sabato 25 aprile 2015

Falsa partenza - #iRaccontidiFiorella

Immagine grafica: Roberta De Tomi
di Fiorella Carcereri

Dopo la dolorosa separazione da mio marito, che mi era costata un anno di depressione, non mi sentivo ancora pronta per un nuovo legame. Da qualche mese, tuttavia, frequentavo Federico, anche lui separato come me. Non gli avevo mai permesso di oltrepassare i paletti dell’amicizia. Anzi, più che di paletti, si trattava di un muro, una specie di impenetrabile Muraglia Cinese che avevo edificato intorno a me.
Avevamo preso l’abitudine di cenare a casa mia, il sabato.



Anche quella sera, tutto si era svolto come da copione, la cena, una buona bottiglia di vino rosso e un’abbondante fetta di dolce prima di salutarci.
Lui però era meno allegro e loquace del solito. Lo notai sin dal primo momento. Lui, che sapeva farmi ridere a crepapelle ogniqualvolta lo desiderava, quella sera non era riuscito a strapparmi neppure un timido sorriso. Aveva lo sguardo preoccupato, la mente assente. Congedandosi, invece del solito bacio affettuoso sulla guancia, si limitò a sfiorarmi il braccio prima di infilare rapidamente la porta di casa verso l’auto parcheggiata davanti al cancelletto.
Il sabato successivo Federico non si fece vedere e nemmeno quello dopo. Neppure una telefonata, nulla.
Infine, tre giorni fa ho ricevuto una sua lettera.Ho continuato a guardarla per un bel po’, cercando di carpirne il contenuto, senza decidermi ad allungare il braccio per afferrarla. Le circostanze non mi facevano presagire nulla di buono.
Quando l’ansia stava diventando incontrollabile, finalmente  l’ho aperta:
Cara Laura, tu non immagini quanto sia stato difficile per me scriverti questa lettera. Lo ammetto, sono un vigliacco, ma proprio non ce l’ho fatta. Da quando mi sono separato, come sai, vedo i miei figli solo due volte al mese. Mi sono accorto di non poter più stare senza di loro. Ho bisogno di tornare a vederli giocare e ridere accanto a me. Così, mio malgrado, ho chiesto a mia moglie di farmi ritornare. Non avevamo ancora dei progetti precisi per noi due, Laura, ma ci stavo seriamente pensando. Eppure, vigliaccamente, ho deciso di percorrere la mia strada a ritroso. Non avrei mai pensato che una scelta di vita potesse causare tanto dolore. Mi sento un verme. Ma perdonami se puoi. Federico".

Inedito, 2012

***

"Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, capo iv, sezione ii, e sue modificazioni.
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1 commento:

  1. Bel racconto! Romantico, un po' amaro, ma specchio della realtà dei sentimenti. A volte l'amore è fatto di false partenze. Ma poi si riparte con le vere. Ila

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