mercoledì 25 marzo 2015

Eugènie Gènin: l'eros de "Il basilico raccolto all'alba" è "un sentiero lungo il quale è meglio non lasciare impronte"

Eugénie Gènin, l'autrice che ci
racconta di sé, non si svela troppo
di Roberta De Tomi

La sua scrittura sfugge ai diktat dell' erotismo di plastica e patinature dilagante. La conferma l'abbiamo parlando con la diretta interessata: Eugènie Gènin, autrice de Il basilico raccolto all'alba, un libro dal titolo tanto curioso quanto latore di significati tutti da cogliere.
La nostra autrice ci racconta di come nasce un romanzo che si svincola dalle categorie di un erotismo contemporaneo dominato dal modello delle Cinquanta sfumature.... ma non solo. La parola a Eugènie!


Una macchina da scrivere per Eugènie... e
un obiettivo ben chiaro
Ciao Eugénie, benvenuta su Words! Raccontaci qualcosa di te e del tuo rapporto con la scrittura (com’è nato e come si è evoluto nel tempo).

Ciao Roberta. Grazie ancora dello spazio concessomi sul tuo Blog. Quella con la Scrittura è, per me, una “Relazione complicata”. Nel corso della vita ci siamo presi e lasciati diverse volte; sino a tre anni fa quando, mossa dal bisogno di riversare su un foglio un po’ di consapevolezze raggiunte, il nostro rapporto è definitivamente decollato. Oggi per me scrivere è una necessità fisica. Quando non lo faccio per troppo tempo, sento il bisogno di mettermi a battere sulla tastiera del Pc o della macchina da scrivere, montare sulla mia pelle come un esercito di “Lillipuzziani” determinati a legarmi a una delle storie che mi sono frullate nella testa per settimane e che improvvisamente necessitano della mia attenzione. Scrivere oggi mi fa stare bene: più che andare a bere una birra, o a ballare con gli amici. Le uniche due attività che mi danno più o meno lo stesso piacere sono leggere e camminare; poiché sono le uniche due che riescono a interagire con la prima in maniera costruttiva.

Veniamo a Il basilico raccolto all’alba: come e quando nasce?
Il Basilico nasce un Sabato di Maggio di circa un anno fa, durante un week end al mare. Cercavo un posto dove trascorrere la notte e mi imbattei in quella che poi sarebbe diventata la pensione di Doria, la giovane protagonista del romanzo. Da tempo sentivo l’esigenza di esplorare il campo dell’erotismo e, sebbene negli altri due libri scritti (e ancora mai pubblicati) era una componente piuttosto forte, non era mai il fulcro attorno al quale tutto ruotava. La storia sbocciò nella mia testa con l’irruenza di un fiore che s’accorge di soprassalto che la primavera è iniziata da mesi, perciò alla fine dell’estate era già terminato.

Quale vicenda sviluppi?
Quella di una ragazzina che abita in un piccolo paese della Liguria e incontra, nella pensione del padre dove vive e lavora, un uomo di cui s’invaghisce. Il signor Montelli, o Professore (Doria lo chiama così per la sua spiccata propensione all’insegnamento), è lì per caso; una tappa lungo il viaggio verso la Francia dove, tutte le estati, passa le vacanze nella sua casa di Nizza con la moglie e la figlia. L’evidente distanza anagrafica non sembra avere particolare rilevanza per nessuno dei due; tanto che, fin da subito, come animali in preda agli istinti più primitivi, l’uomo e la ragazzina si scrutano e annusano sino ad arrivare a un soffio dal punto di non ritorno. I buoni propositi però vanno in un fumo l’estate successiva, quando lui torna in Liguria per lasciare che il desiderio sotterrato sotto metri di buon senso l’anno prima, torni alla luce e si prenda lo spazio nel mondo che ha reclamato a gran voce per tutto il tempo che le è stato lontano. A quel punto, la casualità si trasforma in piacevole abitudine divenendo prezioso rito.

Chi sono i protagonisti e chi o cosa li ha ispirati?
Doria e Il Professor, ovviamente. La società me li ha ispirati. Questa società che fa della differenza d’età una piaga da estirpare, come fosse la più letale delle epidemie. Rileggendo la “Lolita” di Nabokov mi sono chiesta come accoglierebbe oggi l’opinione pubblica una storia tra una minorenne e un adulto. Mi sono detta che sarebbe peggio di allora perché, nonostante amiamo definirci una società moderna e pronta a tutto, restiamo una massa di bigotti pronti a fingerci inorriditi dinanzi a situazioni da cui la nostra stessa fantasia, almeno una volta, ha attinto. Non rivelare i nostri istinti non ci rende meno colpevoli di chi al contrario li pratica senza il minimo imbarazzo.

