sabato 11 luglio 2015

#BackReview: la solitudine dei numeri primi, un mondo al crepuscolo, nel romanzo "tradizionale" di Paolo Giordano

Esordio 2008: "La solitudine
dei numeri primi", vincitore
dello Strega e del
Campiello Opera Prima
di Roberta De Tomi

E' stato "l'esordio" italiano del 2008: la solitudine dei numeri primi (Mondadori) di Paolo Giordano. Propongo questa #BackReview (ovvero recensione di libri che avevo già proposto per un altro portale, ora chiuso, qua rivisitata e corretta) alla luce di alcuni anni, rilevando come si tratti di una lettura piacevole, caratterizzata da una trama ben orchestrata e da tematiche "forti" quali l'autolesionismo e l'anoressia che lasciano un segno. Bello l'intreccio per quella traccia di mistero che si ravvisa nella scomparsa delle gemella; bello lo scavo psicologico e il senso di incomunicabilità che ci riporta al tema dell'alienazione già oggetto di attenzione da parte di autori quali Alberto Moravia o Italo Svevo.  Dal punto di vista stilistico, nessuna rivoluzione: la lingua è quella pulita della tradizione narrativa italiana, forse un po' sottotono, ma sicuramente priva di sbavature. Vediamo la recensione.     


Un successo notevole, quello de La solitudine dei numeri primi, opera che ha fatto incetta di premi e che ha dato adito ad alcune discussioni e a qualche controversia. Una prima ragione di discussione è la particolarità dei protagonisti, Mattia e Alice, ciascuno recante dentro di sé fratture e traumi che inevitabilmente si esternano attraverso l’autolesionismo (per Mattia) e le nevrosi che sfociano nell’anoressia (Alice). Intorno a questi due protagonisti si snodano le vicende di personaggi che sembrano sospesi in un contesto di isolamento, di solitudini che mai s'intrecciano e che esprimono una condizione esistenziale precisa.

Il romanzo si apre su Alice, bambina di sette anni che detesta lo sci ma che suo malgrado è costretta dal padre ad apprendere questo sport. Memorabile il capitolo di apertura, in cui vediamo esprimersi le manifestazioni fisiche legate alla profonda avversione nei confronti di questa disciplina sportiva. Una costrizione che segnerà la vita di Alice in maniera viscerale. Il secondo capitolo introduce invece Mattia, un bambino estremamente intelligente, e la gemella, Michela,  identica a lui nel fisico, ma ritardata. Un giorno il piccolo viene invitato a una festa cui deve portare anche la sorella. Mattia, per evitare umiliazioni causate dalla condizione della bimba, la abbandona in un parco, facendole promettere di non muoversi. Quando ritorna, Michela è sparita. Il fratello crede che sia caduta nel fiume che scorre all’interno dell’area verde e questa convinzione lascia una profonda cicatrice in lui.  Le vicende di Alice e Mattia, apparentemente disgiunte, confluiscono quando i due, adolescenti , s’incontrano a una festa di compleanno. Tra loro nascerà un rapporto fondato su una condizione comune di solitudine. Un sentimento che sembra amore, ma che in realtà trascende il concetto stesso di questo sentimento.

I due crescono insieme, ciascuno sa tutto dell’altro. Alice sa dell’abitudine del giovane agli atti autolesionistici, Mattia conosce i disturbi alimentari della ragazza. Ma passerà del tempo prima che lui le rivelerà della scomparsa della gemella, il cui corpo non è mai stato ritrovato, ma della cui ipotesi di morte per annegamento, di cui il protagonista si sente responsabile, tutti sono convinti. Un rivelazione che scuote la ragazza nel profondo, ma che, tuttavia, non li porterà a una reale svolta positiva nel rapporto. Tra i due, anzi, si determinerà un allontanamento e scelte di vita che li faranno sprofondare nella già allestita solitudine.

Intorno a loro e nella loro vita, troviamo altre figure. Anche queste si muovono su un immaginario palcoscenico vuoto. Denis, l’amico “diverso” di Mattia; Soledad, la domestica abbandonata dal marito; i genitori dei due protagonisti, che con i figli vivono rapporti conflittuali per Alice, e relegati in una dimessa dimensione casalinga per Mattia; Viola, la bellissima della scuola, che obbliga Alice a un terribile atto di iniziazione per essere accettata da lei. Un’amicizia di comodo, come dimostra la reazione di Viola alla vista di Alice e Mattia, mano nella mano. La ragazzina decide di escludere Alice dalla sua vita, creando una nuova situazione di solitudine, tra quelle già esistenti. Infine, Fabio, il medico che irromperà nella vita di Alice. In questo caso il rapporto si presenterà non come una somma, come accade con Mattia, ma come una sottrazione di solitudini.Già perché Fabio e Alice, sono soli pur facendo coppia fissa, ma sono due mondi lontani che raramente si incontrano.

