domenica 12 aprile 2015

Vuoto di memoria - #iRaccontidiFiorella

di Fiorella Carcereri

Sabato scorso mi ero appena messa in coda alle casse dell’Ikea. Nella fila accanto c’era un tizio che mi fissava insistentemente, tanto da mettermi in imbarazzo.
A un certo punto, mio marito mi ha chiamato per nome a voce alta per dirmi non ricordo che cosa.

In quel preciso istante, lo sconosciuto mi ha sorriso e ha esclamato:
“Volevo ben dire! Federica, quanto tempo! Ti ricordi? Sono Paolo, ero alle elementari con te…”
“Certo, certo… come stai? Abiti da queste parti?” gli ho risposto poco convinta, dicendogli la prima banalità che mi è venuta in mente.
E poi via con la classica serie di narrazioni mirate da una parte e di risposte vaghe e monosillabiche dall’altra.

Mentre il logorroico Paolo mi raccontava con dovizia di dettagli che il suo negozio aveva registrato negli ultimi tempi una diminuzione del giro d’affari del sessanta per cento per effetto della crisi, mi descriveva nei minimi particolari il terribile travaglio della moglie in occasione del suo secondo parto e riteneva opportuno mettermi al corrente che sua madre era morta appena sei mesi prima, io stavo ancora disperatamente cercando di capire chi cavolo fosse costui.

Quando è arrivato il nostro turno alle casse Paolo mi ha baciata sulla guancia e mi ha detto, battendomi una mano sulla spalla:
“Mi raccomando Federica, non facciamo passare altri quarant’anni! Se vuoi che ci troviamo per una pizza od un caffè, chiamami pure in negozio o a casa, non farti riguardo!”.

Appena congedata mio marito mi ha chiesto con tono indagatore:
“Ma si può sapere chi è costui?”
“Non ne ho la più pallida idea!" è stata la mia sconsolata risposta.
“Alle elementari ho conosciuto come minimo dieci bambini di nome Paolo…Sai che delusione per lui se gli avessi confessato di non averlo riconosciuto e di non avere la minima idea di chi fosse? Quasi sicuramente, la Federica che pensa di aver trovato non sono io. Ma perché togliergli la soddisfazione di crederlo?”
Convinta di aver archiviato la cosa, mi sono avviata tranquillamente verso il parcheggio e, mentre stavo caricando nel bagagliaio borse e pacchetti, ho avuto un flash, un’illuminazione….”Vuoi vedere….no, non può essere…”

Per tutto il giorno successivo mi sono tormentata cercando di ricordare se veramente quel Paolo fosse stato un mio compagno di scuola…. Effettivamente, c’era stato, in terza elementare, un Paolo che si era perdutamente innamorato di me, ma si era trattato di un amore unilaterale perché io lo trovavo mortalmente antipatico.
Comunque, per fugare ogni dubbio, ho chiesto a mia madre di aiutarmi a scavare nel mio passato e ho avuto la tanto temuta conferma. “Ma sì dai, Paolo Buzzi, quello della merceria…Sua moglie era in maternità con tua sorella tre anni fa, poverina quanto ha sofferto…e poi ho sentito dire che gli è da poco morta la madre…”
Improvvisamente, tutto mi è risultato chiaro. Anche se l’unico ricordo vivo che trattengo di lui risale al giorno in cui qualcuno, di nascosto, mi versò una quantità impressionante di fango nella cartella e poi scoprii che era stata una vendetta di Paolo, piccolo spasimante respinto.


Inedito, 2012

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"Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, capo iv, sezione ii, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore. La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge".


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