Leggendo la trama, la situazione e le atmosfere ricordano L’amante di Marguerite Duras. Ci sono dei riferimenti a questo libro?
Ti dirò la verità: ho comprato L’amante insieme a Filosofia nel boidoire, Le età di Lulù, Le Relazioni pericolose ed altri erotici del passato, perché in vista di questo progetto, prima di mettermi a scrivere, volevo assorbire quel sofisticato modo di raccontare l’erotismo che sembra un po’ andato perso; ma dopo l’opera di Sade, mi sono subita messa a scrivere e tutti gli altri volumi sono rimasti chiusi sulla libreria. Un’amica una volta mi ha fatto presente che il mio, è un narrare un po’ “antico”. Propensione dovuta alla mia scarsa affinità con la Letteratura moderna (saggi a parte). Non amo le atmosfere che ritrovo nei romanzi attuali, in particolar modo quelli erotici… le trovo spesso frivole e piatte. Credo che nel secolo scorso e, ovviamente, in quelli prima ci fosse più profondità d’intenti.

La vicenda è ambientata in Liguria. Perché questa scelta e che ruolo ha l’ambiente?
La Liguria è la mia regione. Non importa dove ho vissuto, dove vivo o dove vivrò; quella striscia di terra in cui mare e montagna condividono lo stesso paesaggio, proprio come Sole e Luna a volte condividono lo stesso cielo, è casa mia. La Liguria è un microcosmo in cui riesco a specchiarmi. Le case sono appese e ammassate ovunque, proprio come lo sono i pensieri nella mia testa. E i vicoli, stretti capillari che odorano di vita, irrogano la sua essenza come le continue domande che mi pongo tengono in vita la mia. È una regione anomala. C’è il mare ma le persone sono schive, a volte quasi diffidenti e non gioviali come in molte altre regioni invase dai turisti per i propri luoghi di villeggiatura. Doria è proprio così, sulle sue, un po’ come me. Ecco perché.

Dal punto di vista dello stile, come hai lavorato?
Il narratore è la giovane protagonista, che ci racconta la storia attraverso le lettere che scrive al Professore quando lui, tutto a un tratto e senza motivazione, smette di andare a trovarla. Il racconto passa dal passato al presente solo due volte: la prima, quando descrivo lo stato d’animo di Doria e i dubbi che l’assalgono quando si chiede cosa penserà lui delle cose che gli sta confidando. La seconda, nel finale. La struttura del romanzo è piuttosto semplice, ho preferito lavorare molto di più sullo stile della scrittura, andando alla ricerca di una dialettica, forse poco attuale, ma certamente molto più gentile e suggestiva.

A cosa fa riferimento il titolo, molto suggestivo?
Dire Basilico, è come dire Liguria. È il simbolo dell’agricoltura sospesa sul mare. Una pianta aromatica che serve per dare sapore ai piatti. Doria è il Basilico che insaporisce l’insipida vita del Professore. L’alba è intesa come ciclo di vita, il Professore raccoglie Doria quando è ancora giovane e fresca. Il titolo è una metafora che racchiude in sé la storia dei due amanti e la Regione nella quale i fatti si svolgono. Il basilico raccolto all’alba non è propriamente un titolo da libro erotico, per lo meno non lo è se faccio una ricerca dei titoli di genere. Non ha un impatto immediato, bisogna ragionare per trovare il senso delle parole scelte; ma è stata una scelta mirata (di cui, tra l’altro, vado molto fiera), perché ha la pretesa di non confinare il libro in un genere soltanto.

