martedì 16 giugno 2015

"La coppia del brivido", Simone Turri e Daniela Mecca, firmano "Il tatuatore", un thriller di sangue e psiche

"La coppia del brivido", Daniela Mecca
e Simone Turri
di Roberta De Tomi

Li hanno definiti, non a caso, "la coppia del brivido", e il nuovo lavoro, Il tatuatore (GDS) sembra essere una conferma in tal senso. Simone Turri e Daniela Mecca, già autori di numerosi lavori del genere, e dopo l'exploit de "Il fiore nero" in cui hanno saputo pugnalare (metaforicamente parlando, ma con che intensità!) il lettore, tornano con un romanzo che sta ottenendo ottimi riscontri sia da parte dei lettori che della critica. E ora, facciamo quattro chiacchiere con Simone che ci racconta un po' di questo romanzo molto particolare, arricchito da numerosi elementi ispiratori, ma anche da uno stile personalissimo.

Ciao, Simone è un piacere averti di nuovo con Daniela, tra noi! Siamo qua per presentare il vostro nuovo lavoro, Il tatuatore. Come nasce questo lavoro?
Ciao Roberta, è sempre un piacere per noi ritrovarti! Questo romanzo è nato dalla passione sfegatata per il genere thriller, in questo particolare caso, lo si potrebbe definire psycho-crime. Abbiamo pensato ad una trama avvincente, intrigante e coinvolgente e, unendo le forze come sempre, è nato Il tatuatore.

Chi è il protagonista di questo romanzo e cosa deve affrontare?
Il protagonista de Il tatuatore è James Sunderland, agente speciale della polizia federale di Chicago. Tormentato da accadimenti personali svoltisi in un recente passato, vive un’esistenza a rallentatore, cercando di ritrovare se stesso solamente in ambito lavorativo. Egli dovrà affrontare un nemico spietato, un killer sadico, dalla mente oscura e perversa che, con uno spettacolare modus operandi, turba la sicurezza della città. La prova più ardua che James dovrà affrontare sarà però la personale lotta interiore di un passato che non gli dà tregua.

Chi sono gli altri personaggi principali?
In questo romanzo si articolano parecchi personaggi, ognuno con un proprio ruolo e importanza, essendo tutti indispensabili per il buon funzionamento dell’impianto della trama.
Sarah Gomez, collega di James, gioca un ruolo di rilievo, collaborando insieme per cercare di risolvere il caso.
Duncan Harris , medico patologo e membro di supporto della squadra, è molto legato ad entrambi gli agenti.
Il Supervisore Morgan, responsabile della sede di Chicago, è un individuo ambiguo, corrotto e farà di tutto per ostacolare la reputazione di James.
Lasciamo ai lettori il gusto di scoprire il resto dei personaggi in relazione con il romanzo, ognuno appassionante e dalle caratteristiche originali, così da non svelare troppi particolari e rubare ai lettori l’effetto sorpresa di un finale col botto!

A chi si ispira (se c’è un ispiratore) il killer che troviamo e che agisce in maniera veramente efferata? E che cosa c’è in questa mente “assassina”? Un movente, una vicenda, un sentimento… (senza spoilerare troppo)…
Il tatuatore
è un romanzo unico nel suo genere e dai risvolti psicologici potenti. Ovviamente, in quanto lettori, prima di essere scrittori, si viene influenzati dal genere che si predilige maggiormente, ma la caratteristica fondamentale che un romanzo deve possedere è il taglio che si decide di dare all’opera. Le vicende narrate nel romanzo hanno un taglio dal sapore cinematografico, visivo, e possiedono una sfaccettatura psicologica e macabra davvero potente. Abbiamo scelto di inquadrare i personaggi e gli avvenimenti concatenandoli fra loro in una sorta di filo conduttore psicologico per studiare e mettere in risalto alcune sfumature della psiche umana.

