martedì 21 aprile 2015

Il basilico raccolto all'alba, un romanzo erotico còlto e fuori dagli schemi, per Eugènie Gènin

di Roberta De Tomi

Quando ti accosti a un erotico, in un momento di boom al limite della saturazione del genere, il dubbio ti sfiora. In realtà, ciò avviene ogni volta che un genere diventa di moda, generando replicanti non sempre all'altezza delle attese. Poi, leggi Il basilico raccolto all’alba (Milena Edizioni) e ti rendi conto che ci sono voci fuori dal coro che riescono a trasportati su un’altra dimensione, pur restando saldamente ancorate al genere cui il romanzo appartiene.  Dopo l'intervista all'autrice, Eugènie Gènin (per leggerla, clicca qui), ecco la recensione de Il basilico raccolto all'alba.


Il basilico raccolto all'alba parte con uno slancio che ci catapulta fin dalle prime righe in atmosfere torride, molto simili a quelle che ritroviamo ne L'Amante di Marguerite Duras: il desiderio che nasce tra Doria e il Professore, è lancinante e denso di un’attesa erotica vibrante che ci coinvolge completamente. A metà del libro, restiamo perplessi per il cambio della persona narrativa; ma ben presto scopriamo di stare vivendo il blocco provato dalla stessa protagonista-narratrice; la quale trova la forza per riprendere il racconto laddove l’ha interrotto. E così ci facciamo trascinare, insieme a Doria, nel flusso degli eventi.

Tutto ha inizio quando la giovanissima protagonista incontra un uomo maturo e sposato, che lei nomina come il Professore. La passione scoppia tra i due, ma si deve attendere un anno prima che il rapporto venga consumato. E così nasce un amore proibito e condito da momenti molto piccanti, alternati a diversi periodi di separazione, durante i quali Doria giace con altri uomini. In realtà, si tratta di rapporti basati esclusivamente sul sesso: i giovani amanti  non potranno mai occupare il suo cuore. Il pensiero di Doria è sempre rivolto al suo amato Professore, da cui però, a un certo punto e in maniera apparentemente inspiegabile, si separa. A lui lascia le lettere in cui rivela un segreto che non fa altro che suggellare un amore infinito.

Un po’ lolitesca, ma più forte e intellettualmente definita della protagonista del romanzo di Nabokov: Doria non è esattamente la ragazza ingenua della porta accanto, anche se talvolta sembra diventare la vittima di alcuni giochi erotici congegnati dal Professore. D'altro canto il Professore  resta avvolto in un alone di ambiguità che ce lo rende enigmatico e sfuggente, nonché una sorta di anti-Grey per antonomasia. Indubbiamente, per il tipo di rapporto che si instaura tra i due, si può gridare allo scandalo, ma fino a un certo punto. Dopotutto, il vero fulcro del romanzo è l'educazione erotico-sentimentale di Doria.

Il basilico racconto all’alba è un romanzo erotico e di formazione. In esso respiriamo le atmofere di classici moderni e contemporanei e un erotismo che s’innesta su un background culturale che ha De Sade, Baudelaire, Rimbaud, Anais Nin (per citarne alcuni) tra i suoi maggiori riferimenti. L’autrice sembra consapevole del proprio ruolo, ben oltre le mistificazioni. La sua scrittura odora di letteratura, anche quando il sesso diventa un gioco perverso.

Eugènie esordisce regalando emozioni molto forti. La penna alterna momenti di grande poesia a momenti in cui il sipario si alza su dettagli descritti senza pudore. Accade quando la ragazza ha un rapporto sessuale con due coetanei in luogo pubblico, contemporaneo alla vittoria della Sampdoria; accade quando una bellissima sconosciuta si avvicina a lei e al Professore con intenzioni non proprio "immacolate".

A proposito di scrittura: Eugènie è ben lontana dallo stereotipo. Osa, cita, ci fa vivere nella sua Liguria, ci propone personaggi lontani dalla perfezione psico-fisica che troviamo in molti erotici contemporanei confezionati ad arte, e lo fa a modo suo e attraverso uno stile che a tratti può sembrare un po’ retrò. O vintage? A voi la definizione. C’è poesia, a volte ci sembra di tornare al mood di Meriggiare pallido e assorto di Montale, altre ci sembra invece di essere catapultati tra le righe di un "poema maledetto", per un amore che ha tutte le carte in regola per essere definito "maledetto".

Sul finale restiamo in sospeso: forse l’autrice avrebbe potuto giocare un po’ di più sul segreto, che non colpisce fino a fondo. Ma quello che resta, in maniera palpabile, è la forza di questo legame. Profondo, viscerale e impossibile da etichettare.

In sintesi:

Il basilico raccolto all’alba è un esordio dotato di un certo pregio: atmosfera, contesto geografico, erotismo concorrono a definire un racconto per niente banale. L’inizio è fulminante, a metà è quasi straniante, mentre sul finale scivola, con un segreto che pare anche prevedibile, ma che lascia nel lettore l’impressione di un amore che non si lascia catturare dalle reti delle definizioni.
Per leggere l'intervista e la scheda del libro: http://notfactsonlywords.blogspot.it/2015/03/eugenie-genin-leros-de-il-basilico.html

1 commento:

  1. Una recensione molto curata e attenta ai dettagli. Libro che merita. Tenete d'occhio questa autrice. Ila

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