mercoledì 22 luglio 2015

Il romanzo di Matilda: Elisa Guidelli ci racconta "la sua" Grancontessa Matilde di Canossa, protagonista del primo romanzo storico a lei dedicato

Elisa Guidelli illustra la
sua ultima fatica, Il romanzo di
Matilda (Meridiano Zero)
di Roberta De Tomi

Il romanzo di Matilda (Meridiano Zero) arriva dodici anni dopo...  Dodici anni di sperimentazione in cui l'autrice, Elisa Guidelli, AKA Eliselle, si è cimentata in diversi generi, dimostrando di essere una penna versatile, capace di attingere a stimoli diversi. Il nuovo lavoro rappresenta una grande sfida ma soprattutto, come afferma la nostra intervistata, rappresenta un nuovo inizio, piuttosto che un punto di arrivo. Diamo la parola a Elisa. 



Matilda, una donna travolta dagli eventi,
affrontati con grande forza. Una
donna straordinaria.
Ciao Elisa, bentornata tra noi. Ci presenti questo lavoro corposo e non mi riferisco soltanto al numero di pagine! È indubbiamente un’opera importante e complessa sotto diversi punti di vista. Rispetto al tuo percorso di scrittura, come si colloca Il romanzo di Matilda?
Questo romanzo arriva dopo dodici anni di esperienza con la scrittura, in cui ho sperimentato diversi generi, compreso quello storico con "Francigena", e in cui ho cercato di mettere a frutto tutto quello che ho imparato fino a questo momento con la narrazione. Non penso sia un punto di arrivo, piuttosto lo vedo come un nuovo punto di partenza.

Quando hai iniziato la sua (diciamo prima?) stesura e perché hai deciso di scrivere questo romanzo? Il primo capitolo nasce nella mia testa nel 1999. Quello stesso capitolo (la lotta coi falconi, n.d.r.) l'ho scritto solo nel luglio del 2013. Dopodiché mi sono fermata, ho finito alcuni progetti in sospeso e ho iniziato la stesura del romanzo a gennaio 2014. Per finirlo, con riscritture e revisioni, ci ho messo un anno e mezzo. Mi sono concentrata solo su questo libro, altrimenti non avrei saputo come rendere la narrazione compatta, avevo timore che "spezzarne" la lavorazione lo rendesse disconnesso e dispersivo, per questo mi sono dedicata solo a Matilde. Volevo raccontare la sua storia a modo mio, per questo è nato "Il romanzo di Matilda".

Chi è la Matilda di cui ci racconti?
E' una donna di grandi passioni e potere in un mondo dominato dagli uomini, che non si lascia intimidire ed è ben conscia della propria posizione, privilegiata e al contempo scomoda. E' una donna illuminata ma sola, messa a dura prova dalla vita fin da bambina. Credo sia necessario raccontare Matilde nella sua "interezza" per capire le sue azioni e le sue scelte, per questo ho deciso di seguirla passo passo, dall'infanzia alla giovinezza, dalla maturità alla vecchiaia, accompagnandola in tutte le fasi avventurose e drammatiche della sua vita.

Quando hai iniziato a delineare la personalità della Grancontessa, avevi un’idea precisa, che hai mutato mentre procedevi nel tuo lavoro di documentazione e di scrittura, o si è trattato semplicemente di sviluppare ulteriormente un’idea abbozzata? 
Ho seguito le fonti, per la parte storica, e ho "riempito" le informazioni a mia disposizione con le emozioni che gli eventi della vita di Matilde mi suscitavano. Lo schema degli eventi l’ho per forza di cose deciso all’inizio, poi come sempre accade, lungo il percorso ho lasciato che il personaggio mi suggerisse che fare. La cifra del romanzo era congeniale, non avrei mai potuto scrivere un saggio, troppo scientifico, non avrebbe dato spazio a quello che volevo fare: raccontare la "donna", non solo la Grancontessa, cercare un'anima dietro al ruolo, un volto dietro alla maschera.

Chi sono le figure che vertono intorno alla vita della nobildonna?
Sono tutti coloro che hanno contribuito più o meno consapevolmente alla costruzione del suo mito. Dai genitori, Bonifacio il terribile e Beatrice la diplomatica, a Ildebrando, futuro Gregorio VII, e gli uomini della riforma ecclesiastica che hanno chiesto la sua presenza attiva sul campo di battaglia, dai collaboratori e amici, come Arduino della Palude, agli acerrimi nemici, Enrico IV e la sua schiera di sostenitori, fino al biografo ufficiale, Donizone, che le starà vicino alla fine della sua vita. Questi, quelli "reali". Poi ci sono quelli "immaginati": pochissimi, ma necessari per raccontare la sua sfera privata.

