lunedì 9 marzo 2015

Trovare soluzioni condivise per le "Donne professioniste tra previdenza e welfare"

Un momento dell'incontro
"Donne professioniste tra previdenza
e welfare"
di Roberta De Tomi

Donne e lavoro: un rapporto caratterizzato da diverse criticità su cui, sabato 7 marzo, presso la Sala Consiliare del Comune di Mirandola, si è fatto un focus specifico. Il tema, indicato ovviamente nel titolo, "Donne professioniste tra previdenza e welfare", non è lontano da quello legato all'appello #ioparlo #vogliounfuturo lanciato dal blog de Gli Spaccia Lezioni e accolto da Words! e da altri, giovani e meno giovani, blogger e non, che si riconoscono nelle problematiche enunciate (e annunciate). Ma, intanto, vediamo che cosa è emerso il 7 marzo.

Un altro momento del seminario
Un approccio pratico alle problematiche illustrate, esempi concreti che hanno raccontato "l'essere donna e professionista oggi": queste sono alcune delle particolarità che hanno contribuito al buon esito del seminario "Donne professioniste tra previdenza e welfare", organizzato dell’associazione di volontariato "Mirandola a quattro mani" con il patrocinio del Comune di Mirandola, della Provincia di Modena, dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord, della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e della collaborazione della Commissione Pari Opportunità – Comitato unitario delle professioni (Cup) di Modena. L'evento ha visto la presenza di un pubblico molto attento e interessato agli argomenti proposti.

Il seminario si è aperto con la proiezione del docuvideo “La professione: sostantivo femminile”. Il filmato ha proposto uno spaccato delle problematiche affrontate dalle professioniste alle prese con le scarse tutele e opportunità di un mercato del lavoro in crisi di modello e di metodo; se per le donne contrattualizzate, la situazione in seno all'attuale congiuntura econonomica che ha visto una contrazione dell'occupazione, non è semplice, per le donne libero- professioniste, la situazione si complica ulteriormente.
Infatti, se nelle libere professioni uomini e donne ormai si equivalgono nei numeri - pur con sensibili differenze tra le diverse categorie- le donne guadagnano in media la metà rispetto ai loro colleghi, e di conseguenza ‘godono’ di un trattamento pensionistico di gran lunga inferiore; questo a fronte di un’aspettativa di vita maggiore. Inoltre accade che intorno ai 40/50 anni, proprio nel momento in cui di solito si colgono i maggiori benefici, le donne sono costrette ad abbandonare la professione in quanto trovano difficoltà a conciliare il lavoro con le incombenze famigliari.

Come ha sottolineato Mario Sbrozzi, delegato provinciale Inarcassa: "Le professioniste a inizio carriera guadagnano meno dei colleghi maschi perché devono occuparsi dei figli e intorno ai 50-55 anni la loro carriera tende ad annullarsi".
"Le donne - ha evidenziato Sbrozzi - hanno un’aspettativa di vita superiore ai colleghi uomini (ma la longevità è calcolata in modo anomalo guardando l’indice di mortalità), ma a causa di retribuzioni più basse (guadagnano in media la metà dei professionisti) ricevono una pensione iminore".
Le anomalie si riscontrano nei diversi livelli del sistema e riguardano, sia le casse previdenziali che il sistema politico. Alla luce di ciò, è fondamentale che le professioniste facciano conoscere queste anomalie, condividano le esperienze, facciano rete, come si sono proposte le professioniste intervenute al seminario per trovare soluzioni condivise al sistema delle ‘non tutele’, sensibilizzando i giovani professionisti e professioniste per chiedere al Governo un nuovo patto previdenziale e fiscale meno penalizzante per partite Iva e freelance.

L'intervento del delegato provinciale Inarcassa è stato preceduto da quelli di Fabrizia Zelotti, Responsabile Affari Generali Associazione di Categoria, che ha relazionato in maniera chiara e concisa sul tema dell'apertura delle partite Iva, sottolineando l'importanza di avere le idee chiare su quello che si vuole fare, al fine di districarsi al meglio nei meandri della burocrazia. Molto interessanti e stimolanti sono state le testimonianze di Katia Motta, Stefania Corradi e Flora Hyeraci (Rete di lavoro solidale di libere professioniste); Linda Molinari (operatrice olistica); Serena Fregni (professionista del web e comunicatrice).

Da queste voci è emerso il quadro di un modo di essere professionista (e donna) che ha dalla sua alcune implicazioni. Tra le parole-chiave emerse, quelle centrali sono: la fiducia in se stesse; il coraggio di mettersi in gioco; la capacità di saper organizzare il proprio tempo; la fermezza e, non ultima, la capacità di fare rete.

Nell'occasione hanno preso la parola anche Loretta Tromba, Assessora Servizi Sociali Comune di Mirandola; Mario Ventilati,  Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e Mirella Guicciardi, Coordinatrice CPO e, al termine del seminario, Emma Garelli, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Ravenna.
Simonetta Malaguti, capo redattore del quotidiano on line Piuweb.net, ha moderato l'evento.

Tutte le riflessioni sviluppate in seno al seminario hanno fornito spunti importanti, mostrando come, a fronte dell'attuale situazione storica, densa di criticità (come già sottolineato qui sopra) occorra un approccio "di rete"; una rete in cui informazione e consapevolezza siano due perni attorno al quale verta un'attività che guardi al futuro delle professioniste, abbattendo quei muri che sono ancora presenti.   

Fonti: Comunicato Stampa dell'Associazione "Mirandola a quattro mani"
Seminario "Donne professioniste tra previdenza e welfare"



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