martedì 14 luglio 2015

Giovanna Evangelista, tra nuoto, videogiochi, scrittura e lettura (le sue passioni)... un esordio all'insegna dei "Giochi di Ombre"

Giovanna Evangelista ci
racconta della sua opera
prima "Giochi di Ombre"
(e-book, Lettere Animate)
di Roberta De Tomi

Una penna, un foglio di carta e una bambina che inizia a scrivere ciò che la fantasia le detta. E' questa l'immagine che ho di  Giovanna Evangelista alle prese con le sue prime prove di scrittura. Da allora sono passati diversi anni e la nostra autrice presenta la sua opera prima, Giochi di Ombre, edita da  Lettere Animate. Un thriller in cui l'elemento onirico ricorrente diventa l'occasione per spalancare le porte della memoria del protagonista, alle prese con un passato che torna prepotente. Ora lascio la parola all'autrice, che descriverei così: determinata, positiva e appassionata. Giovanna ci racconta qualcosa di lei e del suo esordio... non ultimo, del suo blog che potete visitare cliccando qui

Ciao Giovanna benvenuta su Words! Sappiamo che tra le tue passioni ci sono i videogiochi, il nuoto e, ovviamente, i libri. Come nascono queste tue passioni, in primis quella dei libri? Sono correlate tra loro e se sì come?
Ciao, e grazie per lo spazio che mi concedete! Sì, queste sono le tre passioni che ho sempre avuto fin da quando ero bambina: il nuoto, che è l’unico sport che mi piace praticare (sono molto pigra), i videogiochi (in passato soprattutto quelli fantasy come Spyro o Final Fantasy, ultimamente anche quelli più crudi come Call of Duty e GTA) e la lettura/scrittura. C’è una stretta correlazione tra queste ultime due: quando ero bambina, la mia passione per i videogiochi si concretizzava proprio nelle storie che scrivevo. Infatti i protagonisti dei miei “libri” di allora erano perlopiù quelli dei videogiochi a cui giocavo. Creavo veri e propri mondo intorno a quei personaggi.

Quando hai iniziato a scrivere e sotto quale guida e/o ispirazione?
Ho iniziato a scrivere quando ho imparato a farlo. Quando ero piccola avevo dei quaderni in cui disegnavo i miei personaggi, scrivevo storie, disegnavo strisce di fumetti. È sempre stata una mia inclinazione personale, anche perché ho cominciato a interessarmi alla lettura un po’ più tardi, verso i sette, otto anni.

Prima di Giochi di Ombre ti sei cimentata in alcune prove di scrittura, partecipando anche a concorsi? Se sì; che tipo di prove sono?
Del periodo precedente a Giochi di Ombre ho molti romanzi “nel cassetto”, alcuni finiti, altri incompiuti, altri solo abbozzati, ma ho partecipato a un solo concorso, il contest di Narratopoli di Cento Autori. Ovviamente non ho vinto, ma va bene così: ho intenzione di ampliare il racconto che ho usato e renderlo un romanzo vero e proprio.

Arriviamo a Giochi di Ombre: come e quando nasce?
Giochi di Ombre nasce un paio d’anni fa. Tutto è partito dall’intuizione della storia di Gaia, una dei protagonisti del romanzo: abbandonata dal marito troppo dedito al lavoro, decide di rifarsi una vita e di ri-innamorarsi. Da lì, pian piano, tutto il resto.

Chi sono i protagonisti e che caratteristiche hanno?
I protagonisti sono quattro, le due coppie: Liam, studente fuori sede tormentato dagli incubi ricorrenti, che si ritrova all’improvviso dinnanzi a una terribile verità, ma la sua testardaggine lo spinge ad andare fino in fondo, pur immaginando che sia un errore. Elis, la ragazza di Liam, che deve scegliere se rinunciare al suo amore oppure trasferirsi a vivere con lui, lontano da casa, ed è dilaniata dal dolore di dover partire. Gaia, che decide con grande forza di cambiare la sua vita ma sa di non essere destinata alla felicità. Dian, che ha già subito una grande sofferenza dalla vita, ma decide di innamorarsi di nuovo e di gettarsi di nuovo nel baratro.

 Il passato che ritorna attraverso i sogni è un tema ricorrente nella narrativa: in questo tuo lavoro, che ruolo ha nello sviluppo della vicenda?
Nel mio romanzo il sogno ha un ruolo fondamentale, perché è ciò che innesca la vicenda. È proprio grazie all’incubo che Liam scopre che c’è qualcosa che gli viene nascosto, e l’incubo stesso ne è una traccia. Io, però, ho provato in tutti i modi a dare al sogno ricorrente una spiegazione “scientifica”: sarebbe stato troppo facile, altrimenti.

 Il romanzo è ambientato in un luogo preciso o ha un'ambientazione generica, senza particolari connotazione? In uno o nell'altro caso, che funzione ha l'ambiente? È una sorta di “personaggio”, un mero contenitore della storia o altro?
L’ambiente è totalmente inventato, non si riferisce a nessun luogo realmente esistente. Le città in cui il romanzo è ambientato sono tre: la città in cui vivono attualmente Liam ed Elis, la periferia in cui vive Dian e Baretown, città in cui vive Gaia. L’unico luogo che ha un ruolo diverso da quello di “sfondo” è proprio Baretown, che assume i connotati di una città misteriosa, piena di segreti: infatti lì viveva anche Liam prima che qualcosa spingesse i suoi genitori, all’improvviso, ad abbandonare la loro villa. Villa che, tra l’altro, è il luogo in cui il passato è nascosto e si rivela.

