lunedì 9 febbraio 2015

Tra fede e fantascienza, i racconti di Annarita Petrino guardano al futuro e alla vita

Annarita Petrino, autrice di racconti di
fantascienza cristiana ha pubblicato due antologie
"You God" e "Racconti nascosti nei sogni"
di Roberta De Tomi

Due antologie di fantascienza cristiana: You God e Racconti nascosti nei sogni. Annarita Petrino, insegnante di scuola dell'Infanzia di professione, scrittrice per passione, è autrice di racconti in cui cerca di conciliare la sua fede con la passione per il genere fantascientifico. Una scrittura che nasce dal coraggio di, come afferma Annarita, alzare la mano per dire "Io non sono d'accordo". Un vero e proprio atto di coraggio secondo la nostra autrice, che sottolinea: "abbiamo il dovere di farlo, se vogliamo salvare il nostro futuro". 


Annarita Petrino
Ciao Annarita, benvenuta su Words! Siamo qua per parlare dei tuoi lavori: You God e Racconti nascosti nei sogni.

Innanzittuto, raccontaci qualcosa di te, delle tue passioni, di quella per la scrittura.

Ho 37 anni, sono sposata da 5 anni e 8 mesi (scusate se tengo il conto ☺), sono insegnante di scuola dell’infanzia e scrittrice per passione. In particolare, ho un grande amore per la fantascienza e per la tecnologia, che credo di coltivare da quando ero veramente molto piccola. Ho iniziato a scrivere quasi per gioco, perché mi erano piaciuti i libri di Isaac Asimov e i suoi robot. Ma dalle prime storie di avventure nello spazio, sono passata alla fantascienza vera e propria, pubblicando un primo romanzo nel 2004 con Delos Books, intitolato Ragnatela Dimensionale. Ora sono approdata alla fantascienza cristiana, dove vengono conciliate la mia fede e la mia passione per la scrittura di fantascienza. Non è stato semplice conciliare le due cose, mi ci è voluto molto tempo, ma credo che il risultato sia apprezzabile.


Veniamo a You God: quando e come nascono i racconti che la compongono?
I racconti di You God sono i primi di fantascienza cristiana che ho scritto. Come dicevo prima, trovare un compromesso non è stato semplice. Dopo una lunga riflessione ho ripreso un paio di vecchi racconti (perché ne ho all’attivo diversi come fantascienza tradizionale) e ho provato a riscriverli in un’ottica cristiana, per lanciare un messaggio e per restituire alla fantascienza quella che, a mio avviso, è la sua vocazione originaria: gettare una luce sul futuro e, dunque, sui sogni senza Dio dell’uomo.

"Imperfezioni", "Judy Bow", "Hic et Nunc" e "You God": quali sono i temi sviluppati da questi quattro titoli?
"Judy Bow " è stato in assoluto il primo racconto di fantascienza cristiana da me scritto, seguito a ruota da "Imperfezioni". Entrambi sono vecchi racconti riscritti, mentre gli altri due sono stati scritti ex novo.

"Imperfezioni"
tratta la cultura dello scarto che oggi miete tantissime vittime: diagnosi prenatali infauste a cui seguono aborti, non accoglienza della diversità, aborti selettivi, mentre nel racconto si dispiega il valore e la preziosità della diversità contro l’intolleranza.

"Judy Bow" è un racconto che pungola molto il lettore, perché sembra strizzare l’occhio all’eutanasia. Viene dunque affrontato questo tema insieme a quello della fecondazione artificiale.

"Hic et Nunc"
affronta svariati temi: mercato del sesso, droga, persecuzione dei cristiani, aborto, povertà e indifferenza dei ricchi, malainformazione in rete…

"You God" affronta il tema della vita dopo la morte e di come oggi molti preferiscano affidarsi alla scienza piuttosto che a Dio su questo tema.

Chi sono i personaggi protagonisti?
In "Imperfezioni" troviamo diversi protagonisti, primo fra tutti Padre Alexander che fa da collante a due storie parallele che non si incrociano. Poi abbiamo Stephan un bambino ipovedente vittima dell’intolleranza, Rosemary, una ragazza geneticamente perfetta e Davidian, innamorato di lei ma giudicato indegno a causa della sua imperfezione fisica (il ragazzo è zoppo).

