giovedì 30 aprile 2015

"Ti piacciono i film horror?": l'orrore scorre tra le pagine dell'a-book di Daniele Corradi.

Daniele Corradi, autore di "Ti piacciono
i film  horror" ha decisamente
molte cose da dire :-) 
di Roberta De Tomi
Non aprite quel... libro! No, ma cosa dico? Apritelo: vi si dischiuderà il mondo di celluloide orrorifica. Ti piacciono i film horror? non è un prontuario storico e nemmeno si struttura in maniera tradizionale. Daniele Corradi, insegnante "letterato" con il pallino della morfosintassi, direttore editoriale, musicista e ora, con questo romanzo, autore e illustratore, è un fiume in piena. E questa intervista lo dimostra. Con lui scopriamo anche che questo romanzo si chiama a-book. Il primo dell Storia! E poi parleremo di Wes Craven. Tobe Hooper, Sam Reimi... e leggete qua!


Daniele Corradi... un fiume in
piena... ma leggetelo!
Ciao Daniele, benvenuto su Words! Raccontaci qualcosa di te: della tua formazione, del tuo lavoro, delle tue passioni, in particolare di quella per la scrittura (com’è nata e come si è evoluta nel tempo).
Per cominciare, un'immagine: c'è una bella ragazza che srotola le bende con cui è fasciata la testa di un uomo, disvelandone progressivamente il volto...
Ciao Roberta e ciao a tutti i tuoi lettori! Allora sono un sacco di cose, vado con ordine (quindi in questa intervista l'Orrore cresce progressivamente, abbiate fede!). La mia formazione: mi sono diplomato al liceo classico, e adoro la letteratura greca e latina; poi laurea in Lettere vecchio ordinamento all'Unimi, con tesi su Dino Buzzati Giornalista; a seguire ho conseguito il Master PROMOITALS per la Promozione e Insegnamento della Lingua e Cultura Italiana all'estero. Ora sono docente di lettere, insegno nelle scuole medie e nei licei della pubblica istruzione (sempre che la BLASFEMA riforma in corso non mi estrometta completamente da questa professione...), infilando quando posso Lovecraft nelle mie lezioni di italiano o di storia (nell'ultimo liceo in cui ho lavorato - classico Legnani di Saronno (VA) - ho proposto il paragone "Leopardi-Lovecraft, Cantori dell'Indefinito": L'Infinito al di là della siepe è indefinibile e vago come il corpo privo di massa di Cthulhu!! Ai miei studenti ho fatto una testa così su questo!); insegno anche italiano L2  lingua seconda presso i corsi Marco Polo e CAPES organizzati dal Calcif presso l'Università degli Studi di Milano. Parallelamente, sono direttore editoriale della casa editrice How2 Edizioni / DAE Dario Abate Editore, che penso tu conosca bene :). 
Quindi posso dire di avere dedicato tutta la mia vita fin qui alla letteratura e alla lingua scritta, alle sue forme e ai suoi contenuti. Molto tempo fa assistetti a una conferenza dello scrittore Andrea Camilleri, tenutasi presso il liceo scientifico "G. B. Grassi" di Saronno; Camilleri disse: "Ho scelto di studiare Lettere perché volevo fare lo scrittore, e così dovrebbe essere", con sguardo cattivo, come a sottolineare che, se vuoi dedicarti seriamente a un lavoro come quello dello scrittore, devi STUDIARE per prepararti a farlo. E così deve essere. Non credo ai miracolati, a gente che senza avere letto un tubazzo se ne esce con romanzi capolavoro; se capita, potrà essere un romanzo ottimo, e a seguire verranno fotocopie di quel primo; gli studi letterari servono invece proprio a STRUTTURARE e DIFFERENZIARE il proprio percorso narrativo-autoriale, il proprio mondo letterario. La mia passione per la scrittura: ho iniziato a 7 anni, divorando i Librogame delle edizioni EL (serie Sortilegio, "Le colline infernali" di Steve Jackson fu il primo). Mi sono avventurato su quelle colline piene di mostri, senza mai più tornarne del tutto. Mi sembrò impossibile, la prima volta che entrai nella biblioteca civica di Caronno, che potessi portarmi a casa uno qualsiasi di quei libri SENZA DOVER PAGARE... oh, ma il prezzo era segreto. La mia anima intera chiedevano!! Questo fu ciò che pagai, firmando inconsciamente il patto, questo è quello che pago tutt'oggi. Mmh... rientriamo nella normalità intervistica? Dopo averne letti tanti, di Librogame, iniziai a scrivere il mio... quasi completo, lo tengo ancora in un faldone: fogli scritti a mano con grafia infantile, di diverse misure e tipi di carta... e quella grafia che, col passare del tempo, mostruosamente cambia, da grossa e rotonda si fa più stretta (8 anni) e lunga... La storia: un guerriero che si avventura