sabato 14 marzo 2015

Commedianti di strada - #iRaccontidiFiorella

di Fiorella Carcereri

Sono stranamente attratta dalle liti per strada, sempre che non ci siano feriti, perché in tal caso è un’altra storia. Mi piace assistere a queste commediole all’aperto improvvisate e, soprattutto, gratuite.

Tutto nasce per i soliti, futili motivi: una precedenza non data, un sorpasso azzardato, il mancato rispetto degli attraversamenti pedonali. Ma è in questi momenti che l’automobilista medio riversa rabbie represse, frustrazioni e quant’altro, dando veramente “il meglio di sé”, approfittando anche del fatto che l’interlocutore è un perfetto sconosciuto.

Gli epiteti scambiati sono vari, coloriti e fantasiosi ma le costanti sono la minaccia e la volgarità, immancabilmente accompagnate da gesti di pari levatura intellettuale. Volano frasi altamente offensive nei confronti dei parenti più prossimi, quasi sempre di sesso femminile, e per sedare l’alterco può rendersi necessario scomodare l’intero albero genealogico.

Quando poi nessuno dei contendenti cede, il passaggio all’uso primitivo delle mani è la naturale conseguenza. E’ a questo punto che si formano rapidamente nutriti capannelli di curiosi che tifano a favore dell’uno o dell’altro e, in molti casi, intervengono di persona. Questi ultimi sono quelli che hanno inevitabilmente la peggio e vengono picchiati di santa ragione dai più grandi e grossi.

Ci sono poi i pedoni, quelli che osservano la scena a debita distanza, ben attenti a non farsi coinvolgere. Di solito, sono quelli che si volatilizzano un attimo prima dell’arrivo della polizia e non si sognerebbero mai di testimoniare.

Tuttavia, il gesto più teatrale, tipicamente latino, è la pessima abitudine di lasciare le auto con le portiere aperte, a volte col motore acceso, in mezzo alla strada per tutta la durata della controversia, provocando code e intasamenti inenarrabili.

E qui l’automobilista medio di passaggio può reagire in due modi: suonando il clacson all’impazzata per superare l’ingorgo, anche a costo di finire nella cunetta o di scontrarsi frontalmente con le auto che avanzano a zig zag sulla carreggiata opposta, o spegnendo il motore per godere in santa pace lo spettacolo inaspettato, comodamente seduto in auto con la sigaretta appena accesa, ringraziando cinicamente il cielo che stavolta è toccata a qualcun altro.

L’arrivo dell’ambulanza o della polizia mette fine alla rissa e i contendenti, ancora con lo sguardo spiritato e la bocca bavosa, si lasciano docilmente medicare l’occhio pesto e le escoriazioni multiple e sognano voluttuosamente il colpo di frusta e l’applicazione del collarino che potrà garantire loro qualche giorno di vacanza ed un buon indennizzo dall’assicurazione.


Inedito, 2012


***

"Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, capo iv, sezione ii, e sue modificazioni.
Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore. La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge".

Nessun commento:

Posta un commento