sabato 2 maggio 2015

Luca Marrucci: con "Credo di averlo sconfitto" ci rende protagonisti del romanzo definito il "Trainspotting" italiano

di Roberta De Tomi

Alcuni lo hanno definito il Trainspotting italiano: Credo di averlo sconfitto (Leucotea Edizioni), romanzo d'esordio di Luca Marrucci, narra le vicende di un giovane avvinto tra le spire della dipendenza da un acido che lo porta a rivivere parte della sua vita. Malgrado le apparenti affinità, la materia è decisamente lontana da quella trattata da Replay (Rupe Mutevole Edizioni) di Manuela Costanzo, e nemmeno  si tratta di una vicenda singolare. Il protagonista del romanzo di Marrucci vive dentro e fuori di sé la condizione di disagio di chi è in cerca di un proprio posto nel mondo. In lui possiamo ritrovare la condizione di giovani sradicati o disadattati, protagonisti di tante "vite letterarie", ma anche della reale vita quotidiana in cui si intrecciano complesse dinamiche sociali. Lascio spazio a Luca, che ha accettato di raccontarsi in questa intervista molto interessante.  



Ciao Luca, benvenuto su Words! Prima di parlare del tuo romanzo, raccontaci qualcosa di te, della tua formazione, delle tue passioni, in particolare di quella per la scrittura (com'è nata e come si è evoluta nel tempo).
Ciao! Diciamo che l’incontro con la scrittura è stato abbastanza casuale. Ho sempre letto molta narrativa, forse per compensare i saggi e i manuali che dovevo affrontare e affronto tuttora all’università. Ho iniziato per caso, scrivendo qualche appunto su una moleskine, poi lentamente ho iniziato a scrivere con continuità, soprattutto la sera dopo cena. Non c’è stata una vera e propria idea iniziale di libro, ma si è evoluta nel tempo, tanto che dal momento dell’accordo con Leucotea Edizioni alla pubblicazione ufficiale del libro sono passati quasi otto mesi.

E arriviamo a Credo di averlo sconfitto. A cosa fa riferimento, il titolo?
Benché sia in prima persona e possa far pensare a un romanzo autobiografico, non è così. Il titolo è un invito al lettore a mettersi in gioco, ad affrontare se stesso. La prima persona serve proprio a spingerlo a immedesimarsi con il protagonista che non ha nome, proprio per lo stesso motivo. Ciascuno di noi è il protagonista.

Il disagio giovanile è al centro di questa tua opera. In cosa consiste questo disagio e quanto dipende dal contesto storico o sociale? Quanto invece dal temperamento del protagonista?
Non voglio cadere in facili populismi, ma è evidente che ci troviamo in un momento di difficoltà dal punto di vista delle interazioni sociali. In un mondo che va sempre più veloce ed è sempre più globale, stiamo perdendo contatto con la realtà dei rapporti umani. Nella vita sociale costruita su qualche social network cerchiamo sempre di mostrare come vorremmo apparire, ma nella realtà dei fatti spesso e volentieri non riusciamo a esprimerci come vorremmo. Nel romanzo si fa riferimento proprio a questo, all’incapacità del protagonista di instaurare relazioni, per lui è quasi una gara di sopravvivenza. Ciascuno di noi poi è più o meno portato alla socializzazione, ma questo non toglie che siamo animali sociali e socializzare è uno degli scopi della nostri esistenza. Il non riuscire è sicuramente uno dei principali problemi di un ragazzo adolescente del nuovo millennio.

A proposito del protagonista: chi è? Potrebbe essere visto come un “novello” Giovane Holden, un Werther ? Un disadattato o un giovane in cerca di una propria dimensione? O entrambi?
Direi che è una combinazione di entrambi. Come ho già detto, ho scelto di non dare nessun nome al protagonista proprio per cercare di generalizzarlo il più possibile, per aiutare il lettore a immedesimarsi con lui. L’adolescenza è una fase della vita in cui cerchiamo di capire chi siamo e dove vogliamo andare: si tratta solo di scegliere il tragitto più adatto a noi. A volte, come nel romanzo, però non è così semplice e incontriamo ostacoli e difficoltà lungo il nostro percorso.

Questo romanzo è stato definito il Trainspotting italiano. Il protagonista ha una dipendenza, ma oltre a questo, c'è un'effettiva convergenza con il mondo del romanzo di Welsh?
Fa sempre piacere quando ti paragonano a libri che sono pilastri della tua cultura letteraria. Nel romanzo non ci sono riferimenti espliciti all’opera di Welsh, ma piuttosto ho cercato di ricreare l’atmosfera dell’attesa. Aspettare che le cose ci colpiscano, belle o brutte che siano, stare a guardare il mondo girare e i treni passare insomma. La noia è sicuramente una tematica che ho voluto trattare nel mio lavoro, è d’altronde uno dei problemi sociali più importante dei giovani moderni.

Parlando di giovani: quali elementi del mondo giovanile rientrano nella narrazione? (Musica, arte, film etc...)
Le influenze sono le più disparate. Sicuramente la musica indipendente italiana come si può bene vedere dalle citazioni presenti nel libro è parte del mio mondo e del mondo del protagonista. Sono presenti anche citazioni da film di Moretti, di Wes Anderson. Ho cercato di prendere spunto da tutto ciò che mi circondava, per esempio sono presenti citazioni di Berlinguer e di Indro Montanelli.