in un mondo di magie ed orrori, e finisce in una foresta, alla ricerca di un venerabile vecchio saggio, che purtroppo o per fortuna non ha mai trovato... è rimasto intrappolato in quella foresta incompiuta. Povero avventuriero. Beh, buttiamoci nella lettura di "Il buio", n. 34, e "Goblin!", n. 45 (entrambi opera del genio CLAUDIO CHIAVEROTTI e disegnati da Dall'Agnol) del fumetto Dilan D., che ai tempi (1989 e 1990!!) era una novità (e il n. 1 "L'alba dei morti viventi" era ancora disponibile tra gli arretrati!!!); soprattutto era pieno di mostri, squartamenti, e tante belle ragazze discinte (mmh... adesso capisco perché i miei genitori, vista la mia tenera età, me ne proibivano la lettura... ma, nonostante la mia disubbidienza, mi sembra di esser venuto su bene lo stesso, no? No?!); insieme ai manga e agli anime (Hokuto No Ken, Orange Road-È quasi magia Johnny e Video Girl Ai su tutti), arrivati al tempo delle medie, Dilan D. (lo scrivo così apposta, non per errore.... forse un giorno chiarirò il perché) mi ha aiutato a dare forma visiva al mio immaginario, e a strutturare i tempi dell'azione narrativa, nonché un certo modo di trattare i sentimenti e i rapporti tra i personaggi. Beh, dei film credo che parleremo più avanti... . Poi mi sembra che si spalanchi un grande abisso di tempo senza memorie... e da lì mi ritrovo steso sul mio letto in mansarda (secondo trasloco effettuato, nuovo paese, socialmente e architettonicamente orribile: Rovello), a leggere sotto le coperte, una domenica mattina (il lunedì si torna a scuola, liceo, compiti da fare, dio mio...); subito di fianco alle gambe del letto si spalanca il succitato ABISSO SENZA MEMORIE, e sopra a esso contemplo il delinearsi di impossibili montagne di vetro (direbbe Buzzati), di ghiaccio diabolico, impossibili nella loro altezza abbacinante... AT THE MOUNTAINS OF MADNESS. Fu così che scoprii Lovecraft. A letto. Quanto fu difficile leggere la prima parte (avevo 14 anni)! Così oggettiva, scientifica, archeologicamente biologica e geologica! Ma poi... quando gli esploratori giungevano alla città preumana, ne decifravano i geroglifici mostruosi e il loro progressivo degenerare in parodia blasfema... e quando lo SHOGGOTH arriva urlando, come un nero treno di carne nefanda nei cunicoli del labirinto... AAAAAAAAAAAAAAAAARGH! (avrebbe urlato il campanello di Dilan D.) e similmente urlò la mia immaginazione folgorata. Orrore. Orrore letterario. Da lì: Anne Rice ("Intervista col Vampiro") e Bram Stoker ("Dracula", c'è bisogno di dirlo?). Inizio a scrivere racconti alla Poe sulle mie compagne di classe... racconti pieni di tutta la mia voglia di estrinsecarmi sentimentalmente, diciamo ;) Disegno un'immagine della morte che, armata di falce, varca le onde immobili di un fiume sotterraneo con la sua barchetta, e regalo il disegno in bianco e nero, arrotolato come una pergamena, a una mia compagna con un seno enorme, come segno di infatuazione non corrisposta. Com'è ridicolmente grandioso essere adolescenti... Avevo studiato la traduzione di Catullo della "Chioma di Berenice", prima che la prof. Di Perna ce la chiedesse, e volevo offrirmi di ripeterla in classe davanti a tutti quei beceri dei miei compagni (sono stato l'UNICO della classe a seguire un percorso di studi letterari. Gli altri: economia, fisica, medicina et c.); volevo, e non ho avuto il coraggio. Quindi, se oggi riporto e commento citazioni di Lucrezio e Virgilio nel mio romanzo TI PIACCIONO I FILM HORROR?, credo sia per colmare quella mancanza di  sapere estrinsecato di allora. Ieri ho spiegato in classe cosa significa "estrinsecare", trovato nel libro di storia dei ragazzi, e quindi ho in bocca questa parola :) Poi, all'Università, ho scoperto Dante Alighieri, Bret Easton Ellis, Burroughs, Lansdale, Kafka: i miei autori preferiti (sicuramente ne ho dimenticato qualcuno fondamentale). La mia passione per la scrittura 2: ho sempre sentito il bisogno di plasmare e riformulare di continuo il mio immaginario. Le immagini letterarie che sedimentano, i film che ho in testa... devono tornare, riemergere, raccontati da me. Mentre tornano a farsi vivi, si aprono all'improvviso e lasciano comparire entità nuove, nuove trame narrative, voci diverse e, qui ci spero davvero, MOSTRI NUOVI. Vecchi demoni riesumati portano con sé orrori neonati, insomma!! Ok, nelle prossime risposte cercherò di essere più sintetico, ma quanno ce vo' cce vo'!