Elisa Guidelli
Intrighi, guerre, tradimenti: nella resa degli eventi storici che ci narri, su cosa ti sei voluta focalizzare rispetto alla cronologia che delinei?
Ho cercato di non tralasciare nulla, anche se è stato difficile scegliere. Il materiale accumulato in tanti anni di ricerca era davvero imponente e ho dovuto fare una cernita, altrimenti sarebbe scaturito un romanzo di più di mille pagine. Ho cercato di rendere il travaglio dei personaggi, le loro passioni e che cosa muoveva le loro azioni anche più crudeli, per capire. Più che altro, per chiarire a me stessa e cercare risposte alle mie domande sulla vita di Matilde e di coloro che hanno vissuto il periodo drammatico della lotta per le investiture, che sui libri di storia non ho trovato.

Tra quelli che troviamo, quali eventi ti hanno coinvolta/coinvolgono particolarmente, anche in sede di documentazione?
Le battaglie e gli assedi, sicuramente, ma anche il famoso perdono di Canossa. Le perdite di Matilde, in termini di affetti. Un altro punto focale, che ho dovuto covare a lungo, è stato la costruzione del duomo di Modena: sentivo la responsabilità della scrittura per un capolavoro che ha colpito la mia immaginazione fin da quando ero bambina.

Ci sono eventi/aneddoti storici su cui ti sei soffermata e che ti hanno permesso di scoprire accadimenti e/o dinamiche di cui avevi altre versioni o interpretazioni? Se sì, come ti sei approcciata a queste scoperte?
Ho dato alcune interpretazioni personali di eventi terribili, come l'assassinio di Goffredo il Gobbo, e ho fornito una chiave di lettura inedita. Ho semplicemente seguito l'istinto, e anche se alcuni storici storcerebbero sicuramente il naso davanti alla mia versione, non ci sono nemmeno prove che vadano contro ad essa. Diciamo che sono plausibili anche le mie interpretazioni, quantomeno verosimili, seppure non hanno riscontro nei documenti ufficiali.

Canossa con la sua fortezza peculiare: che ruolo ha nella politica di quel tempo?
Canossa è l'ago della bilancia, il cuscinetto, il territorio tanto ambito dall'imperatore quanto utile al papa a cui serve per proteggere e difendere il suo spazio. Matilde arriva alla fine di una dinastia che aveva saputo allargare il proprio dominio e i propri territori con la violenza e l'astuzia, e si dimostra altrettanto capace di gestire questo potere, senza mai arrendersi davanti alle avversità e senza chinare il capo alle pretese di Enrico.

Parliamo di un’epoca importante per il Papato e, ovviamente, per il Cattolicesimo. Eppure nel tuo lavoro troviamo dei riferimenti a visioni e sogni. Inoltre incontriamo il personaggio di una strega... ma non spoileriamo! Come s’intreccia la componente esoterica a quella religiosa ufficiale? L’impressione che abbiamo è che in questo periodo ci sia una forte commistione di elementi sacri e religiosi eterogenei che convivono di pari passo… o è più forte la censura?
Ci sono accenni esoterici, nel romanzo, anche se non costituiscono la parte principale, direi che sono più un accenno e un invito ad approfondire. Penso molto semplicemente che la visione "pagana" e quella "cristiana" non siano affatto inconciliabili: ufficialmente l'una è il prosieguo dell'altra, ma nell'incontro tra di loro entrambe mutano, il "sapere" precedente si trasforma ma in realtà "nulla si distrugge". Questo vale anche per le antiche conoscenze che continuano a sopravvivere all'interno del tessuto religioso cristiano. Noi non siamo altro che la somma di tutto ciò che ci ha preceduto, negarlo sarebbe superficiale.

La componente sacra fa risaltare le pulsioni dei sensi tanto che Matilda, molto credente e devota al Papa, a un certo punto ascolta anche il suo lato più umano e sensuale. Effetto dell’amore, delle troppe oppressioni/ repressioni o in fondo religione e sessualità possono andare di pari passo?
Ti dirò, secondo me nel Medioevo si godevano la vita molto più di noi, che in questo Ventunesimo secolo siamo tutti presi da giochi di schermi e di chat, affetti da una seduzione narcisistica che allontana il contatto dei corpi e la realtà del tocco. Sembriamo così disinibiti ma è pura apparenza, siamo invece così terrorizzati da essere incapaci di vivere serenamente la sessualità. La sessualità contiene in sé il sacro, non comprenderlo porta alle deviazioni e alle frustrazioni che conosciamo.

Convenzione sociale versus sentimenti (e non solo relativamente alla figura di Matilda)?
Quello è un problema che affligge da sempre l'umanità, che pare non riesca a fare ancora a meno delle gabbie che nel tempo si è costruita. Non credo vi sia soluzione a breve, i sentimenti sono anarchici, la società ti vuole inquadrato, difficile raggiungere il compromesso a costo di una sofferenza che alla lunga esplode in modi più o meno leciti, più o meno dolorosi.