Credo di averlo sconfitto è ambientato in un determinato luogo? E che ruolo ha (se ce l'ha) questo luogo (o ambiente) e il contesto sociale nello sviluppo della vicenda? O piuttosto potremmo parlare di un luogo interiore su cui ti focalizzi?
No, come per il nome del protagonista ho scelto di non ambientare la storia in un luogo preciso. O meglio, non in una città precisa. Si parla però di provincia e di campagna e hanno sicuramente entrambe un ruolo ben preciso nello svilupparsi dell’opera. Vivere in provincia è totalmente diverso da vivere in una grande città, con tutti i pro e contro che comporta è la realtà che mi è vicina personalmente e che ho voluto raccontare.

Credi che il disagio di cui ci racconti, abbia dei riscontri nella realtà, tradotto anche in altre forme di dipendenza? 
Purtroppo sì. L’ansia è un problema che affligge molto giovani. Siamo sempre sottoposti a pressioni, sia dal punto di vista scolastico-lavorativo, sia da quello familiare, relazionale e sociale. Sempre sotto il metro di giudizio di stereotipi sociali che ci condizionano. Riuscire a liberarsi, a sconfiggere le nostre paure è la vera vittoria a cui tutti noi, me compreso, dobbiamo ambire.

Dal punto di vista della scrittura e della definizione dello stile, come hai proceduto? Su cosa ti sei focalizzato, cosa invece hai preferito evitare?
Sullo stile ho subito molto l’influenza della prosa spontanea di Keruoac, del cut-up di Borroughs e di tutti i testi di Vasco Brondi. Ho cercato di combinarli insieme aggiungendoci il mio tocco personale e alla fine è venuta fuori questa cosa un po’ particolare, anche un po’ di difficile da leggere, ma credo che alla fin fine il libro scorra bene e non sia pesante, nonostante il mancato uso delle lettere maiuscole e di una paratassi molto accentuata.

Sempre sulla scrittura: come hai lavorato sullo stile? È nato di getto o nasce sulla base di una precisa progettualità o di un metodo? 
Inizialmente è stato un flusso continuo, scrivevo senza soste tutto quello che mi passava per la testa. Proprio per questo è stato necessario in un secondo momento un importante lavoro di ricostruzione, di correzione e infine di scrematura. Come ho già detto, dalla prima versione letta dal mio editore a quella pubblicata sono passati otto mesi di duro lavoro, a volte anche un po’ noioso, ma che è stato fondamentale per la buona riuscita del libro.

Che cosa vuol dire emozionare le persone, per te? E quanto è difficile (o facile)?
Difficile è dire poco. Credo sia l’intento di tutti coloro che decidono di scrivere. Lasciare un emozione o far rivivere un ricordo al lettore attraverso le tue parole è l’ambizione di ogni scrittore. La speranza è quella che tutti si identifichino con il protagonista e si sentano parte dell’opera.

Che cosa significa per te avere scritto e pubblicato questo romanzo?
Vedere pubblicata la propria opera è il sogno di tutti. Nel mio caso ci sono arrivato un po’ per caso, la mia unica condizione era quella di non pagare per pubblicare. Leucotea Edizioni ha scelto di finanziare e di pubblicare il mio libro e devo solo ringraziarli per questo, ma la vedo solo come una bella esperienza, non penso molto a quello che potrà succedere dopo, diciamo che vivo molto il momento.

Hai già dei progetti nel cassetto o in testa? Che cosa sogni di scrivere?
Per poter scrivere bisogna leggere molto, purtroppo la laurea magistrale mi porta via molto tempo e non riesco a trovare gli spazi che vorrei sia per la lettura che per la scrittura. Ho in mente qualcosa, ma non ho ancora iniziato a buttare giù niente. Vediamo, come ti ho detto, intanto mi godo questa bella esperienza e vedrò cosa mi riserverà il futuro.

Dove possiamo trovare il libro?
Leucotea Edizioni ha fatto un buon lavoro in fase di distribuzione. Siamo da poco entrati nel circuito Mondadori e pertanto ci trovate in tutte le librerie convenzionate. Potete comunque ordinarlo presso la vostra libreria di fiducia. Nel caso preferiate l’acquisto on-line, lo trovate sia sui classici siti come Ibs oppure sul sito ufficiale della casa editrice o sulla pagina Facebook del libro www.facebook.com/credodiaverlosconfitto alla sezione Products. Ovviamente è disponbile anche in formato e-book.

Infine, se vuoi aggiungere qualcosa... a te la parola!
L’invito che vi faccio è di più ampio respiro. Non fermatevi ai grandi nome e alle grandi case editrici, nell’editoria indipendente non a pagamento ci sono tante belle sorprese, come può essere “credo di averlo sconfitto”. Dategli fiducia e non ne rimarrete delusi.

Parlando di Credo di averlo sconfitto
Il romanzo propone gli scorci di vita di un giovane alle prese con la lotta contro i propri demoni interiori. Dalla dipendenza da un acido al tentativo di risalire la china esistenziale, il passo non sarà breve né indolore. Un romanzo che apre uno squarcio sulle ansie giovanili e sulle difficoltà dell'essere "sociale" in un mondo in sempre più rapida evoluzione.

Per guardare il bellissimo booktrailer, clicca qui

Scheda tecnica del libro
Credo di averlo sconfitto
di Luca Marrucci
Casa Editrice: Leucotea Edizioni
Pagine: 114
Prezzo: € 11,90
Formato: Cartaceo e E-book
ISBN: 978 88 90952562
Sito: http://www.edizionileucotea.it


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