Arriviamo quindi a questo tuo lavoro. Leggo che ti sono occorsi ben 8 anni per realizzarlo; inoltre non ne  hai soltanto curato la scrittura e l’editing, ma anche le illustrazioni. A questo punto ti chiedo: com’è nato questo libro e come si struttura?
Genesi della storia: Non ho la MINIMA idea di come siano nati i personaggi principali, soprattutto la protagonista femminile: Melita (beh in realtà più che una mezza idea su di lei ce l'ho... ma lasciamo perdere!). O meglio: non ho idea di come abbiano fatto a fare quello che hanno fatto, a dare vita alla storia, a muoversi così nel loro mondo, mentre il mondo stesso si strutturava intorno ai loro dialoghi, tra freddure e battute acide, come è proprio di due vecchi innamorati... fai conto che sono stato usato da questi due personaggi, che hanno praticamente preteso che li raccontassi! E la parola "racconto" non è scelta a caso: il romanzo nasce come un racconto breve di 20 pagine... e poi, chissà come, si è sviluppato fino a raggiungerne 288!! E anche qui tralascio di aggiungere altro, perché le pagine totali potrebbero essere moooooooolto più di 288... stay tuned ;) Il protagonista maschile, Davide, è un regista di b-movie horror, e in sostanza si trova a rivivere tutte le sue ossessioni, a cui ha dato corpo nei suoi film, nella vita reale... trascinandovi anche la "povera" e "innocente" (!) Melita, che dal canto suo voleva solo essere ricca e fare la modella. In fondo sono un sanguinario ed efferato romantico, e la storia d'amore (forse?) di Melita e Davide è la vera matrice strutturante della narrazione, dell'intero romanzo.
Nascita della struttura: è presto detto. Quando entro in libreria e prendo in mano un qualsiasi romanzo, lo sfoglio, ne leggo qualche riga e mi dico (nel 99% dei casi): "Mah... cos'ha di diverso da tutti gli altri? Perché dovrei leggere proprio questo?". Bene: volevo che il mio romanzo fosse DIVERSO e avesse quel PERCHÉ, fin dal primo sguardo superficiale. La superficie, come affermano Bret Ellis nei suoi romanzi (indirettamente) e la critica Rosalind Krauss nei suoi saggi sull'arte (direttamente) è tutto, LA SUPERFICIE È LA PROFONDITÀ. Da qui l'idea di inserire le immagini in TI PIACCIONO I FILM HORROR?, ma anche le note a piè di pagina, e il ricorso a font e dimensioni di carattere differenti, e a diversi tipi di giustificazione del testo. Il mio romanzo doveva essere visto e guardato, prima che letto. So che quel che ho detto sembra un abominio, ma pensaci bene: cos'è la prima cosa che fai quando prendi in mano un nuovo libro? Guardi cosa ne dicono i giornali (le solite frasi elogiative riportate sul retro o sulla copertina) o chi è l'autore: non è meglio allora che siano i PROPRI OCCHI a decidere se un libro è interessante, piuttosto che la voce lontana di qualcun altro?
Inoltre: TI PIACCIONO I FILM HORROR? è un a-book. E' un'espressione di mio conio che significa augmented-book: un romanzo cartaceo aumentato, accresciuto. A pensarci bene, questo è il primo a-book che sia mai stato scritto! Come funziona per l'augmented reality, l'a-book mostra un ambiente letterario, un mondo i cui elementi vengono AUMENTATI da stimoli sensoriali generati tramite altri media: canzoni, video, immagini, internet. Un giorno ho pensato: "Voglio che la gente che legge il mio libro capisca di cosa sto parlando, quando cito una battuta di QUEL PARTICOLARE FILM!". E allora... perché non mettere quel film DENTRO al romanzo?? E questo è quello che ho fatto. Ho inserito estratti di film e canzoni tra le righe della mia storia. Il mio scopo: modificare la realtà letteraria con le possibilità offerte dall'interazione fra media diversi, l'immaginazione musicale e cinematografica. Mostrare il mondo di echi, visioni, letture, ascolti, che spesso sta dietro e getta ombre su quello che scrivo. Non si tratta quindi di una semplice verniciatura, una mano di smalto data a un romanzo normale; Ti piacciono i film horror? è un romanzo nato già aumentato, da tutto il video e l'audio che ci stanno dietro, sotto... dovunque. La scrittura di un episodio, di un personaggio, era già scrivere qualcosa d'altro, in più, parlare a un modello, spesso, o immaginare una colonna sonora che le orecchie fisiche non potevano sentire. Le indicazioni per aumentare il testo sono contenute nelle note a piè di pagina: al lettore sarà sufficiente digitare su un motore di ricerca le parole indicate dall'autore dopo la dicitura "ricerca>",per espandere i contenuti del libro, tramite percorsi di lettura affini. IMPORTANTE: LE NOTE SERVONO PER ESPANDERE IL SIGNIFICATO DEL LIBRO, E QUESTO NON È CERTO UN OBBLIGO, MA UNA SEMPLICE POSSIBILITÀ DI LETTURA IN PIÙ CHE SI OFFRE AL LETTORE.
L'editing: sono un maniaco della morfonsintassi. Le riletture e le correzioni sono state infinite. In 8 anni un uomo e il suo romanzo cambiano: molte forme si perdono, diventano obsolete al nostro stesso orecchio; molti contenuti decadono e altri si aggiungono. La storia aveva un disegno, un percorso già di per sé franto e divagante, che con il passare degli anni tendeva sempre più a diramarsi, perdersi... non è stato facile tenere tutto insieme e arrivare a un punto. Se poi ci sono arrivato...