In "Judy Bow" la protagonista è Judy, una ragazza arrabbiata con la vita, con i suoi genitori, con Dio a causa della sua malattia e della volontà dei genitori di tenerla in vita a tutti i costi. È stato il personaggio più difficile da scrivere, quello che si è ribellato di più, ma anche quello che fa molto bene il suo lavoro, ossia quello di mettere in crisi il lettore.

In "Hic et Nunc" troviamo il capitano Constant che fa un viaggio indietro nel tempo dal futuro e in "You God" abbiamo il robot omonimo.

Come si pongono i protagonisti all'interno delle vicende e alla luce di quale idea?
L’idea di fondo è quella di far parlare i personaggi del futuro su tematiche ahimè! molto attuali già oggi. E’ attraverso le loro storie, gioie e sofferenze che il lettore apprende quali potrebbero essere le conseguenze di determinate scelte o mancate prese di posizione. Alcuni personaggi e protagonisti incarnano i principi del Vangelo, portando quella parola che ridona speranza, che accoglie, che genera e non sopprime. Altri incarnano il pensiero contro, il relativismo odierno e fanno della loro vita e di quella altrui un inferno.

C’è un racconto cui sei particolarmente legata? Se sì, per quale ragione?
Sicuramente "Judy Bow" e per diverse ragione. Innanzitutto è stato il primo racconto di fantascienza cristiana che ho scritto e che mi ha dato grandi soddisfazioni. Poi credo di aver messo nella protagonista (del tutto involontariamente ) molto di me e della mia personale conversione. In Judy ritrovo quel passaggio fondamentale dell’incontro con il Crocifisso che cambia radicalmente la tua vita, facendoti riconoscere come creatura amata.

Dal punto di vista stilistico, come hai lavorato per questa antologia?
Il mio è uno stile molto immediato, non amo le descrizioni e allungarmi con dovizia nei particolari. Mi interessa il messaggio e anche se sulle prime sembra che ci sia poca profondità o introspezione psicologica, in realtà l’anima dei personaggi e delle storie emerge tutta, a volte in maniera drammatica.


Veniamo ai Racconti nascosti nei sogni: sono nove, collocati in epoche future, le cui vicende affondano le radici nel “nostro” presente. Quali sono queste radici?
Sì, sono nove perché sono racconti non inediti, ossia già apparsi sul web, perché hanno partecipato a concorsi. Le radici delle storie che narrano affondano nel presente, nel senso che l’ambientazione futuristica serve soltanto a far capire la drammaticità di alcune scelte dettate dal relativismo imperante. Quando vince l’ "Io voglio" invece del "come Dio vuole", assistiamo allo svilupparsi di alterne vicende.

Quali sono le tematiche sviluppate in questa antologia?
Tematiche assai attuali e che spaccano in due l’opinione pubblica.

"Non quando esso vive"
(finalista al Concorso "Amore e Morte" de Il Mondo dello Scrittore) affronta ancora una volta il tela dell’eutanasia, anche se lo fa in maniera molto diversa rispetto a "Judy Bow". In questo racconto assistiamo al dolore generato da una persona amata che è in coma, e alla pressione che viene esercitata, affinchè venga posta fine alla sofferenza e quindi elargita la “dolce morte”. E’ un racconto molto toccante, ma di difficile digestione.

"L’altra faccia della medaglia" (finalista al concorso "Omero" delle Edizioni Il Papavero) è un racconto dedicato alla diversità, in questo caso ai non vedenti. Centrale è il ruolo della preghiera intesa come “seconda vista” sulla realtà.

"Cristoforo" (finalista al "Match d’Autore" di Montesilvano Scrive) ha come tema il destino dell’intero genere umano messo nelle mani di un uomo e di un robot programmato da lui. Anche qui una decisione presa o meno senza Dio farà la differenza.

"Pinocchio" una favola 2.0 in cui il famoso burattino di Collodi si presta a dare voce a tutti quei bambini ottenuti per “diritto al figlio” dei genitori.

"Nascosto nei sogni" è la speranza di un’umanità che ha rinunciato a se stessa in nome di una folle, quanto insensata, ricerca di Dio.

"Il suono di quelle campane" è la storia di un’assenza e di un cuore spezzato in bilico tra la rete, la sua solitudine e la sua offerta di eternità e il nostalgico suono delle campane di una chiesa.

"Ariadne" è un omaggio a quanti sono scomparsi prematuramente e al nostro desiderio di poterli riavere qui con noi.

"Minosse" è un robot giudice di vite ormai considerate inutili e non più degne di essere vissute.

