domenica 22 marzo 2015

Trasparenti - #iRaccontidiFiorella

di Fiorella Carcereri

A volte, l’indifferenza degli altri può pesare come un  macigno sull’anima. E’ la stessa che si manifesta quando ci passa accanto un fantasma, del tutto invisibile e trasparente.
Eppure vivo, cammino, parlo, mi agito, partecipo,  respiro... Eppure...

Ma è come se una cappa di vuoto  mi avesse risucchiata in uno spazio indefinito senza  chiedermi il permesso di farlo, lasciandoli del tutto  spiazzata ed impotente.

E mi succede sempre più spesso di chiedermi se sia solo un mio problema, una mia sensazione, un castigo inflitto unicamente a me, oppure se non sia piuttosto una condizione comune, tristemente condivisa con molti abitanti di questo pianeta.

Viviamo in un mondo che non ha più tempo per fermarsi a riflettere, un mondo pieno di forma e svuotato di contenuti. Un mondo inadeguato per chi si è distratto un attimo a contemplare un fiore o ad inseguire con lo sguardo il volo degli uccelli ed è rimasto indietro per sempre.

Una lunga frenata, poi lo schianto. Cinque minuti fa Alessia stava andando a scuola col suo zainetto in spalla. Ora giace sull’asfalto priva di vita, circondata da una folla di curiosi, in attesa di un’ormai inutile ambulanza.
“Come sarà successo?”
“Di chi sarà la colpa? Sua o dell’automobilista?”
Questo si chiede la gente. Domande sterili, in fondo.
Proprio lì, nel momento dell’impatto, transitavano a testa bassa decine di persone.
E mi verrebbe da chiedere a ciascuna di loro se qualcuno ha incrociato lo sguardo di Alessia negli ultimi dieci secondi della sua vita, se qualcuno le ha sorriso in quei dieci secondi, se qualcuno è in grado di dire di quale colore erano i suoi occhi...
Ma desisto perché già conosco la risposta.
Questa è l’indifferenza che non riesco ad accettare.
Questa è l’indifferenza che fa davvero male.

Inedito, 2012

***

"Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, capo iv, sezione ii, e sue modificazioni.
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