Quali e quanti sono i film horror di cui ci parli? Si tratta di pellicole legate a una particolare epoca, area geografica o alle tue preferenze?
Cara Roberta, sono infiniti. Se dovessi fare l'elenco di tutti gli horror che ho citato e parzialmente ricreato nel mio romanzo, staremmo qui fino a che Skynet non avrà lanciato i suoi missili atomici e sterminato quasi per intero il genere umano! O, più alla Ivan Drago: "Fino alla fine!". (E non ho fatto riferimento solo a film dell'orrore: sono frequentissimi i Simpson, gli adventure come I Goonies, i film action con Schwarzenegger e Sylvester Leone, persino telefilm come Beverly Hills 90210 e La vita secondo Jim...) Le scelte si focalizzano comunque sui due periodi seminali dell'horror: gli anni '70 e gli '80. La provenienza è soprattutto americana. Ma iniziò tutto così:
Un grigio e nuvoloso pomeriggio tardi scendo da basso, abitavamo da mia nonna a Caronno, e mio cugino Davide mi fa vedere quella maledetta rivista con quelle foto raccapriccianti, spaventose, abominevoli: un'immensa faccia verde scarnificata che inghiotte una ragazza in vestaglia, partendo dalle gambe; un individuo scheletrico che emerge con le braccia dal televisore nero; una mano con coltelli al posto delle dita. Artigli. Era Freddy Krueger. La rivista pubblicizzava il nuovo film di Nightmare, nelle sale in quei giorni (faticoso ricostruire ora l'anno preciso e il film... però la scena della tv e quella dell'inghiottimento a letto vengono da Nigtmare 3 - I guerrieri del sogno, quindi doveva essere il 1987... ma fingiamo di esserci spostati avanti di un anno: siamo nel terribile 1988: ricerca > Nightmare 4 Il non risveglio. Oh, ma la scena in cui Debbie si trasforma in scarafaggio?? Raccapricciante e da brivido Mattel, ancora oggi!!) Io avevo circa 7 anni. La mia paura è iniziata lì. Il buio si riempì davvero di minacce; gli incubi la notte si fecero più frequenti. Ero spesso terrorizzato... Il fatto che nel numero 34 di Dilan D., Mana Cerace, l'uomo del buio, avesse praticamente la stessa faccia e forma di cranio di Freddy non mi ha aiutato... o forse mi ha aiutato a scendere ancor più in profondità nell'orrore che solo un bambino può vivere così intensamente. È stato un bene spaventarmi così? O era solo il male (caro e vecchio)? Beh, se oggi sono qui a parlare finalmente del MIO libro, deve essere stato un bene. Se ho capito così presto che il male si annida, tenebroso e ovunque, persino nei paesini di provincia, credo sia stato un bene, almeno gnoseologico (me la cavo col frasario ciancicato, va'!). La frequenza con cui ho disegnato la mano artigliata di Freddy nel mio libro parla da sé... poi arriva NON APRITE QUELLA PORTA, cara Roby. Nessun film ha tanto influenzato la mia vita (non solo il mio immaginario!) come questo. Il primo insuperato Texas Chainsaw Massacre di Tobe Hooper, 1974. Diciamo che in cospicue parti del mio romanzo mi sono confrontato con questo modello. Diciamo che, quando mi chiedono "qual è il tuo film preferito?", questo è il primo che mi viene in mente (subito seguito da Conan il barbaro, 1982,  e Terminator, 1984, neh!:)  Perché? Perché c'è il deserto. Umani incoscienti nel deserto. E una famiglia di mostri nel deserto e fra le praterie. Perché il MOSTRO principale è una delle più disturbanti maschere che siano mai apparse al cinema. Perché ha una maschera, una faccia fatta di altre facce. Date un occhio al capitolo di TI PIACCIONO I FILM HORROR? in cui parlo della "festa anni '80", giusto per capire cosa intendo. In Non aprite c'è un gruppo di giovani frivoli e solari, in piena rivoluzione sessuale, e c'è un altro gruppo di individui mostruosi che hanno PAURA del sesso, che lo demonizzano e lo uccidono, sostituendovi l'orrore. Non è un perfetto, metaforico discrimine adattabile a molti contesti umani, anche al di fuori del regno dell'immaginario? Ma perché mi piace tanto Non aprite quella porta? Sai, Roberta, che non me lo ero mai chiesto a livello conscio?? (E per  questa possibilità di chiarimento ti ringrazio molto!)... forse perché io sono il giovane (più o meno...) invasato di sesso, e sono anche il mostro che ha paura dell'amore... che l'amore sia quello giusto, che sia qualcosa di più del "basta che funzioni" woodyalleniano. E quindi, da sempre partecipo a questa gita in pulmino per il Texas, nei panni del festaiolo frivolo e in quelli del mostro oscuro, che un po' ride e un po' s'adombra, a volte al volante, a volte abbandonato sul sedile posteriore. Concludendo: Tobe Hooper è il mio regista preferito. Nel romanzo parlo anche (o meglio: i protagonisti parlano anche, vivono anche) di altri suoi capolavori come The fun house (Il tunnel dell'orrore) e Le notti di Salem (versione estesa, miniserie). (Altre citazioni formative per il libro: Solaris di David Lynch, Inland Empire di Quentin Tarantino, Kill Bill e Pulp Fiction di Tarkovskij. Ho mischiato a caso nomi di film e rispettivi registi, giusto per divertirmi :)

