domenica 8 febbraio 2015

Caro cervello - #iRaccontidiFiorella

di Fiorella Carcereri

Caro Cervello mio,
ti sono molto grata per la tua instancabile e frenetica attività: sei un vero stakanovista! Ma non ti stanchi proprio mai? Tu lavori, lavori senza sosta anche quando ho la febbre a quaranta, quando non mi reggo più in piedi per la fatica, quando non vorrei che tu lavorassi per poter spegnere tutto e fare buio dentro di me.

Niente, non c’è verso, tu non mi hai mai dato retta e non penso lo farai ora.
E’ vero, ci sono dei momenti in cui sono io a spronarti, ad esortarti di fare presto, a sollecitarti risposte e soluzioni, a chiederti informazioni di ogni genere e lo so…ho sempre fretta… Così, piano piano, tu ti sei abituato ai miei ritmi e dai tutto te stesso per fare e farmi fare bella figura. Ma ci sono volte, momenti, situazioni in cui ti supplico di fermarti. Farai questo per me? Sai, ora molte cose sono cambiate, puoi rilassarti un po’. No, non è uno scherzo. Come? No, non sono insoddisfatta dei tuoi servigi! Vorrei soltanto che, almeno la notte, quando desidero dormire, andassi a nanna pure tu. Lo so, per te non è così facile. Sei stati creato per macinare nozioni, sensazioni, emozioni e più lavori, più ti senti appagato. Come facciamo allora, testone mio? Non vedo via d’uscita… Ti chiedo scusa se, vigliaccamente, molte volte ti faccio tacere con la forza trangugiando camomille, tisane e calmanti per prendermi il necessario congedo da te. Ma tu non lasciarmi. Aspettami. Torno presto, lo sai!


Inedito, 2011

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"Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, capo iv, sezione ii, e sue modificazioni.
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