La locandina del film
Un’atmosfera di decandenza permea La solitudine dei numeri primi.  I personaggi vivono le loro vicende con apparente voglia di vivere. C’è sempre una forza che li trascina laddove non vorrebbero. La volontà annullata da qualcosa che è più forte di loro, da una paura o da una volontà estranea che quasi non li rende liberi di decidere. Come se la solitudine fosse una condanna ineluttabile per l'essere umano. Un’attitudine che ricalca l’atteggiamento dei nostri tempi, in un contesto di crisi in cui la stanchezza addormenta la volontà di agire. Accanto alla contingenza, troviamo azioni e reazioni umane ascrivibili a una condizione universale.

Alcune situazioni del romanzo lasciano aperti degli interrogativi, relativamente soprattutto ai criteri credibilità e di verosimiglianza non sempre rispettati. Ad esempio, perché, Fabio, che è un medico, non capisce le ragioni per cui Alice non riesce ad avere figli? Ma soprattutto come fa Fabio, che è l’uomo che vive accanto a lei, a non capire che è malata? A tal punto arriva la solitudine? Al punto da renderci ciechi di fronte ai problemi di chi abbiamo accanto e con cui condividiamo una vita?  Si rimane perplessi anche quando all’inizio del romanzo la madre ansiosa lascia Michela, all’affidamento di Mattia. Un’azione che non è attendibile, visto il personaggio, ma sicuramente funzionale alla trama.

Emblematico il personaggio della bambina ritardata, Michela, che vive nell’inconsapevolezza e forse in una solitudine "lieta", se paragonata a quella degli altri personaggi. Michela non percepisce ciò che ha intorno, a differenza del gemello, già maturo per la sua età a causa della sua incredibile intelligenza. E forse proprio questa assenza di consapevolezza diventa occasione di felicità. A questo punto il dubbio sorge... meglio essere consapevoli ma felici o consapevoli e infelici? E cosa si cela dietro la scomparsa di Michela? E' l'occasione di instillare nel gemello sensi di colpa deleteri? Domande per cui è difficile trovare la risposta....

Giordano scrive in maniera pulita, con uno stile che "scivola via". Fluido,  pulito, senza lazzi o invenzioni. Il tono è malinconico, l'atmosfera dimessa. Visto il grande successo di vendite e l’attenzione della critica, La solitudine dei numeri primi è stato anche inserito nell’elenco dei 150 titoli, stilato in occasione del Salone del Libro di Torino, per l’anno di riferimento. Qualcuno ha storto il naso, altri invece hanno approvato la scelta. Sicuramente i temi trattati sono molto attuali, e l’idea, come i personaggi (non stereotipati), hanno una loro particolarità. Buono lo sviluppo della trama, a parte alcuni punti non verosimili (o funzionalmente tali, come nei casi citati del medico e della madre ansiosa), ma funzionali allo sviluppo del plot. Perfetto è il titolo e il tema della solitudine.

Per concludere: La solitudine dei numeri primi è un buon lavoro, molto coinvolgente, anche se non eclatante e innovativo dal punto di vista dello stile. Interessanti i temi trattati e crepuscolare l’atmosfera che lo impermea. Sicuramente c’è un rispecchiamento di uno spicchio di società italiana (vedi il cervello in fuga) e le dinamiche dei rapporti tra gli adolescenti sono rese molto bene, senza edulcorazioni. Qualche momento inverosimile lascia perplessi rispetto alla credibilità della storia, almeno in alcuni punti.  

L'autore: Paolo Giordano
Classe 1982, laureato in Fisica Teorica, con la sua prima fatica letteraria si è aggiudicato nel 2008 il Premio Strega e il Premio Campiello  nella sezione Opera Prima. La solitudine dei numeri primi è stata pubblicata in diversi paesi. Seguono Il corpo umano (Mondadori, 2012) e Il nero e l'argento (2014). Il sito dell'autore è: http://www.paologiordano.it/

Scheda tecnica del libro
La solitudine dei numeri primi
di Paolo Giordano
Casa Editrice: Mondadori
Anno 2008
Pagine 304
Prezzo: € 13,00
Codice ISBN: 9788804589655

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