Dov’è ambientato questo romanzo e per quale ragione è stata scelta questa location? Che ruolo ha l’ambiente nella storia? 
Il romanzo è ambientato a Chicago, una delle più grandi e importanti metropoli americane. Abbiamo scelto questa location perché, un paio di anni orsono, abbiamo effettuato un viaggio davvero stupendo, alla scoperta delle meraviglie americane. Questa città ci ha colpito per la sua poliedricità, sia in ambito naturalistico che puramente strutturale. Quale migliore scenario per concepire una storia particolare come questa? Nei nostri racconti e romanzi l’ambientazione ha un ruolo di primo piano, in quanto l’intento che ci ostiniamo a perseguire è quello di far “vedere” al lettore ciò che sta leggendo, in modo da renderlo protagonista attivo delle vicende narrate.

Dal punto di vista della trama, come avete lavorato, tu e Daniela?
Uno dei punti di forza del nostro rapporto umano e artistico è il dialogo. Più si dialoga e maggiore è la possibilità di conoscersi e confrontarsi. Crediamo che uno dei fattori rilevanti, e che contribuisce a confermare il successo dei nostri elaborati, sia appunto un’ottima coesione fra le parti. Si decide insieme ogni particolare, ogni sfumatura viene proposta, discussa e decisa, senza mai lasciare nulla al caso. La trama de Il tatuatore è così coinvolgente e appassionante che ci ha emozionato fin dalle prime fasi, facendo crescere in noi l’entusiasmo ad ogni riga scritta.

E dal punto di vista delle tecniche narrative?
Una delle caratteristiche sulle quali i lettori e la critica concordano è la scorrevolezza dei nostri testi, i quali non si affossano nella pesantezza di un lessico troppo ricercato, accademico e quindi noioso, lasciando così godibile al lettore uno dei momenti più intimi e personali: la lettura appunto. E di conseguenza, questo porta a non far dimenticare ciò che si legge, anche a distanza di tempo.

Su cosa avete puntato, su cosa, invece, avete voluto “glissare” (se su qualcosa avete glissato) nella gestione della materia narrativa?
Il tatuatore ha un’altra caratteristica davvero originale, ossia di essere un romanzo “sensoriale”. Il nostro obiettivo per questo romanzo è quello di renderlo gustabile, visibile, udibile, palpabile, e di far annusare al lettore, grazie alla sua particolare forza narrativa travolgente, la tensione e la suspence che lo caratterizzano.

Rispetto ai precedenti lavori, come si colloca questo romanzo?
Dopo “Il fiore nero”, l’antologia di racconti horror che ci ha battezzato come scrittori, sono usciti parecchi romanzi brevi thriller e horror, inseriti all’interno di raccolte a più autori e che hanno contribuito a consolidare il nostro status. Questo è il nostro primo romanzo e abbiamo lavorato con molta passione e convinzione. Ci auspichiamo che riscuota il successo ch emerita e che sia il capostipite per una continuazione duratura.

C’è qualcosa (film, musica, libri) o qualcuno (autori e non solo) che ha ispirato questo libro? Come abbiamo detto prima, siamo da sempre appassionati di cinema e letteratura thriller, horror e noir e quindi è inevitabile che il gusto per questi generi influenzi le nostre scelte. A ogni modo preferiamo sempre ricercare temi e modalità narrative sempre originali e uniche.

Prossimi progetti? Idee, sogni nel cassetto (o fuori dal cassetto)?
Ultimamente ci hanno definito come la “coppia del brivido” e dobbiamo ammettere di essere davvero felici per questo appellativo, anche perché non è una responsabilità da poco doverlo indossare. Certamente questo è un segnale che ci rende orgogliosi dell’operato svolto finora e ci sprona a proseguire la nostra scalata letteraria. Abbiamo la speranza di vedere, prima o poi, una nostra opera trasposta in un corto piuttosto che in un progetto teatrale o cine/televisivo. Attualmente stiamo lavorando a nuovi progetti molto interessanti, ma il tutto è avvolto dal più stretto riserbo. Possiamo solo dire che ci saranno delle belle sorprese.

Il tatuatore: un romanzo "sensoriale"
Un serial killer metter a dura prova l'agente speciale James, alle prese con una serie di sanguinosissimi casi. Le indagini porteranno il lettore verso un epilogo tanto inatteso quanto sorprendente.

Scheda tecnica del libro
Il tatuatore
di Simone Turri e Daniela Mecca
Casa Editrice: GDS
Pagine: 233
ISBN: 9788867820450
Prezzo: eBook  €2,99; cartaceo: € 14

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