martedì 31 marzo 2015

"Replay": tra deja vu, amicizia, amori e tradimenti, la Viola di Manuela Costanzo ci riserva tante sorprese

di Roberta De Tomi

E se avessi l'opportunità di rivivere la tua vita, tu cosa faresti? Il sottotitolo di Replay (Rupe Mutevole Edizioni), romanzo d'esordio di Manuela Costanzo, racchiude sicuramente il senso di una vicenda fantastica calata nel concretissimo contesto della Roma contemporanea, in bilico tra un presente convulso e un passato di cui restano tracce suggestive che ritroviamo tra le pagine del libro. Quella narrata dall'autrice è una vicenda che, da un inizio un po' "turbolento", si sviluppa sulla scia di un crescente coinvolgimento, regalandoci alcuni colpi di scena inattesi. Dopo l'intervista all'autrice (leggi anche la scheda del libro, cliccando qua), ecco la recensione di Replay.


 Se c'è una cosa che non si può non dire è che Replay è un romanzo Urban Fantasy che si discosta da tante opere del genere, sia per la forte impronta introspettiva che l'autrice, Manuela Costanzo, ha forgiato, sia per il carattere fortemente personale di questo lavoro. Fin dalle prime pagine, abbiamo l'impressione di avere di fronte a noi la protagonista, Viola, che ci racconta le sue vicende, facendoci immedesimare nel suo mondo di adolescente. 

Viola si descrive come una normalissima sedicenne. Va a scuola, ha buoni voti, ottimi amici e tutti quei complessi tipici dell'età. Qualcosa però cambia, quando la ragazza, mentre si trova in auto con il padre che la sta accompagnando a scuola, ha una visione che le permette di anticipare un incidente dagli esiti tragici per lei e per il genitore. Da questo momento, la sua vita e, direttamente e indirettamente, quella dei suoi cari, viene sconvolta, traducendosi in una serie di eventi degni di un manga o di un ingarbugliato romance, tra amori, tradimenti e vite da... ripetere.

L'auto-presentazione che troviamo all'inizio, "Mi chiamo Viola ma il viola non è il mio colore preferito (etc...)" è un espediente che consente di "rompere il ghiaccio" e di entrare nel mondo della protagonista. Per immedesimarsi totalmente in Viola, però, occorrerà attendere il momento in cui la ragazza subisce una trasformazione fisica forse un po' troppo repentina, considerando il contesto reale in cui ci troviamo; da questo momento, però, la lettura si fa particolarmente avvincente grazie a una serie di vicende e colpi di scena culminanti in un finale che lascia senza fiato.

Il romanzo è ambientato nella Roma contemporanea di cui riusciamo a respirare le atmosfere, grazie anche agli scorci descritti in maniera rapida ma incisiva, dall'autrice. I personaggi principali sono i compagni di scuola di Viola, adolescenti che come lei sono coinvolti in una quotidianità in cui le storie s'intrecciano in maniera vorticosa. Manuela ricostruisce in maniera efficace le dinamiche dei rapporti tra gli adolescenti, alle prese con le prime esperienze sentimentali e con amicizie costellate di affetto e di "più o meno legittime" gelosie. Numerosi sono i triangoli amorosi che si creano, come diverse sono le coppie che si amano per poi tradirsi o lasciarsi. Scordiamoci perà le delicatezze di Liala: quando ci si mette, Viola è decisamente un peperino. E pepati sono anche i personaggi che le ruotano intorno. Le situazioni hanno poco a che vedere con Piccoli problemi di cuore, anche se Viola sembra un personaggio uscito da un manga.

Se da una parte la componente romance è in rilievo e risulta fresca e convincente, un po' meno lo è quella fantastica; questo perché l'autrice si avvale del raccontato, laddove avrebbe potuto puntare con maggiore incisività sul "mostrato", in particolare nei momenti dei dejà vu visualizzati da Viola. In alcuni punti  il romanzo non sviluppa in maniera più incisiva alcuni momenti, portando così a un appiattimento della tensione narrativa; questi momenti sono compensati dagli indovinati colpi di scena introdotti dall'autrice. Colpi di scena inattesi, talvolta grotteschi, talvolta surreali, ma sempre in linea con lo sviluppo della vicenda. 

Per quanto riguarda i personaggi, indubbiamente quello di Viola è il più compiuto, anche se si apprezza la scelta da parte dell'autrice di evitare personaggi stereotipati. Il bello (Alessio) non è un perfetto in stile Christian Gray, come del resto Michele, il "secchione", non appare come il classico nerd della situazione. L'autrice cesella personaggi dotati di personalità mai piatte in cui tutti possiamo ritrovarci.

A proposito di stile: se da una parte il raccontato si sposa con la scelta della narrazione in prima persona, dall'altra porta a un'accumulazione di eventi che in alcuni punti della vicenda ci disorientano un po'. Inoltre nel raccontato si ravvisa lo stile del parlato che, se da una parte ci dà l'impressione dell'immediatezza dell'azione, a tratti presenta espressioni e costruzioni sintattiche non sempre congruenti. Nei dialoghi, l'autrice avrebbe potuto giocare maggiormente con il dialetto romanesco, specie per alcuni personaggi, per dare un'impronta personale ancora più forte di questo lavoro che nell'insieme funziona bene e regala tante emozioni sia a giovani che a lettori adulti che possono ritrovarsi in Viola. 

Il finale: ci regala brividi ma anche emozioni, culminanti nelle ultime righe che instillano in noi quesiti legati al tema trattato. Al termine della storia ci domandiamo cosa faremmo se avessimo l'opportunità di rivivere determinate situazioni o la nostra vita. E ripensando alla vicenda di Viola, abbiamo l'impressione di avere vissuto la sua vicenda direttamente, e ora, ci troviamo a pensare che se la vita offre una seconda possibilità, sarebbe bene non sprecarla. Ce lo dice Viola e con lei l'autrice, evitando ogni retorica altisonante, ma arrivando al nostro cuore, passando ovviamente per la testa. E pensiamo magari che la vicenda potrebbe avere un seguito... chissà...
  
In sintesi: Replay è un romanzo in cui si avverte la mano dell'esordiente, nella gestione della materia narrativa, caratterizzata da momenti alterni e da qualche incertezza. Da un inizio che incuriosisce ma che risulta un po' turbolento, arriviamo a una lettura che ci coinvolge soprattutto dalla seconda metà del libro. Merito di colpi di scena inattesi che si sciolgono in un finale molto toccante e ricco di spunti di riflessione. Belli i personaggi, tra cui spicca quello di Viola, dotata di una personalità sfaccettata e interessante. Ben costruite sono le dinamiche dei rapporti tra i personaggi, in particolare relativamente alla resa della psicologia degli adolescenti, come buona è la scelta dell'ambientazione romana che dà personalità alla storia. Replay lascia il segno e quando un libro lascia un segno, significa che ha fatto centro. E smessi i panni di Viola, torniamo in noi con qualche domanda in testa e nel cuore.     

Per andare a vedere la presentazione del libro: http://notfactsonlywords.blogspot.it/2015/01/e-se-potessi-rivivere-la-tua-vita.html

1 commento:

  1. Ho letto questo libro e mi è piaciuto. Gradevole, per niente pesante, e un bello spaccato fantastico del mondo giovanile. Ila

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