martedì 19 maggio 2015

"Vedrai chi sono - La nascita dell'uomo": tra battaglie e viaggi nel tempo, la Storia rivisitata da Lorenzo Carbone

di Roberta De Tomi

Tre mercenari assoldati da un losco signorotto, una guerriera detta l'Angelo Muto, una battaglia combattuta da forze oscure; un viaggio nel tempo, e la Storia che irrompe nel romanzo, concretizzandosi in figure realmente esistite, ma "rivisitate e corrette" dall'autore. Lorenzo Carbone (per leggere l'intervista e vedere la scheda del libro, clicca qui) si cimenta in una prova tutt'altro che semplice in cui, malgrado l'impegno profuso e le buone intenzioni, si avverte la penna dell'esordiente che deve ancora trovare un proprio stile.
Detto ciò, andiamo a conoscere il romanzo fanta-storico Vedrai chi sono - La nascita dell'uomo  (Youcanprint).


Le idee non mancano a Lorenzo Carbone: Vedrai chi sono - La Nascita dell'uomo (Youcaprint) lo dimostra ampiamente. Ma quando la materia da gestire è particolarmente complessa, occorre avere in chiaro gli obiettivi per non disperdersi nei meandri delle parole. Cosa che, purtroppo, accade al nostro autore, che ha lavorato in solo, senza la guida di un editor (e questa assenza si avverte). Il risultato è una discontinuità negli esiti per un'opera che avrebbe potuto configurarsi come un ottimo fanta-storico. Ma procediamo con ordine. 

Tutto ha inizio nel 1523, quando tre mercenari, Vashna Von Carnstein, Krahe Fin e Matthias Zauber vengono ingaggiati da un intrigante signorotto locale per eliminare la di lui moglie. Senonché nel momento dell'azione, i tre vengono sconfitti da una temibile guerriera, l'Angelo Muto. Da questa sconfitta, oltre all'umiliazione, scaturiscono una serie di vicende rocambolesche, che porteranno i tre a intraprendere un viaggio nel tempo. Durante questo viaggio scopriranno trame i cui fili sono manipolati da fazioni in lotta tra di loro, da cui dipende il destino dell'umanità.

La prima impressione che si ha, leggendo il romanzo, è quella di essere catapultati in una dimensione post-apocalittica. Il contesto storico e geografico indicato passa in secondo piano, assumendo una connotazione anacronistica, soprattutto alla luce del linguaggio colorito che la dice lunga sull'indole dei tre mercenari. Tre soldati valenti, ma che nell'insieme compongono un gruppo curioso e un tantino scalcagnato, ma proprio per questo, anche divertente. E a un certo punto, le battaglie ci riportano alle immagini di anime quali Ken il Guerriero, tra le serie che ha ispirato ben più di un personaggio presente in questo romanzo.

Cultura nipponica che ha influenzato più di una generazione; ma anche cultura (pop o meno) occidentale che si traduce in una miscellanea variegata, densa di riferimenti mitologici, storici, passando anche per palesi riferimenti a certa cinematografia fantastica  (Lost in space, Doctor Who, ma anche l' horror grottesco alla Troma, come si legge nei momenti più sanguinosi). L'idea su cui si fonda la narrazione è legata a una rivisitazione della Storia, strutturata secondo una visione personale apolitica e apartitica; tale visione, curiosa e personale, è basata su un concetto dell'essere umano sicuramente non ottimista. Tale romanzo diventa cruciale se lo si collega all'attuale contesto storico ed economico; in esso potremmo ravvisare anche un messaggio di speranza nel domani, grazie alla (ri)nascita dell'uomo (faber).

Già dal punto di vista dell'ideazione, il romanzo di Lorenzo Carbone non è di facile strutturazione; gli input sono numerosi e trascendono quelli legati alla scrittura di un romanzo di evasione. In questo lavoro c'è infatti una forte componente intellettuale che non si traduce nell'esposizione programmatica delle tesi; queste sono infatti espresse attraverso gli eventi. In questa sovrapposizione di piani e di azioni, l'autore tende però a perdere il filo del discorso, accumulando personaggi, situazioni, storie, idee da cui lo stesso lettore è travolto. Non aiutano diversi errori formali che si riscontrano nel testo, legati all'assenza di un editing mirato.

Nel romanzo si trovano diversi episodi (soprattutto quelli narrati in forma di flashback) che di fatto risultano superflui e, anzi, portano il lettore a un'ulteriore dispersione, in quanto rendono ancora più frammentata la lettura.  Mi riferisco, ad esempio, ai momenti in cui l'autore racconta il passato dei tre mercenari; fanno eccezione i trascorsi di Von Carnstein, determinanti per comprendere una parte dello sviluppo della storia, anche se nel suo caso, sarebbe occorsa una  gestione differente del narrato.

La gestione alterna della materia narrativa si riflette anche sui personaggi, che a tratti emergono in maniera vivida, soprattutto nei dialoghi, per poi perdersi nei meandri della narrazione, per ragioni che ho già esposto. Lo stesso vale per i messaggi insiti, dal forte valore intellettuale, smorzati da una penna che deve ancora plasmarsi.

Per concludere

Vedrai chi sono è un romanzo denso di trovate, in bilico tra Storia e fantasia; la visione è quella di un autore non convenzionale che, malgrado le buone intenzione e le trovate curiose, tende a disperdersi nei meandri della narrazione, disorientando il lettore. La mano, come anticipato già nell'intervista, è quella dell'esordiente che deve ancora imparare a gestire la materia narrativa. Lorenzo Carbone, autore che non manca di estro e di profondità intellettuale, si è cimentato in un lavoro molto complesso, per cui ancora non ha la perizia; ciò non è dovuto di certo alla mancanza di capacità, ma alla necessità di trovare una propria linea narrativa, discernendo anche tra gli elementi che siano indispensabili nell'economia del testo.  

Per leggere l'intervista e visualizzare la scheda del libro, clicca qui: http://notfactsonlywords.blogspot.it/2015/05/lorenzo-carbone-la-storia-la-cultura.html


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