lunedì 27 luglio 2015

Il romanzo di Matilda: Elisa Guidelli fornisce uno splendido ritratto della Grancontessa

di Roberta De Tomi

Il romanzo di Matilda (Meridiano Zero): un romanzo articolato, basato sia su un vasto lavoro di documentazione, sia sull'interpretazione dell'autrice di eventi e personaggi, personale ma sempre congrua. Una lettura che scorre, fluida, capace di coinvolgere e al contempo di instillare il desiderio di approfondire gli eventi narrati. L'impressione che si ha è che l'autrice, Elisa Guidelli, ci prenda per mano e ci conduca in questo viaggio a ritroso nel tempo, restituendoci l'immediatezza degli eventi con freschezza e precisione. Il tutto ponderando ogni momento e favorendo l'incontro con la protagonista, uno dei personaggi femminili più affascinanti del Medioevo. Questo fascino, Elisa (che abbiamo intervistato, qui) lo esprime perfettamente, complice l'attenzione alla resa dei dettagli con cui compone il ritratto di una donna straordinaria, ora vittima, ora artefice del suo tempo.  

E' il primo romanzo storico dedicato a Matilde di Canossa. Nell'intervista, l'autrice, Elisa Guidelli, ci ha raccontato della genesi di questo lavoro. Dalla lettura del materiale (abbondante) che ha costituito la fonte per l'autrice, alle rivisitazioni personali, arrivando ai falsi storici - riferiti dalla stessa scrittrice al termine del libro- sempre funzionali allo sviluppo della trama. Una trama che accorpa gli eventi raccontati in maniera essenziale ma efficace, senza mai perdere di vista la protagonista.

Chi è Matilde di Canossa? Una donna, una nobile, una madre, una moglie? Tutte queste definizioni rappresentano delle mere banalizzazioni, rispetto a quello che è (o sarebbe meglio dire fu) la Grancontessa. Il romanzo narra le vicende che l'hanno fatta assurgere all'onore delle cronache del tempo, prima, della Storia, poi. La nobildonna, Signora di Tuscia, segnata da numerosi lutti, ma anche da svariati successi, gioca un ruolo fondamentale nella politica del tempo. Dalla morte del padre, Bonifacio di Canossa, arriviamo alle battaglie che infiammano i diversi possedimenti della Grancontessa, passando per l'arcinota vicenda da cui è stato coniato il detto "andare a Canossa" e alla successiva ripresa di posizione da parte di Enrico IV, arrogante cugino di Matilde avvezzo a giochi sporchi che fanno emergere l'assenza di lealtà e la sete smisurata di potere di un uomo che nella sua grandezza, si dimostra piccolo.

La piccolezza di Enrico IV contrasta con la grandezza di Matilde. La comitissa (come viene appellata anche nel romanzo) è una donna impigliata nella rete dei doveri legati alla sua posizione. Ma è anche calata in un contesto declinato al maschile, in cui la donna viene considerata in virtù delle proprie funzioni materne, soprattutto in ambito politico, mentre per il resto, è vista come creatura debole, ricettacolo di peccato, pericolo per l'uomo. L'autrice evidenzia queste dinamiche mettendole in contrasto con la personalità di Matilde. Nel tracciare il ritratto di questa donna, l'immaginazione ha giocato bene, senza scivolare nella trappola dell'autocompiacimento. La comitissa, donna di grande cultura, poliglotta, nonché abile negoziatrice e guerriera, emerge con forza, imprimendosi nella memoria del lettore. Ma attenzione, l'elemento agiografico non ha troppe concessioni: Matilde viene resa in tutta la sua umanità. Nulla a che vedere con numerose super-eroine letterarie (che sarebbero poco credibili nel contesto della narrazione).  Matilde è una donna del suo tempo ma anche colei che trascende tale epoca, con le sue scelte coraggiose, gli obblighi cui non può sfuggire e le ferite che reca dentro di sé.

