domenica 18 gennaio 2015

Le Beatrici di Stefano Benni: otto donne sulla scena e il talento ben oltre il presenzialismo televisivo

Ne Le Beatrici di Stefano Benni, le luci della ribalta si accendono su otto donne. Otto fiumi in piena, protagoniste di altrettanti monologhi, rivelatori di mondi e storie multi-sfaccettate.
Apre la serie Beatrice, l’amata di Dante, che Benni trasforma in una Penelope in attesa del suo Ulisse. Una Penelope che ironizza sulla propria condizione, su quell'arcinoto verso: “Tanto gentile e tanto onesta pare…”, paradigma della donna angelicata, decantata dai poeti dolcestilnovisti. Una Penelope che si stanca dell’attesa, rivelando la propria essenza di donna volitiva e ricca di arguzie, che prende le distanze da stereotipi zuccherosi, propugnando i modelli di una donna forte, artefice della propria vita. “Basta col poeta che sceglie la donna ispiratrice, -dice- id’ora in avanti ce li scegliamo noi”.



Seguono altre figure: la Mocciosa, specchio della superficialità e del cinismo indotti da modelli televisivi e dall’ossessione del consumismo griffato; la Presidentessa, donna in carriera, divisa tra scrivanie e piatti da lavare, priva di scrupoli che fa sfilare una serie di raccomandazioni in perfetto “italian-style”; Suor Filomena, una religiosa assatanata, probabilmente il personaggio più divertente e irriverente della serie, nonché simbolo di una repressione erotica e umana che strizza gli occhi all'ipocrisia. Non manca  la Vecchiaccia che, come molte anziane, è condannata alla solitudine e alla prigionia dei ricordi di gioventù. Questa prigionia ne alimenta il caratteraccio, maschera applicata al cuore segnato da solchi profondi, analoghi a quelli che troviamo sul volto incartapecorito dall'età.

 Chiude la serie, la donna-lupo, Mademoiselle Lycanthrope, altra reclusa di una condizione da cui non potrà mai sfuggire. Una condizione di bestialità che, paradossalmente, rivela un fondo di spiccata umanità, forse più autentica di certe maschere sociali che nell’alcova famigliare cadono, dando sfogo a situazioni di violenza.
La gelosia è per i lupi, la vendetta per gli uomini. L’ha sposata, è ingrassato e la picchia una volta alla settimana. E il mostro ero io”.

Gli otto monologhi sono intervallati da poesie e ballate scritte in una decina di anni. Vi è anche una canzone per De André, scritta per un disco che, come si legge nel libro “Fabrizio ha deciso di suonare altrove”.

Tra racconto e teatro, Le Beatrici (Feltrinelli) nasce da uno spettacolo laboratorio tenuto al Teatro dell’Archinvolto di Genova. Nell'occasione sono state coinvolte cinque giovani attrici, a dimostrazione che il talento prescinde dal presenzialismo televisivo. Non solo. Il libro rappresenta un’ulteriore conferma per un autore, unico nel panorama letterario italiano, immaginoso e mai banale, che si distingue con la sua scrittura di frontiera; scrittura in cui confluiscono letteratura, musica, teatro e teatralità, attualità e riferimenti al contesto italiano, sempre sorretti da un’ironia dissacrante, mai disgiunta a momenti lirici delicati e intensi, rivelatori di un atavico dramma umano.

Scheda tecnica del libro

Le Beatrici
di Stefano Benni
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 92
Prezzo: € 9,00
ISBN: 9788807018312

Vedi Mademoiselle Lycanthrope cliccando qui

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