Un libro diverso... scoprite perché!
Quali film e/o registi reputi al top del genere, quali invece ritieni scadenti e/o sottovalutati e per quale ragione?
Di Tobe Hooper ho già parlato al punto 3. Ma perché non continuare qui? Credo abbia un grandissimo gusto per la scenografia, le location e il make-up (merito anche dei suoi collaboratori eccezionali, ma credo che il genio sovrastante che dà l'armonia sia comunque il suo); persino in uno dei suoi film "minori" come Il custode, la tana del mostro è qualcosa di scenograficamente fenomenale per la cura dei dettagli ossificati appesi; e in uno dei suoi titoli di cui non parla mai nessuno, Toolbox Murders (La casa dei massacri) (che fra l'altro regalai in dvd a una vecchia amica, la scrittrice Barbarella Baraldi, che mi aveva detto di averlo messo sulla sua mensola di casa come una reliquia... chissà se conserva ancora un posto d'onore su quella mensola, fra la sua collezione di sogni infranti e bambole di cristallo? ;) ), lo spazio la fa da padrone. Uno spazio mostruoso che permea e struttura le mura e le fondamenta dell'edificio dove abitano, loro malgrado, i protagonisti. Quindi vincono i registi che riescono a usare con funzione orrifica TUTTI gli elementi di un film: non solo effetti speciali e sceneggiatura. Fate sussurrare le cose mute...
Per questo Wes Craven, che ha il merito immenso di aver creato Freddy, in quanto a regia non mi fa impazzire (e non ho mai amato il suo Scream): si basa troppo sui tempi della tensione, su una sceneggiatura volta a far sobbalzare lo spettatore... ma che alla lunga tende a invecchiare con i suoi spettatori, che hanno smesso di spaventarsi.
Forse una delle migliori regie horror di sempre (e ne sa qualcosa Tiziano Sclavi, che da questo film credo abbia tratto un buon 90% dell'ispirazione che l'ha portato a creare Dilan D. come indagatore ironico dell'orrore, oltre che a collocare il suo studio in una strada di Londra... NON a Craven Road 7. Ci sono stato, fatte le mie indagini, e trovata LA REALE UBICAZIONE DELLO STUDIO-DIMORA DI DILAN D. Ne riparleremo in altra sede...) è la regia di John Landis per il suo Un lupo mannaro americano a Londra: da vedere e rivedere!! Scene che ti ribaltano dallo spavento, orrore sostenuto dal controcanto ironico, un mostro di cui mi sembra ancora di vedere il sangue sulla pellaccia glabra mentre si trasforma, diventando pelosa davanti ai miei occhi... e una Londra da accapponamento totale.
Poi c'è Sam Raimi ovviamente: la serie completa di Evil Dead (La Casa). Lui è così dinamico, veloce e pieno di trovate grottesche! E credo sia uno degli sguardi registici più forti e riconoscibili di tutto il genere: quando la mdp corre ruggendo nei boschi intorno alla casa di Ash, su quel carrello mobile che Raimi ha inventato insieme/per (non ricordo mai...) ai fratelli Cohen... sai che è e non può essere altri che Raimi. TI STA ARRIVANDO ADDOSSO!! GRIDA & SCAPPA!! O meglio, la cosa pazzesca è che il Male dei boschi ha un punto di vista sulla storia che coincide con una soggettiva dello spettatore... (basta, sto nerdizzando troppo).
Di George Romero parlo dopo. Sicuramente ne ho dimenticati di fondamentali, ma...
Il migliore di tutti resta comunque il regista Davide Franco: grazie al suo capolavoro The Dead Walk!, senz'altro: parabola western-zombie sulla superiorità dello spazio fisico rispetto al tempo umano, che ha ridefinito e ampliato i confini dell'horror; il suo VampEros 3 (occhio: da vedere di nascosto dalle proprie mogli/compagne!) è una analisi feroce del genere erotico-porno... penso di non aver mai visto dei corpi umani (e di femminei vampiri) muoversi secondo coreografie tanto bizzarre come quelle che si vedono in questo film! Infine c'è il suo THE COUNTESS, in arrivo: rilettura del mito di Dracula... con una contessa tettona che passa il tempo a farsi selfie con l'iphone, tra una succhiata e l'altra. Nei film di questo genio, l'elemento femminile si fa porta dimensionale per l'orrore, sempre...
Senza Franco, cosa sarebbe stato il mio romanzo??

