venerdì 17 aprile 2015

"La bussola d'oro": un capolavoro fantasy di Philip Pullman, per riflettere, viaggiare e sognare

di Roberta De Tomi

Quando si leggono le considerazioni critiche sul Fantasy (che sia quello tradizionale, che sia urban, o che abbia altre declinazioni, non importa) restiamo sempre perplessi a causa delle etichette apposte a questo genere, considerato solitamente di serie B rispetto alla narrativa mainstream. Il discorso vale per tutta la narrativa di genere, da sempre considerata in un certo senso "figlia di un dio minore". Ma poi, leggi romanzi come La bussola d'oro, primo libro di "Queste oscure materie", trilogia nata dalla penna di Philip Pullman, e le etichette sbiadiscono per fare spazio a un universo letterario straordinario tutto da scoprire e in bilico tra le emozioni e le suggestioni.


La bussola d'oro è un capolavoro. No, non lo dico in nome di un atteggiamento d'ossequio dovuto alla statura narrativa di questo lavoro e del suo autore. Lo dico perché questa lettura ha molteplici pregi. Il romanzo di Phililp Pullman non è infatti soltanto una straordinaria avventura fantastica, ma è anche una vicenda che presenta numerosi livelli di lettura. Filosofia, religione, magia, psicologia: le interpretazioni possono essere molteplici e ci consentono di aprire spiragli di riflessione che riguardano la nostra esistenza, la conoscenza, nonché il nostro approccio alla realtà. E alla fantasia.

Protagonista della vicenda, collocata in un modo simile al nostro, ma con molte differenze illustrate chiaramente, è Lyra, una bambina residente al Jordan College di Oxford, che si trova coinvolta in una serie di intrighi ad alta tensione. Lyra diventa protagonista di un viaggio straordinario, nonché di una vicenda apparentemente più grandi di lei.   

Location del romanzo è, come già detto, un mondo simile al nostro che si colora di peculiarità rese dall'autore con precisione certosina, senza però eccedere in dettagli che ci distoglierebbero dal fulcro della narrazione, con conseguente rallentamento del ritmo. La presenza del daimon, ovvero la manifestazione fisica dell'anima in forma di animale, è il primo elemento fantastico. Il riferimento è ovviamente al Daimon socratico, uno spirito guida simile alla coscienza, capace dunque di instillare nella persona riflessioni di natura etica. E non a caso, gli esperimenti compiuti sui bambini, separati dai loro Daimon, mostrano la correlazione tra Daimon e persona, portandoci ad aprire spiragli di riflessioni sul ruolo che la coscienza ha nella nostra esistenza e nella ricerca della conoscenza.

A proposito di ricerca della conoscenza: La bussola d'oro racconta di un viaggio fisico che si traduce automaticamente sul piano simbolico in un viaggio nella consapevolezza. Lo schema di Propp si applica ma viene complicato e ampliato, liberandosi degli schematismi delle fiabe classiche; l'intento morale non si palesa automaticamente, ma ci porta ad accedere ai vari livelli di conoscenza, seguendo il percorso rocambolesco di Lyra.

Lyra è la vivace protagonista della vicenda; una ragazzina come tante, in realtà in possesso di tante qualità che le permetteranno di affrontare avventure e disavventure con la giusta dose di astuzia e di impertinenza. Accanto e intorno a lei troviamo gli altri personaggi, tutti delineati con la stessa compiutezza con cui viene delineata la protagonista, ma ognuno con una personalità cesellata con precisione chirurgica. La signora Coulter ad esempio, è perfetta nel suo connubio di dolcezza e crudeltà, e così anche Lord Asriel, nella sua smisurata sete di conoscenza, viene reso in tutta la sua complessità . A contribuire alla delineazione dei caratteri, la presenza dei daimon, che fanno emergere le caratteristiche dei personaggi non palesate direttamente dagli stessi umani.

Tutti gli elementi narrativi sono in un equilibrio perfetto, con dialoghi che non si perdono nei meandri della retorica sterile, descrizioni efficaci e colpi di scena dosati con abilità. L'assenza di una precisa collocazione storica (anche se da alcuni dettagli capiamo che la vicenda si svolge in tempi moderni) non porta a fastidiosi anacronicmi: ci troviamo catapultati in un modo parallelo al nostro assolutamente credibile e in cui ci possiamo immedesimare. Qualche perplessità nasce invece dalla classificazione del romanzo: se di un'opera destinata ai più giovani si parla, allora dovrebbe rivolgersi ai ragazzi più grandi, meglio se adolescenti. Le atmosfere cupe, il rapporto di Lyra con la signora Coulter e diversi momenti forti della narrazione sono decisamente poco alla portata dei più piccoli. La lettura è sicuramente consigliata anche agli adulti, giovani e meno giovani.

In sintesi

La bussola d'oro è un romanzo in cui la magia si cala in un contesto concreto. La sua potenza espressiva nasce dai diversi livelli di lettura che caratterizzano questo lavoro. In esso ogni aspetto narrativo è in equilibrio, coerentemente a quella che è l'economia del racconto. Un romanzo che a livello più semplice si configura come una straordinaria avventura da vivere, leggendo.  Per tutti, forse un po' meno per i più piccini.

L'autore: Philip Pullman
Classe 1946, nato a Norwich (Inghilterra), ha trascorso la sua infanzia in Australia e nello Zimbawe e ha studiato in Africa e in Galles. Laureato in Letteratura inglese a Oxford (sua attuale città di residenza), è autore pluripremiato di romanzi, racconti e adattamenti teatrali. Nel 2005 ha vinto il prestigioso Astrid Lindgren Memorial, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi.  La bussola d'oro apre la trilogia "Queste oscure materie".




Scheda tecnica del libro

La bussola d'oro
di Philip Pullman
Traduzione di: Marina Astrologo e Alfredo Tutino
Casa editrice: Salani
Pagine: 352
Prezzo: € 16,00
ISBN: 9788884518590

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