domenica 26 luglio 2015

Abbaglio - #iraccontidiFiorella

di Fiorella Carcereri

Quel pomeriggio mi ero recata dalla mia amica Valentina per preparare insieme alcuni appunti per un esame. Stranamente, c’era anche Fabrizio, il suo fidanzato storico. Era in corso un litigio, uno dei molti.
“Ma ci arrivi o no?” le stava dicendo lui con tono sprezzante. “No, appunto, non ci arrivi!”
E se ne andò quando mi vide entrare.


Valentina era, credo, una di quelle persone che non si accorgono degli insulti. Fece spallucce, mi sorrise e mi chiese di avvicinarmi mostrandomi fiera la mano sinistra.
Di nuovo rispetto alle altre volte, su quella mano, c’era un anello enorme, vistoso, esagerato.
Mi sedetti per prendere fiato e scossi la testa.
“Non è successo niente dai, in fondo lui è fatto così!” mi rassicurò Valentina notando il mio disappunto.
Mi alzai di nuovo, le presi la mano e tornai ad esaminare l’anello. Certo, se l’amore di Fabrizio fosse stato pari al valore di quell’anello, non avrei temuto per il futuro di Valentina.
Ma c’era dell’altro. Il litigio di poco prima era stato solo la punta dell’iceberg.
Fabrizio pensava che il posto della donna fosse in casa. Aveva sempre sbandierato questa sua convinzione davanti ad amici e parenti. E non si faceva sfuggire occasione per affermare apertamente che Valentina era un po’ “ritardata” e troppo sprovveduta per affrontare una vita di relazione senza essere fagocitata dagli squali presenti là fuori nel mondo esterno.
E se questo era quello che pensava veramente, non prevedevo rose e fiori per loro. Prova a spiegarglielo di nuovo quel pomeriggio. Non mi diede retta.
Sono trascorsi tre anni da quel giorno. Valentina ha già un divorzio alle spalle e un cumulo di cocci di vita da risistemare ai suoi piedi. Ma, si sa, sono gli errori quelli che ci fanno crescere davvero.

Inedito, 2012
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