Intorno alla protagonista del romanzo vertono altri personaggi: dal già citato, odioso Enrico IV, a Gregorio VII, passando per la madre di Matilde, Beatrice  e per Arduino. Persino le figure che nel romanzo appaiono come secondarie, sono caratterizzate con una precisione determinante nella riuscita dei personaggi stessi. Personaggi efficaci, come lo sviluppo della trama, in cui gli eventi si dipanano, fluidi e senza inutili dispersioni, consentendo sempre di ritrovare il bandolo cronologico della matassa.

Qualche esperto potrebbe storcere il naso a fronte di una produzione del genere abbondante; pensiamo ai romance storici, spesso etichettati da certa critica come troppo popolari, in realtà costruiti con eleganza e dovizia di dettagli, ben oltre il mestiere (e penso allo splendido Fiore di scozia di Stefania Auci); pensiamo a I pilastri della Terra di Ken Follett, romanzo storico di grande fascino. E in effetti, de Il romanzo di Matilda l'autrice Elisa Guidelli, senza tentennamenti, pone in evidenza la componente romanzesca, sottolineando anche come abbia voluto dare una propria interpretazione dei fatti. Una presa di posizione limpida che diventa al contempo l'invito a compiere un tuffo nella Storia.

Il romanzo di Matilda diventa l'occasione per attuare un confronto con il Medioevo. Da questa lettura non ci appare come l'epoca oscura tratteggiata da diversi testi storici: in realtà si tratta di un periodo ricco di fermenti. Le dinamiche dei rapporti umani e sociali non sono poi così diversi da quelle che caratterizzano le epoche successive, fino alla nostra. Invidie, giochi di potere, passioni, obblighi sociali, la corruzione nei diversi luoghi di potere, laici o religiosi che siano, le indulgenze: tutto ciò lo troviamo ancora oggi. Cambiano le tecnologie, le forme, ma la sostanza resta. E notiamo che l'essere umano, con i suoi fanatismi, le ipocrisie, i pregiudizi, le fragilità ma anche i punti di forza, non è sostanzialmente cambiato.  

Dal punto di vista stilistico, come ha già avuto modo di affermare Elisa Guidelli nell'intervista, l'autrice ha posto molta attenzione al linguaggio. Aggiungo che la forte attenzione è stata rivolta anche alla ricostruzione di eventi, resi in maniera lineare. Non c'è spazio per orpelli o disgressioni che appesantirebbero la lettura; ogni momento scorre in maniera fluida e organica, senza dispersioni. L'autrice è riuscita a districarsi con grande abilità nella mole di eventi, mostrando di avere stoffa nel genere, complice la passione per il genere e per la materia, coltivata negli anni. Passione e competenza che s'intrecciano senza soluzione di continuità, condite dalla fantasia dell'autrice che non si limita al mero esercizio di stile.  

Per concludere
Il romanzo di Matilda è un lavoro riuscito in tutti i suoi aspetti. Storia e fantasia sono in equilibrio, come in equilibrio sono tutti gli elementi di una trama strutturata su un narrato preciso e privo di orpelli. Quasi quattrocento pagine che scivolano via. E quando chiudi il libro, hai voglia di fare un tuffo nella Storia. Un romanzo da leggere, un viaggio nella storia, nonché un'occasione per comparare epoche diverse ma in fondo ricche di affinità.   

L'autrice: Elisa Guidelli
Aka Eliselle, classe 1978, una Laurea in Storia Medievale, libraia di professione, lettrice onnivora e compulsiva per vocazione e passione, ha all'attivo numerose pubblicazioni. Tra queste, le sue Fiabe dall'Inferno (Meme Publishers); citiamo Francigena - Novellario A.D. 1107 (Eumeswil Edizioni), scritto a sei mani con Gabriele Sorrentino e Simone Covili. Il romanzo di Matilda (Meridiano Zero) rappresenta una tappa importante nel percorso dell'autrice.
Per approfondimenti: www.eliselle.com; http://ilromanzodimatilda.blogspot.it.

 

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