domenica 31 maggio 2015

"Dove scorre il male": tra passato e presente, Fabio Mundadori è autore di un giallo avvincente, dalle tinte notturne

di Roberta De Tomi

"La realtà non esiste. Esistono diverse percezioni di uno stesso evento." La molteplicità dei punti di vista e la moltiplicazione degli eventi, in bilico tra il presente e il passato, caratterizzano Dove scorre il male (Damster Edizioni), romanzo in cui Fabio Mundadori dimostra di trovare una propria dimensione nel Giallo. Il libro rappresenta la conferma di un autore capace di gestire una materia narrativa disseminata di eventi e di indizi, sorretta da un buon ritmo; un ritmo che non ha la frenesia, a tratti eccessiva, di certi thriller a stelle e strisce, ma che mette il lettore a proprio agio. Inoltre, il romanzo di Mundadori apre ampi spiragli sull'attualità, ma anche sulle origini del male, senza però perdersi in facili sofismi; al contrario, a lettura terminata, nella testa aleggiano molti interrogativi, lasciando una forte traccia. E così l'autore fa centro. Vediamo come.


Un romanzo che nasce da un forte impegno: in Dove scorre il male, Fabio Mundadori intesse un trama intricata, ma mai farraginosa o artificiosa. La complessità del romanzo dipende dalla molteplicità di eventi che qui si intrecciano, insieme ai punti di vista e ai personaggi che prendono vita attraverso dialoghi strutturati in maniera ineccepibile. E qua, entra in ballo la regia dell'autore, che si dimostra capace di gestire tutti gli elementi narrativi, che, mano a mano, che si procede nella lettura s'incastrano perfettamente.
Tutto ha inizio...

... con lo sprofondamento di un intero quartiere. Una voragine inghiotte palazzine e con esse vite umane, per un caso che resta sostanzialmente irrisolto, anche a distanza di dieci anni. Soltanto quando il Commissario Luca Sammarchi è chiamato a Roma per testimoniare all'udienza del relativo processo (chiamato "Processo Q24)", il caso si riapre prepotentemente, lasciando una lunga scia di sangue. Il comun denominatore per queste morti? Gli interessi economici da cui sgorga una cascata travolgente, come il Male che intesse trame fatali.

L'autore ci immette nel mood del romanzo fin dalle prime pagine, alternando eventi e personaggi del presente a quelli del passato. Lo fa evitando anticipazioni; al contrario, costruisce la tensione, pagina dopo pagina, dissemando indizi che si ricongiungono alle relative soluzioni, senza mai bruciare l'attesa. Porto l'esempio di Marco Martinez, personaggio che appare nel secondo capitolo del libro e di cui non si riesce neppure a intuire il ruolo che avrà nella vicenda. Tale ruolo verrà svelato successivamente, arrivando a convergere con il caso seguito da Sammarchi. Oppure, basti pensare al rapporto che si crea tra Mascotte e Alba Insegni, proiettato verso un finale sorprendente.

Un libro che somiglia a un puzzle: Fabio Mundadori già ci ha edotti a questo suo modus operandi. Il precedente romanzo, Occhi Viola (di cui troviamo un riferimento anche in Dove scorre il male), s'innesta sul racconto costruito sulla base di indizi, simili appunto ai pezzi di un puzzle che, gradualmente, trovano il loro collocamento. Se però il precedente lavoro presentava una maggiore ibridazione di generi (thriller, giallo, fantastico, gotico), in questo l'autore imbocca la strada della "stabilizzazione". Dove scorre il male si colloca perfettamente in seno al Giallo, riprendendone le regole e imbrigliando anche i concetti più irrazionali (ad esempio, quello del Male) nella logica che imbriglia ma non soffoca l'essenza dell'essere umano, spesso alle prese con il suo lato più oscuro.