Erotismo “cosa” erotismo “come”: che cosa significa scrivere erotico in un momento in cui questo genere è inflazionato, sulla scia del successo delle Cinquanta sfumature?
Quando penso a un libro erotico, penso a un libro tra le cui pagine arde una fiamma che scalda in maniera uniforme l'intera trama. Questa fiamma ha un nome: desiderio. Il desiderio, in un libro erotico, dev’essere l’ingrediente principale. Prima di mettermi a scrivere Il basilico…, oltre ai libri sopra citati presi a riferimento, ho letto anche diversi erotici contemporanei. In tutti, o quasi, i personaggi erano belli e facoltosi. Come se nel 2015, l’erotismo fosse solo una questione per l’alta borghesia. Fisici scolpiti, curve perfette, labbra sensuali, occhi meravigliosi… tutto perfetto! Io però credo che il desiderio nulla abbia a che fare con l’aspetto fisico o economico. Desiderare non è essere attratti da qualcuno obbiettivamente bello. Il desiderio trascende tutto, ha origini ben radicate nell’inconscio. È una sorta di mostro di Loch Ness, un mostro che vive sui fondali della nostra anima ma che nessuno riesce a vedere o a spiegare. Perciò ho scelto due persone qualunque per la mia storia, e per lo stesso motivo ho scelto di raccontarle in un'epoca diversa da quella attuale. Io ho vissuto quegli anni da adolescente e so che l’assenza di tutto questo universo tecnologico, di questo “benessere” alla portata di tutti, dava modo alle persone di cogliere aspetti delle persone che frequentavamo che oggi tralasciamo perché distratti. La mia casa editrice ha preso una mia frase come slogan per la collana di letteratura erotica, dice: "l’erotismo è un sentiero lungo il quale è meglio non lasciare impronte". Questa frase ha molteplici significati, uno dei quali è che di un erotico non dovrebbero ricordarsi i personaggi, ma il desiderio che li ha mossi – come se fluttuassero - all’interno della trama.

Che cosa significa per te avere scritto e pubblicato questo libro? E cosa significa per te scrivere in generale?
Pubblicare un libro è un passo, niente di più. Il primo di un cammino che non finisce mai, nemmeno quando si smette di respirare. Questo libro ha fatto nascere in me una certezza, so parlare di Erotismo. È una in mezzo a un mare di incertezze, certo, ma è un buon inizio. Per quel che riguarda cosa significa per me scrivere, non mi viene in mente descrizione più adatta di quella che ho postato su Facebook qualche settimana fa… “Ho iniziato a scrivere quando mi sono accorta di essere finita, sino alle ginocchia, nelle sabbie mobili della scarsa comprensione di me che avevano le persone tutt'intorno. Scrivere è stato il feroce balzo grazie al quale mi sono aggrappata al ramo che, fortunatamente, pendeva sopra la mia testa. Scrivere è stata anche la forsennata fuga iniziata a scampato pericolo. Scrivere è la corsa che non è ancora finita. Scrivere è l'orizzonte che si sposta di un metro, ad ogni metro che gli corro incontro. Scrivere è continuo movimento, perciò scrivo. Perché ci sono ancora così tante sabbie mobili seminate ovunque, ed è così brutto morire a quel modo, che preferisco finire in un campo minato e lasciare con un botto improvviso... magari qualcuno lo scambia per un fuoco d'artificio e brinda in mio onore.”

Chi o cosa t’ispira? Hai dei modelli, degli “idoli” etc…?
Gli idoli sono pericolosi, involontariamente (a volte, altre no) ti sviano dal tuo percorso per inglobarti nel loro. Rendono complicato il compito di crearti un’identità tua. Oriana Fallaci è stata la prima, tanti anni fa. Lei è stata lo Zeus a cui, come Prometeo, ho rubato il fuoco; ma man mano che il mio modo di vedere e sentire la Letteraura prendeva forma, cresceva in me la necessità di staccarmi da suo capezzolo per lasciarmi svezzare da tutti gli altri. L’omogenizzato me l’hanno dato Nietzsche, Rimbaud, Baudelaire, Tolstoj, Bulgakov. Quando poi mi sono seduta e mi hanno dato delle posate ho preso a mangiare il resto: Jung, Woolf, Austen, Kafka, Sallinger, etc etc… Ora mangio di tutto, purché sia buono.

Hai dei progetti nel cassetto o in testa? Un sogno da realizzare…
Continuare a scrivere è l’unico progetto che ho. Nella mia chiavetta ci sono tante cartelle aperte: il secondo capitolo de  Il Basilico, Romanzi già finiti che sto correggendo, altri iniziati e lasciati lì, racconti, articoli, recensioni, saggi brevi. C’è un po’ di tutto, ma dire ora a cosa mi dedicherò è impossibile. Sono molto metereopatica. Il mio sogno è quello di tutti coloro che scrivono: vivere con la scrittura. Sono conscia del fatto che sia un sogno difficile da realizzare, ma ci proverò.

Il libro: Il basilico raccolto all'alba
L'amore tra il Professore e Doria, un rapporto che lega i due in maniera indissolubile... Finché, dopo una lunga separazione, della protagonista non restano che alcune lettere in cui racconta di se stessa, di lui e di un segreto mai rivelato.



Scheda tecnica del libro

Il basilico raccolto all'alba
di Eugènie Gènin
Casa editrice: Milena Edizioni
Pagine: 140
Prezzi: Formato Kindle: € 3,99; Copertina flessibile: € 8,50
ISBN: 8898377355 - EAN: 9788898377350
Sito: www.milenaedizioni.com

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