Leggendo il romanzo e rapportandoci a oggi, si ha l’impressione che in fondo, poco è cambiato, soprattutto negli essere umani. Chi sono gli esseri umani di cui ci racconti?
Nulla è cambiato, in realtà. Cambiano abitudini, abiti, convenzioni, ma il nocciolo dell'umanità rimane lo stesso. Siamo tutti impauriti, alla ricerca di qualcosa, siamo tutti in preda a ideali e passioni, a tormenti e ossessioni, siamo tutti fragili e ci arrabattiamo per creare qualcosa che prima o poi verrà distrutto e soppiantato da altro. Ma possiamo anche diventare esseri umani splendenti di luce e cercare una via superiore. Si tratta di capire e conoscere se stessi, per capire gli altri e venirsi incontro. Il cammino verso l’illuminazione collettiva è ancora molto lungo.

E Matilda incarna la donna di oggi o, piuttosto, una donna di oggi (sempre alla luce della domanda precedente)?
Matilda è una donna senza tempo. Nella sua forza e nella sua determinazione le donne di oggi come di qualunque epoca possono trovare ispirazione, lo ha dimostrato con la sua vita e le sue scelte difficili e scomode, ma mai scontate.

In tutti questi eventi, troviamo l’amore. Che cos’è questo sentimento “ai tempi di Matilda”?
L'amore è difficile definirlo oggi come allora. Vero è che ogni epoca ha le proprie peculiarità, vero è che è difficile parlare e scrivere di amore nei tempi passati, il rischio è quello di mal interpretare, idealizzare come veniva percepito e com’era vissuto. Chi narra deve dare un’interpretazione, una declinazione, cercare di farsi guidare dall’intuizione. Per me resta comunque ieri e oggi un sentimento totalizzante, al di là delle regole e delle convenzioni sociali.

Dal punto di vista dell’elaborazione dello stile, su cosa hai lavorato? Cosa, invece, hai evitato di fare?

Sono stata molto attenta alla terminologia, e ho cercato di evitare l’utilizzo di parole fuori luogo. Fin da piccola mastico romanzi storici, sono il mio genere preferito da sempre, diciamo che come base ho utilizzato tutto quello che mi era piaciuto da lettrice e fruitrice del genere.

Che cosa vuoi dare ai lettori?
Tante emozioni e una bella storia, appassionante, che gli lasci il piacere della lettura e li spinga a cercare e leggere tante altre storie.

Quanto è stato difficile scrivere e pubblicare questo romanzo? E quanto è stato bello per te scriverlo?
Scriverlo è stato, in egual misura, un’esperienza emozionante e meravigliosa e una sofferenza. Devi scrivere anche quando non ce la fai, devi scrivere anche quando non sai come affrontare il capitolo in programma, perché sai che solo scrivendo riuscirai a portare a termine l’opera che ti sei prefissata e come un atleta devi tenere il passo, altrimenti è un secondo perdere terreno. Per la pubblicazione, ci sono state diverse peripezie legate a questo romanzo, peripezie che non posso raccontare per decenza, ma alla fine quel che conta è che ho trovato una casa editrice che ne ha intuito le potenzialità e ha saputo cogliere l’occasione al volo.

Quando hai terminato le correzioni per la messa in stampa, a cosa hai pensato?
La prima cosa? "Grazie a Dio, è finita!" Dopo una gestazione così lunga, era il minimo che potessi pensare. Il romanzo era diventato ingombrante, e quando l'ho lasciato andare mi sono sentita alleggerita di dieci chili.

C’è un blog dedicato a Il romanzo di Matilda. Che cosa possiamo trovare, visitandolo?
Il blog http://ilromanzodimatilda.blogspot.it/ è ricco di contenuti “extra”: eventi, itinerari legati al romanzo e ai luoghi fisici dov’è passata Matilde, fotografie, link utili e approfondimenti che non possono che dare una visione completa, prima e dopo la lettura del libro. Per intuire anche le differenze tra realtà e fantasia.

Dove possiamo acquistare il libro?
In qualunque libreria, e in tutte le librerie online. È edito da Meridiano Zero e distribuito da Messaggerie (deformazioni da libraia).

Prossimi progetti (se puoi anticipare qualcosa)? Letture ispiratrici in corso?
Al momento, accompagnare il libro in giro per eventi e rassegne. Questo è il novecentenario della morte della Grancontessa e per me è un’occasione per parlarne a chi non la conosce, e raccontarla a chi la conosce già, ma in un modo inedito.

Se vuoi aggiungere qualcosa… Invito a dare un’occhiata al booktrailer: sono molto orgogliosa del risultato. Il booktrailer è nato dalla collaborazione con Corrado Ravazzini e Deanna Orienti, che grazie alla loro professionalità e al loro talento hanno reso possibile tradurre in immagini e in fisicità la potenza di un personaggio tutto da riscoprire. Questo il link diretto: https://youtu.be/CHCqjDf3uGk


Il romanzo di Matilda in breve
La vita della Grancontessa Matilde di Canossa raccontata in un romanzo storico, avvincente, tra lutti, battaglie, giochi di potere e grandi passioni. Un affascinante viaggio a ritroso nel tempo per scoprire una delle figure femminili storiche più interessanti.  

Scheda tecnica del libro
Il romanzo di Matilda
di Elisa Guidelli
Casa Editrice: Meridiano Zero
Collana: I Paralleli
Pagine: 383
Prezzo: 18 €
Isbn: 9788882373320



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