"Le luci delle Strade" è un racconto di Natale dedicato a tutte le spose in attesa di maternità.

Qual è il filo rosso che lega i racconti?
Il filo rosso credo sia da ricercare nello stesso titolo che prende le mosse proprio da uno dei racconti. I sogni sono il potenziale del genere umano che ha sempre teso a realizzarli e a migliorare, in tal modo, la propria condizione di vita. Quando però l’uomo sogna estromettendo Dio, crea abomini, genera dolore e sofferenza, spezza delle vite.

Anche qui. c’è un racconto cui sei particolarmente legata? Se sì, quale e per quale ragione?
Forse a "Non quando esso vive". Confesso che ogni volta che lo rileggevo mi uscivano lacrime sulla scena finale. Non nasce da un’esperienza realmente vissuta, eppure ci ho messo dentro tutto il dolore che si può provare in una situazione simile e tutta la speranza che può darti la fede in quel momento.

Come s’inseriscono questi racconti nel contesto della storia attuale?
Parliamo di un contesto segnato da crisi profonde che interessano sia l’apparato economico, ma soprattutto quello umano e spirituale… Io direi prima il secondo, dal quale direttamente deriva la crisi economica. La crisi valoriale e spirituale vissuta dai nostri tempi è assai più pericolosa di quella economica e può avere (anzi già sta avendo) conseguenze assai spiacevoli. I racconti si inseriscono perfettamente in un contesto simile, avvertendo l’uomo e mettendolo in guardia nei confronti del futuro che stiamo costruendo.

In generale: quanto c’è di te in questi racconti?
C’è molto, più di quanto avrei voluto. Soprattutto c’è la mia fede e la convinzione che questo mondo si sia addormentato su tanti temi fondamentali sui quali, invece, abbiamo il dovere di discutere.

Che cosa ispira la tua scrittura e che cosa significa per te scrivere?

L’ispirazione nasce sempre da un evento, da una notizia letta. Io trasporto il tutto direttamente nel futuro e parlo delle conseguenze di ciò che ho letto. In alcuni casi l’ispirazione mi arriva dal desiderio di raccontare il mio interiore, quello che sento e provo nei confronti di un determinato tema o vissuto. Ecco cosa significa per me scrivere: comunicare un messaggio, riportare un po’ di luce dove genera solo una grandissima confusione.

Che cosa significa per te avere scritto e pubblicato questi due lavori?
Significa moltissimo e sono davvero grata a chi, come l’editore Donatella De Bartolomeis, ha creduto nella fantascienza cristiana. Sono tanto soddisfatta anche dell’apprezzamento ricevuto dai lettori, soprattutto da quelli non credenti che con rispetto si sono avvicinati a questi temi.

Hai già qualche progetto nel cassetto?
Sicuramente un altro libro.

Dove possiamo acquistare i due libri?


You God è in vendita presso la libreria Cattolica di Teramo e presso la Libreria Rio Bo di Silvi Marina (TE) al costo di 6 euro, per chi è della zona, altrimenti sul sito dell’editore. http://www.edizioniilpapavero.com

O sulle principali librerie online:

IBS - http://www.ibs.it/code/9788896847886/petrino-annarita/you-god.html

Mondadori http://www.mondadoristore.it/search/?g=Annarita+Petrino&swe=N&accum=N&gOld=Annarita+Petrino&search-input=active

Feltrinelli

http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/catalogo/searchresults.html?prkw=Annarita+Petrino&cat1=&prm=


Racconti nascosti nei sogni come ebook è in vendita sul Kobo Store al prezzo di 1 euro http://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/racconti-nascosti-nei-sogni


Siamo ormai giunti alla fine dell'intervista. Hai qualcosa da aggiungere?

Più che altro vorrei lanciare un appello rivolto a credenti e non, ricollegandomi a una frase di Papa Francesco: “Questo mondo ha bisogno di persone in grado di svegliarlo”. Cerchiamo di essere noi quelle persone, non lasciamoci ingoiare dalla confusione e dal “così fan tutti” o dal “tanto è normale”. Cerchiamo di dire la nostra, anche se si tratta di andare controcorrente. Alzare la mano e dire “io non sono d’accordo” oggi è diventato un vero e proprio atto di coraggio, ma abbiamo il dovere di farlo se vogliamo salvare il nostro futuro.

I blog di Annarita:

http://e-vangelizzazione.myblog.it/
https://yougodblog.wordpress.com/


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