Dal punto di vista dello stile, come hai lavorato? Su quali aspetti ti sei concentrata?
Come per ogni mio romanzo, la prima stesura è stata fatta di getto; poi, forse perché come opera mi soddisfaceva particolarmente, forse per l’intenzione di pubblicarlo, ho iniziato a revisionarlo e a limarlo e “alleggerirlo”, fino a quello che è oggi. In tutto penso di averlo letto e corretto sei, sette volte. Volevo che lo stile non fosse troppo pesante da leggere, ma nemmeno troppo colloquiale, e che avesse il giusto ritmo in ogni parte della narrazione. Alla fine sono soddisfatta del risultato.

Che cosa vuoi dare ai lettori?
Suspence. Il mio scopo dichiarato è quello di confondere il lettore dall’inizio alla fine. Ma attenzione: confondere non vuol dire rendere incomprensibile ogni cosa, ma soltanto far credere che la verità sia una, mentre alla fine si rivela tutt’altra.
Vorrei che il lettore arrivasse alla fine pensando: “e chi lo avrebbe mai detto!”

Ci sono persone, libri, film o altro che ti ispirano particolarmente? Chi/quali?
Sì, ciò che più mi ha ispirato fino a oggi sono i videogiochi per i miei romanzi precedenti (tutti fantasy) e i film, in particolare i thriller, per i romanzi nuovi (da Giochi di Ombre a quelli che ho nel cassetto adesso). In particolare adoro quei thriller con dei colpi di scena forti, che lasciano a bocca aperta, e che, cosa più importante, diano una spiegazione razionale a tutto. Quando scrivo, anche io provo a fare così: a non lasciare nulla, o quasi, di incompiuto. Tutto deve avere un motivo e un senso logico. È facile risolvere tutto con la magia o con strani esperimenti extraterrestri.

Quanto è stato difficile o facile realizzare questo libro?
Realizzare le due singole storie, quella di Liam ed Elis e quella di Gaia e Dian, è stato facile. Il problema è stato intrecciarle tra loro in modo coerente. Ma, in fondo, è stato più semplice di quanto credessi: ho attraversato un periodo di grande ispirazione, anche se intervallato da fasi silenziose.

Scrivere per te è...
Gettare su carta i miei sentimenti, mascherandoli dietro eventi e personaggi che in apparenza non hanno nulla a che vedere con me. La mia scrittura è una sorta di grande metafora che solo io posso capire.

E scrivere questo libro, che cosa ha significato per te?
Fin troppo. Innanzitutto una sfida, perché ho attraversato dei momenti di blocco totale che mi sono sforzata di superare. E poi, ben altro. In questo libro c’è di me, anzi di un periodo della mia vita ormai passato, più di quanto avrei voluto inserire.

Parlaci del tuo blog...
Dandelion è nato qualche mese fa proprio con lo scopo di aiutare gli autori emergenti come me. Sono entrata a far parte di una realtà difficile: inserirsi nel mercato della lettura così, di punto in bianco, è una vera e propria sfida. Nel mio piccolo provo ad aiutare chi ha bisogno di un po’ di visibilità, facendo una cosa che comunque mi diverte e mi piace fare. Due piccioni con una fava insomma.

Hai dei progetti nel o fuori dal cassetto? Puoi darci qualche anticipazione?
Diciamo che sto riguardando un vecchio progetto fantasy a cui ho lavorato prima di Giochi di Ombre, e mi piacerebbe proporlo alla mia casa editrice. Per il resto ho tante nuove idee, sia per le nuove opere da scrivere, sia per Dandelion... pian piano arriverà tutto, sono fiduciosa.

Dove possiamo trovare il tuo libro?
In tutti gli store online, da Amazon a laFeltrinelli, per adesso solo in ebook, ma presto arriverà anche il Print On Demand, e io non vedo l’ora!

Che cosa sogni in futuro?
Per adesso, di superare i test d’ingresso per medicina. E poi mentirei se non dicessi di desiderare un certo successo per le mie opere, anche se già il fatto di vederle pubblicate da una casa editrice è per me un’immensa soddisfazione.

Se vuoi aggiungere qualcosa...
Vorrei soltanto incitare tutti gli scrittori emergenti a non arrendersi mai, di continuare a promuoversi e di farsi conoscere: le soddisfazioni arriveranno. E soprattutto, vorrei dire a chi ancora non ha pubblicato di crederci sempre, di tentare e ritentare, di non cadere nella rete degli editori a pagamento: ci sono in giro molte piccole case editrici serie, pronte a investire su di noi. E ovviamente volevo ringraziare ancora te e Words! per la vostra gentilezza.


Tramando con... Giochi di Ombre
Una donna senza volto visita, ogni notte, Liam. Sogni ricorrenti da anni che diventano la chiave per aprire la porta di un passato misterioso. Quale passato?

Scheda tecnica del libro
Giochi di Ombre
di Giovanna Evangelista
Editore: Lettere Animate
ASIN: B010P03B1Y
Pagine: 175 circa
Prezzo: € 1,99
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