Dal tuo punto di vista, esiste un “vademecum” del film horror perfetto? Se sì quale e perché? Se non esiste, per quale ragione?
Credo che il vade mecum di cui parli abbia un lucchetto e una chiave: l'horror perfetto (film ma anche romanzo) deve mostrare un quadro di superficie, un contesto umano frivolo nel suo quotidiano. E questo è il lucchetto. Penso ai ragazzi hippie che, in Non aprite quella porta, vanno a fare una gita in pulmino Volkswagen, ridendo e scherzando sguaiatamente, e si perdono nel Texas più oscuro e solare; oppure alla sonnolenta e ripetitiva vita della cittadina di provincia in Nightmare - Dal profondo della Notte (A nightmare on Elm Street, di Wes Craven, 1984. Noterai che in questa intervista ricorrono ripetizioni quasi meccaniche, seppur variate: è il mio metodo romanzesco, Roberta... e devo dire grazie a Omero e allo zio Bull Lee per questo (William Burroughs, nda)), con i suoi bolsi liceali (c'è pure un giovanissimo Johnny Depp che finisce davvero MOLTO male!) che iniziano a fare sogni inquietanti... o ancora, nel romanzo Glamorama di Bret Easton Ellis, la vita vacua e tutta superficiale, scintillante, dei modelli losangelini (ma anche newyorkesi, parigini, milanesi), la loro ricca routine che viene percorsa da segnali inquietanti: gelo improvviso nelle stanze, mosche svolazzanti, odore di escrementi subentrante... e poi arriva la chiave: IL MOSTRO. Non c'è grande horror senza un grande mostro. Leatherface, Freddy Krueger, gli psycho di Ellis, la Cosa di Carpenter, il "puro", marcescente Evil della Casa di Sam Raimi (Evil Dead, 1981), l'Orrore di Dunwich di Lovecraft: il gigantesco figlio di Yog-Sothoth (non leggete questo nome ad alta voce; soprattutto: NON ripetetelo!). E poi quel mostro visto su una videocassetta negli anni '80 e mai più ritrovato: grosso e con una faccia bianca, il corpo nero e inafferrabile, simile allo sfarfallio di un proiettore, e capace di spostarsi insieme alla corrente... terrore infantile supremo! Ma cos'era? In quale film?? Qualcuno può aiutarmi a ritrovarlo?? Garantisco gratitudine eterna e rediviva, nel caso.
Il mostro arriva e apre il lucchetto: buca la superficie con i suoi artigli, la lacera, dà una profondità terrificante alla vuotezza superficiale del contesto iniziale. I personaggi urlano di terrore perché finalmente hanno scoperto di ESSERE VIVI, e che possono morire...
Questo è horror. Per il resto, bisogna prendere esempio da Quentin Tarantino (altro pilastro fondante della mia narrativa, della mia vita): la morte arriva all'improvviso, con quella che Maccio Capatonda definirebbe "una bbòtta": non ti dà il tempo di prepararti. Penso che l'horror, oggi, se vuole ancora spaventare e far saltare sulle poltrone (ma ripeto: esistono spaventi più profondi e radicati) debba scendere a patti con il pulp tarantiniano. E sono dei bei patti! AVA, una sigla che sta per: Azione, Violenza, Adrenalina (dopo questa posso andare a nascondermi)!!
Infine, se vuoi un'immagine riassuntiva di quello che per me significa "orrore", guarda la meravigliosa locandina del film Nightmare 2 - La rivincita: ricerca > nightmare 2 movie poster.

Parliamo delle illustrazioni: sono ben 43 immagini realizzate da te… ispirate a cosa e con quale stile?
Ispirate ai film che mi hanno ispirato, ma anche a personaggi della televisione (quando ancora ce l'avevo: oggi ne sono felicemente privo, che significa essere privi di tutte le paure preformattate che ci passa il tg). Chiarisco per sincerità: bonazze della televisione. Alcuni attori cinematografici si sono fusi per sempre con certi personaggi, sono rimasti scolpiti in quelle forme nella mia mente, e ho cercato spesso, pur con le mie limitate capacità figurative (purtroppo non ho avuto il tempo per un percorso di studi strutturato anche nel campo dell'arte, e a parte una certa conoscenza teorica fatta di esami, studi di saggi, studi dal vivo di infinite mostre e musei in tutta Europa... e diciamolo, quanno ce vo'... Louvre, d'Orsay, le principali gallerie di Berlino e Vienna, la Tate Modern di Londra e pure il nostro Museo del '900 e la Casa Boschi Di Stefano, più volte, visti e amati tutti; a parte questo sono un autodidatta totale) di rifonderli su carta. O almeno, adesso sono finalmente di carta! Io ho visto nascere i miei disegni in digitale: ho disegnato a mano tutte le mie illustrazioni direttamente su fogli bianchi del basico software Paint! E non ti dico che fatica facevo all'inizio per mantenere il tratto (non uso nemmeno il mouse ma il pad touch del pc)... in compenso, riempire intere porzioni di colore nero o bianco è facilissimo, comodissimo, divertentissimo!! (Esempio pratico: mmh, chiudiamole la linea della gamba e proviamo a farle la gamba tutta nera... clic... e nero fu! Mmh... mah, forse era meglio bianca... annulla modifica... bianco era, ed è.)
Lo stile, a parte un realismo più sentito in certi ritratti (o almeno a me sembrano realistici), è fumettistico. Ma un fumettistico statico, direi: personaggi bloccati in pose, in fotogrammi. Roberta, è una trama visiva che accompagna, riprende e si intreccia diabolicamente a quella della parola narrativa stampata. Povero Buzzati, quando gli dicevano che i suoi non erano quadri ma letteratura! L'arte è sempre letteratura, perché la letteratura è FORMA. Guarda la foresta di Pollock: come puoi non vederci, dietro e dentro e anche sopra, una grandiosa storia, una maestosa e stratificata narrazione, una danza che racconta?? Come puoi non vederci la sua pelata, di lui Jackson, e pure la pelata di Ed Harris, quando l'ha magnificamente interpretato nel suo film Pollock?? Ecco, è così che funziona per me, Roberta: un'immagine ne richiama un'altra che è fatta di un film che è fatto di un romanzo che ha raccontato una vita che era riassunta in un'immagine. E sa Dio quanto tutto questo piacerebbe a Jung... (parlo di Michael Fassbender in A Dangerous Method, ovviamente, simulacro del Gustav storico, reale) tutto qui è SIMULACRO DI SIMULACRI.