L'autore "racconta" anche il Male, attraverso quei fatti di corruzione che ci riportano alla nostra attualità. Potrebbe essere anche un Male inteso in senso lovecraftiano, ma espresso in termini decisamente più concreti. Gli interessi economici e la smania di potere innescano un meccanismo distruttivo che annulla qualsiasi percezione della realtà (e parti della stessa realtà). L'interesse economico prende il sopravvento sfociando nella tendenza alla distruzione, come dimostra il caso di Belleri. Il potere diventa un esercizio in cui non si esprime solo un narcisismo esasperato dalla corsa al denaro; c'è la tendenza ad accentrare un potere che attrae anche "gli insospettabili". In tal caso il finale, è lampante, forse anche grottesto per il quadro che si compone. Ovviamente evito di spoilerare.

Rispetto ai personaggi, dall'intuitivo e al contempo logico Sammarchi (di cui si sottolinea anche le influenze astrologiche del segno del Capricorno), si arriva a quel Mascotte che "parla" in prima persona e a quell'Alba Insegni che ci sorprende con le sue gesta che tratteggiano un personaggio non proprio limpido, ma proprio per questo affascinante. Tutti i personaggi emergono, e non solo grazie all'ottima costruzione dei dialoghi; gli stessi eventi che li vede in azione, delineano temperamenti "a tutto tondo", sfaccettati e proprio per questo credili e dotati ciascuno di una precisa identità. Qualche tocco in più, l'autore l'avrebbe potuto mettere nel tratteggiare l'ambientazione, aggiungendo qualche dettaglio descrittivo, soprattutto nelle prime pagine. Ma sicuramente Fabio ricrea atmosfere notturne che ci avvolgono in una ragnatela i cui fili sono costituiti dalle domande che, al termine della lettura, ci restano, lasciandoci in sospeso, grazie a quel finale a sorpresa che lascia presagire che le avventure del Commissario Sammarchi non sono di certo concluse.   

Su tecnica e stile. Ho parlato di ottimi dialoghi: dalla loro costruzione discende, non solo la caratterizzazione dei personaggi, ma anche una strutturazione che ricalca quelle delle sceneggiature cinematografiche. Anche in questo caso, l'autore non si perde in sofismi, ma va dritto al sodo, restituendo dettagli preziosi e funzionali allo sviluppo della trama. Fabio non opta per il ritmo frenetico di un thriller americano, ma scivola agile e fluido, malgrado l'alternanza continua di eventi. Il libro si legge senza intoppi, in un crescendo capace di coinvolgere dal punto di vista emotivo, ma anche di incuriosire il lettore, stimolandone la logica. Il tutto, grazie alla padronanza della penna di un autore che rispetto a Occhi Viola (opera di cui si consiglia la lettura) confermandosi come talento nel genere.

Per concludere
Con Dove scorre il male, Fabio Mundadori si definisce nell'ambito del Giallo, realizzando un romanzo avvincente, disseminato di indizi che convergono nel finale, senza sbavature. La gestione di una materia corposa di situazioni e personaggi è ottima, complici dialoghi efficaci e un ritmo sostenuto, privo degli eccessi di stile "americano". E per il resto... si aspetta un nuovo capitolo che veda protagonista il Commissario Sammarchi!    

Fabio Mundadori nella foto di Cinzia Volpe
L'autore: Fabio Mundadori

Classe 1966, bolognese di nascita, attualmente vive a Latina dove si occupa di sicurezza informatica. Appassionato di Asimov, fin dalla più tenera età, scrive di giallo, thriller, fantascienza e horror, mostrando di amare la contaminazione tra generi. Esordisce con la raccolta antologica Io sono Dorian Dum; segue il thriller Occhi Viola. Dove scorre il male è il suo secondo romanzo.
Il suo sito è www.fabiomundadori.it. Lo trovate anche su Facebook.

   
Scheda tecnica del libro
Dove scorre il male
di Fabio Mundadori
Casa editrice: Damster Edizioni
Collana: ... il diavolo probabilmente...
Pagine: 340
Formati: E-book e cartaceo.
Prezzo cartaceo: € 15,00
ISBN: 9788868102098




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