domenica 22 febbraio 2015

Di nuovo il sole - #iRaccontidiFiorella

di Fiorella Carcereri

Poco dopo averla conosciuta, Riccardo mi lasciò.
Disse che non mi amava più. Ma non gli avevo creduto. Lo conoscevo e, in cuor mio, avevo sempre sperato che fosse un’avventura, una sbandata passeggera come ce n’erano state altre, una storia di sesso e niente più.


Certo, altre al posto mio avrebbero girato pagina, ma io, purtroppo, appartengo a quella categoria di donne, la maggior parte, che conosce tutte le arti per farsi del male.
Vidi Riccardo e Ilaria un giorno, per caso, in un bar, ma loro non mi notarono. Mi sedetti a un tavolino appartato, di spalle.
Mi giungevano frammenti di conversazione, ma, da quello che riuscivo a carpire, si intuiva che il loro rapporto era arrivato alla frutta. Forse, pensai, avrò un’altra chance con lui.
A un certo punto, lei si alzò alquanto alterata e se ne andò a passi veloci. Lasciai passare qualche minuto, poi mi avvicinai al suo tavolino e lo salutai fingendo di essere entrata proprio in quel momento. Gli sorrisi, lui mi guardo scuotendo la testa.
“Voi donne siete tutte uguali!” esclamò.
“Sai benissimo che noi due eravamo un’altra cosa ma forse questo non è il momento adatto per parlarne…chiamami se vuoi” gli sussurrai e mi diressi decisa verso l’uscita.
Riccardo non era un uomo facile con cui stare. Era volubile, capriccioso, insicuro.
Malgrado tutto, ero contenta. Lo avevo rivisto e, soprattutto, aveva appena rotto con lei.
Non avevo percorso neppure duecento metri a piedi che sentii Riccardo alle mie spalle che mi chiamava, chiedendomi di aspettare.
Quando fummo faccia a faccia, mi guardò fisso negli occhi e mi disse, abbozzando un sorriso:
”Spero che tu sia conscia del guaio in cui ti stai cacciando…”
Non dissi nulla. Gli porsi la mano e fu come tornare a vedere il sole dopo settimane di piogge ininterrotte.

Inedito, 2012
***
"Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, capo iv, sezione ii, e sue modificazioni.
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