Quando si parla di horror (che siano film o libri) i pregiudizi spesso abbondano. Secondo te, che cosa rappresenta l’horror e che ruolo ha nella creatività e/o nella vita delle persone?
Ho già detto molto nelle precedenti risposte, ma posso sicuramente aggiungere (a vostro discapito... ma tanto ormai la sintesi è una chimera completamente sfuggita a questa intervista): l'horror è una forma mediatica, un genere di rappresentazione tra i più geniali e produttivi che l'essere umano abbia creato. Persone che hanno paura e vedono le proprie paure realizzate. Cosa c'è di più diretto, semplice, spaventosamente fantastico e reale al tempo stesso? L'horror è una meditazione sul significato stesso di realismo, sulla percezione del realismo: l'orrore scatta, comincia nel momento esatto (Dino Buzzati direbbe "in quel preciso momento") in cui il protagonista guarda il mostro o il serial killer in piedi nella sua camera da letto e capisce che NON È UN SOGNO, CHE IL MOSTRO È VERAMENTE LÌ. Da questa percezione di verità, di realtà, parte tutto. Questo genere ci riporta nella foresta primordiale in cui eravamo scimmie: NEL BUIO ALL'IMPROVVISO UN TUONO SQUARCIA IL CIELO AAAAAAAAARGH! SQUAAAAARCH (è un tuono-lampo sceneggiato da Chiaverotti ;) )!! E noi scimmie saltiamo urlando di paura, perché non solo non avevamo mai visto la realtà lucente del terrificante tuono, ma scopriamo che l'albero che si ergeva davanti a noi è stato SPIEZZATO IN DUE (e non da Ivan Drago): provati un po' a rimetterlo insieme adesso, a tornare alla tranquillità di prima! Dopo l'orrore non c'è ritorno...
Quanto al ruolo che l'horror ha nella creatività e nella vita di noi tutti; esempio pratico: ho un sogno e progetto il modo di realizzarlo. Il mio progetto forma uno spazio con delle strade principali che io devo percorrere per realizzarlo. Purtroppo però... tra le strade principali ci sono vicoli bui, dove nessuno mette mai piede, chissà perché... purtroppo qualche volta l'arteria principale del mio progetto non scorre, e allora sono OBBLIGATO a fare una svolta (Wrong Turn) e a imboccare uno di quei vicoli... immaginate un po' cosa ci sarà ad attendermi in una di quelle stradine buie e silenziose, con l'eco dei rumori della via principale che si perde alle mie spalle, quasi fosse lontano chilometri e chilometri... miglia e miglia... e in quei vicoletti prima o poi ci finiamo tutti (è il momento di fare segni scaramantici: io li ho appena fatti). Immaginiamo quindi l'horror come un allenamento (The Cruel Tutelage of Pai Mei) per uscirne, da quei vicoli maledetti.

Una delle 43 immagini contenute
nel libro
Che cosa significa per te avere realizzato e dato alle stampe questo libro?
Significa non aver buttato nel gabinetto gli ultimi 8 anni della mia vita!! Scherzi a parte: è un traguardo che mi riempie di gioia ogni giorno. Quando prendo in mano la mia copia sento che il romanzo è finalmente diventato UN OGGETTO, ha un suo posto fisico nel mondo, è vero!! Non è più solo un file (lungo quanto vuoi) su un pc, ma è un'entità! Questo per me significa realizzare i propri sogni. Ma mi lascia anche con tanta paura: ora c'è da promuoverlo, da far sì che venga letto (e possibilmente apprezzato?), devo sbattermi di brutto per venderlo e per ricavarci qualcosa anche dal punto di vista economico: è un lavoro fantastico, ma è sempre un lavoro! Quindi, di nuovo, di fianco al mio letto (che per fortuna non è più il lettino a una piazza della vecchia mansarda, ma è diventato un bel lettone matrimoniale, e di notte non sono il solo ad occuparlo... :) si spalanca di nuovo un abisso. Un nuovo abisso... questo è pubblicare.

Daniele, hai qualche progetto nel cassetto? Qualcosa che vorresti scrivere? Qualche anticipazione?
Sììììììììììììììììì!! Come mi disse una volta il vecchio cantante dei Fiori di Sanghue, Andrea Bellow: "Dani hai tante di quelle idee che potresti riempirci un intero mondo parallelo!" e fu uno dei complimenti più belli che mi abbiano mai fatto. Appunto, ho un progetto che sta ormai uscendo dal cassetto: distribuire e mettere in vendita il nuovo album della band in cui suono, i FIORI DI SANGHUE: l'album si chiama "Dracula's Mirror" ed è un concept su nuove avventure del Conte in America. Eccone un'anticipazione:
https://www.youtube.com/watch?v=Oodl59HjA_c
ricerca > dracula is the word fiori di sanghue daniele corradi.
Sono, in effetti, anche musicista (cantante e chitarrista) fin dal lontano 1997, e suono coi Fiori di Sanghue dal 1999: anche qui diciamo che la gestazione è stata un po' lunga! :) Il genere che facciamo, stoner-dark blues-psychedelic metal, figura bene nella colonna sonora di TI PIACCIONO I FILM HORROR?... e ormai avrai capito, Roberta, che io mi muovo sempre su più piani di comunicazione, letteratura, cinema, musica... per cercare di dare una forma quanto più concreta a quel mondo fantastico che ho in testa, nell'animo, nelle mani.
Progetto futuro stilistico: sicuramente devo prendere a modello Thomas Harris e il suo epocale romanzo Hannibal. Dio mio, ho letto le prime 20 pagine come fossero 2, tanto scorrevano e trascinavano; inoltre erano visive in un modo inimmaginabile, anzi immaginabilissimo: praticamente ho visto un intero film scorrere davanti ai miei occhi mentre leggevo!! (E mi sto preservando dalla visione del film "reale" con Hopkins e Giannini per non rovinarmi sorprese visive che voglio prima creare io, con il mio occhio di lettore.)
Vogliamo infine parlare di TI PIACCIONO I FILM HORROR 2? Cara Roberta, forse è meglio se non ne parliamo... ;)

Dove possiamo trovare il libro?
Su tutti i principali store online: amazon, ibs, feltrinelli, mondadori store et c., nonché ovviamente sul sito dell'editore youcanprint.

