlare di Harry Potter o Percy Jackson. Perché non provarci con il fantasy, mi sono detto? Come ti dicevo mi piace cambiare genere, perché per me i generi sono cornici che servono al mondo editoriale a tranquillizzare il lettore, ad invitarlo, ma poi il quadro che c'è dentro è opera tua.

Chi sono i personaggi principali?
Anche con il fantasy mi sono divertito a non rispettare le regole del genere: al centro della storia non c'è infatti il nobile cavaliere solitario, ma due donne: una insegnante precaria e una segretaria di direzione. Ho infatti pensato che per due donne così, con la vita faticosa che sono costrette a gestire oggi giorno, guidare un esercito contro gli invasori sarebbe stato un gioco da ragazzi. Priscilla ed Ester, le due protagoniste, partono per una vacanza rilassante a Corfù, e invece si ritrovano catapultate in uno strano futuro remoto. A quel punto la storia si sdoppia: da un lato seguiamo le avventure delle due eroine che rimettono a posto in quattro e quattr'otto quel mondo sconclusionato, dall'altro osserviamo le indagini dei carabinieri che investigano sulla loro scomparsa.

Un libro amato da Carmine
Il fantastico per raccontare il presente: tu come hai proceduto in questa impresa?
Il bello del fantastico è che ti slega dalla necessità di aderenza alla quotidianità quasi ossessiva di altri generi, come il poliziesco. Sebbene mi piaccia molto il genere giallo, non credo che sarei capace di studiare approfonditamente materie quali balistica, diritto, medicina legale, che oggi sembrano invece prerogative di uno scrittore di mistery. Nel fantastico l'autore si crea un mondo suo dove gli asini possono anche volare senza dover necessariamente calcolare la forza di gravità e l'apertura alare. Poi, anche se parli di asini che volano, finisci sempre per raccontare i tuoi sentimenti, i tuoi amici, la tua vita.

Il viaggio, elemento archetipico nella letteratura fantastica: come ti sei rapportato a esso?
Si potrebbe dire che il romanzo è sempre il racconto di un viaggio, perché i personaggi si muovono davanti ai nostri occhi, nel tempo e nello spazio: certo che nel genere fantasy, che riprende le strutture narrative della fiaba classica, questo diventa ancora più determinante perché spesso il viaggio descrive un movimento, una trasformazione anche emotiva dei protagonisti. Nel caso di Chiamami Legione ho giocato molto sul senso di estraniamento che può capitare a chi si trovi in un ambiente completamente nuovo, e che io credo rappresenti il primo passo per ritrovare davvero se stessi.

Dal punto di vista stilistico, come hai lavorato? Che cosa hai privilegiato nella scrittura e che cosa, invece, hai evitato di fare?
Rispetto a Ballata in sud minore e Bologna l'oscura ho cercato una prosa essenziale, poco ricercata, perché il rischio di autocompiacersi dietro qualche frase a effetto c'è sempre. Nei vari percorsi di riscrittura ho cercato, come si suol dire, di “asciugare” il testo liberandolo da orpelli eccessivi. Senza esagerare, però, perché come scrive Nick Hornby, a furia di asciugare alla fine non rimane più nulla.

Che cosa significa per te avere scritto e pubblicato questo libro? Rispetto al tuo percorso di autore, che ruolo riveste?
La verità è che non ho mai dedicato tante energie ad un progetto che non fosse lavorativo. Scherzando ho detto ad alcuni amici che se questo romanzo avrà riscontri mediocri mi darò al giardinaggio, almeno mangio delle zucchine fresche. Scherzi a parte, credo che questo sia il mio lavoro più compiuto: i primi due arrivarono quasi per caso, e Ballata in sud minore è molto spontaneo ma forse anche un po' ingenuo dal punto di vista narrativo. Mi verrebbe da dire: se Chiamami Legione non vi piace, pazienza, sappiate però che non so fare meglio di così.

Spostandoci sul tuo rapporto con la scrittura (e con la lettura): hai dei maestri, delle opere cui sei particolarmente legato?
Sono un lettore onnivoro, ma fatico ad individuare un autore di riferimento. Da adolescente divoravo i fumetti Marvel e Bonelli, i gialli classici della tradizione anglosassone. Oggi adoro gli scrittori che sanno farmi sorridere, questo sì, perché lo ritengo il dono migliore che un autore possa fare. Sono davvero tanti, i primi libri che mi vengono in mente sono Bar Sport di Stefano Benni, Tre uomini e una barca di Jerome e Alta fedeltà di Hornby. Mi piace molto anche l'ironia di Andrea Vitali. Tuttavia, se un lettore volesse farmi un regalo, dovrebbe infilare la copia di Chiamami Legione tra la Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams e uno dei romanzi del Commissario Montalbano. Sarebbe davvero un bellissimo regalo.

Carmine, sei già pronto ad aprire il cassetto per estrarne nuovi progetti?
Recentemente ho scritto un racconto per l'antologia A Bologna piace giallo ed è stata una bella esperienza. Ma per il resto il cassetto è assolutamente vuoto. Riesco a malapena a trovare il tempo per aggiornare il mio blog personale. La scrittura mi porta via molto tempo, e adesso il mio ruolo di papà di due splendide bambine ha la priorità. Però le bambine cresceranno, e allora magari mi verrà qualche altra idea.

Hai un sogno che vorresti realizzare?
Mi ritengo molto fortunato: non ho vinto la Coppa dei Campioni giocando nel Taranto come sognavo da bambino, ma non mi posso lamentare. Come tutti gli scrittori dilettanti, il mio sogno sarebbe quello di poter scrivere a tempo pieno. Per non parlare poi di tutti i libri che vorrei leggere...

Per concludere: descrivi il tuo libro, in tre parole
“Leggerlo vi divertirà”. Wow, tre parole. Ce l'ho fatta.


Chiamami Legione: trama e scheda tecnica
Ester e Priscilla, due amiche bolognesi dalle indoli opposte, si preparano per un viaggio a Corfù. Ma nello sbagliare l'uscita autostradale, si trovano catapultate nel regno di Apul, ovvero in un futuro remoto arretrato tecnologicamente in cui le persone sono rese irriconoscibili e mutate a causa di secoli di involuzione. Il regno è sconvolto da conflitti interni; in particolare la popolazione di gnomi che le ospita, gli Sparatrapp, teme l'invasione delle orde dei malvagi Mucidi. L'arrivo di Ester e Priscilla costituisce una rivoluzione per questo regno, e per le due amiche è l'inizio di un'avventura straordinaria.


Chiamami legione
di Carmine Caputo
Casa Editrice: Sesat
Pagine: 364
Prezzo: Cartaceo 17,00 €, E-book: 4,99 €
ISBN: 9788897822479
eISBN:9788897822486
Link: http://www.sesatedizioni.it/chiamami-legione/

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