sabato 18 aprile 2015

Il ricercatore - #iRaccontidiFiorella

Immagine di Roberta D.T.
di Fiorella Carcereri

 Non sono mai stata una fanatica delle feste, poco importa se di compleanno, Halloween o Capodanno. Anzi, al contrario, gli orsi sono più mondani di me. Ma ho voluto fare uno strappo alla regola.
Emma, la mia vicina di casa, ha un cugino emigrato in Australia che, a dir suo, è così carino e brillante, anzi mitico sembrerebbe.


La settimana scorsa ha ricevuto una telefonata da Melbourne con la quale Giuseppe, così si chiama, esprimeva il desiderio di trascorrere un mesetto nella sua terra d’origine. Ora stiamo andando a prenderlo in aeroporto.
Inutile dire che tutta la famiglia e il vicinato sono stati invitati a un buffet in piedi per conoscere questo soggetto straordinario, non fosse altro che per farsi raccontare da lui quale emozione si prova vedendo sgorgare l’acqua al contrario ogniqualvolta si apre il rubinetto.
“Eccolo, arriva!” esclama a un certo punto Emma, trattenendo a stento la propria euforia.
“Ma chi, quello?!” le rispondo allibita.
“Giuseppe! Vieni qui, fatti vedere! Come sei bello tesoro!” urla Emma, e chi la tiene più.
“Questa è Gianna, la mia amica-vicina, più amica che vicina” aggiunge.
Il cuginetto è basso, tarchiato, occhiali spessi un dito, veste fuori moda, insomma…una sorta di topo da laboratorio. Mi "attacca un bottone" terribile. Vedo Emma reprimere un sorriso. Per un po’ cerco di far fronte a questa situazione tragicomica, poi mi faccio venire una repentina emicrania, ma Emma conosce il trucco e mi lancia un’occhiata come per dire: “Con me non attacca. Non ti puoi sottrarre alla festa.”

Durante il tragitto in auto scopro che la cavia da laboratorio è un tipo molto intelligente e originale. Peccato che l’aspetto lo penalizzi… Giuseppe è ambientalista e animalista convinto, e fa il ricercatore all’università. Studia il comportamento degli animali, in particolare di koala e canguri, per poi mettere a punto tecniche di ripopolamento nel deserto australiano.
Giuseppe mi racconta di essere cresciuto in una famiglia di ampie vedute e di non aver avuto alcun problema a intraprendere quella strada. Sua madre, la zia di Emma, insegna yoga agli anziani in un ospedale geriatrico e suo padre ha un allevamento di cavalli.
Insomma, una famiglia ben diversa dal “ceppo d’origine” rimasto in Italia. Infatti, la famiglia di Emma è ben diversa. E’ fin troppo normale, tradizionale, standard.
A dimostrazione di questa mia teoria, la festa purtroppo viene malamente guastata da una gaffe enorme fatta del padre di Emma, dipendente statale incallito e demotivato che sfoga tutte le sue rabbie represse nel suo unico hobby: la caccia. Non avendo ben compreso quale tipo di lavoro svolga Giuseppe in Australia, appena lo vede esordisce: “E così tu vai a caccia di koala e canguri…Bene ragazzo! Domani ti presto la mia doppietta e andiamo assieme ad abbattere qualche cinghiale, i dintorni ne sono pieni!"

Inedito, 2012

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