Eccovi i link principali:

amazon
http://www.amazon.it/Ti-piacciono-i-film-horror/dp/8891176001/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1430067071&sr=8-1&keywords=daniele+corradi

ibs
http://www.ibs.it/code/9788891176004/corradi-daniele/piacciono-film-horror?.html


feltrinelli
http://www.lafeltrinelli.it/libri/corradi-daniele/ti-piacciono-i-film-horror/9788891176004


mondadori store
http://www.mondadoristore.it/Ti-piacciono-i-film-horror-Daniele-Corradi/eai978889117600/

Per chi ordina alla vecchia maniera, è sufficiente andare alla vostra libreria di fiducia e ordinarne una copia: arrivo garantito in 7 giorni lavorativi (sperimentato io stesso: pervenuto in tempi quasi da record!).

Una parola per il mio editore youcanprint
: Alessandro e gli altri formano uno staff fantastico, che mi ha seguito dall'inizio e in tutte le fasi della pubblicazione, rispondendo spesso in tempo reale a tutte le mie domande, e a tutte le mie (vi assicuro NUMEROSE e puntigliose) richieste. Sono dei grandi!
Andateli a trovare  a questo indirizzo:
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/ti-piacciono-i-film-horror.html


Al termine dell'intervista, vuoi aggiungere qualcosa?
Sì: un sanguinoso ringraziamento a te, Roberta, che con questa superintervista mi hai dato la possibilità non solo di presentarmi ai tuoi lettori, ma anche di conoscere meglio me stesso, di analizzare per iscritto tematiche e scelte che non avevo mai pensato di analizzare. Ne è uscito un testo in cui mi sembra, davvero, di vedermi rispecchiato (egoismo, egocentrismo? Eeh, non si può essere perfetti).
E soprattutto grazie a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere TUTTA questa MASTODONtica intervista!! Credo si possano contare sulle dita della mano del dottor Hannibal Lecter: quindi non saranno 5 ma 6!! :)  Aneddoto finale su George Romero (breve, giuro): tempo fa il buon padre putativo (? meglio sputasangue) di tutti noi zombi venne a Milano, allo spazio Oberdan, per un incontro con il pubblico. Alla fine si alza seguito dallo staff (lui un vecchietto altissimo, con lunga coda di capelli bianchi, molto simpatico e burbero allo stesso tempo) e io penso: "Mmh, con tutti i giornalisti e i nerd che ora gli salteranno addosso per sbranarlo, o mi metto in pole position subito o l'autografo me lo scordo!" e quindi, anziché seguirlo come fanno tutti (appecoroniiii!) lo anticipo nella sala attigua, al tavolo dove si metterà brevemente a sedere (forse). Uuuh eccolo che arriva! "Hi Mr. Romero! Thank you for all your work!" e gli do la mano. Lui, gentile e sbrigativo, ricambia la stretta e mi scrive, sul foglio del quadernetto scrauso che avevo, una frase d'augurio indimenticabile. Subito dopo uno dello staff (i giornalisti aspettano tutti in coda dietro una transenna... ops, non me l'avevano detto che c'era la transenna :) quello dello staff dice: "Mi spiace per tutti i signori giornalisti e i fan, ma Mr. Romero deve andare perché abbiamo già fatto tardi con la proiezione e le domande". Al che si alza un BOATO di NOOOOO alquanto disapprovanti e vagamente lincianti, ma tutti vengono liquidati seduta stante, senza autografi né controinterviste per fanzine e fanzinette varie. Ora, immaginate la mia crudelissima soddisfazione nell'essere stato uno dei pochi a riportare un ricordo cartaceo, tangibile e personalizzato di Mr. Romero (Dawn of the Dead - Zombi, 1978: capolavoro assoluto e disturbante. Se volete un horror che faccia paura davvero, oltre a disgustarvi e rimescolarvi per bene le budella, è QUESTO, ragazzi): quel fantastico augurio in horror... quella frase così semplice ma tanto efficace che mi scrisse sul quadernetto... . Beh, è la stessa frase, lo stesso augurio con cui vorrei salutarvi ora: "Stay scared!" Daniele Corradi.


Scheda tecnica del libro

Ti piacciono i film horror?

di Daniele Corradi
Editore: youcanprint
Pagine: 288

ISBN: 9788891176004
Prezzo: 18,50 €
Link youcanprint: http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/ti-piacciono-i-film-horror.html

1 commento:

  1. Qui potete leggere un'anteprima del romanzo, con link horror e altri contenuti:
    http://tipiaccionoifilmhorror.blogspot.it/2013/10/a-nightmare-in-funhouse-book.html

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