domenica 12 luglio 2015

Lavori sottopagati e la Sindrome di Ponzio Pilato: la colpa è davvero di chi accetta questi lavori? #Generazione Neet #Ioparlo #vogliounfuturo

di Words!

Sarebbe domenica, c'è voglia di riposo, ma questo articolo non lo pubblichiamo a caso la domenica. E soprattutto il sonno della ragione va scrollato... con tutte queste indispensabili notizie sul caldo che scuotono le coscienze collettive e attivano le funzioni cerebrali ci vuole la mosca bianca (siamo ironici suvvia)... Nei giorni scorsi su FB è circolato lo un annuncio pubblicato su un sito dedicato. Mettiamo subito le mani avanti generando il beneficio del dubbio e invitiamo comunque i vari critici a spulciare tra gli annunci per capire come diverse condizioni di lavoro lascino a bocca aperta. Del resto, bisogna pur far gavetta... magari per una decina d'anni! Abbiamo già parlato di annunci farlocchi e sia chiaro, nessuna colpevolizzazione dei diversi siti che offrono servizi utilissimi agli utenti. Sta poi agli utenti avere l'accortezza di regolarsi on line e di rapportarsi agli annunci stessi.
Detto questo andiamo al caso: un annuncio legato alla comunicazione, per cui si cerca una lavoratrice del settore. E qua, sottolineo il genere femminile, quindi già assistiamo a una forma di discrimazione (e dove sono qua i cantori dei diritti?). Perché non un lavoratore, professionista dell'ambito di sesso maschile? Andiamo avanti: 250 euro al mese. Fattibile, se si trattasse di una collaborazione senza vincoli e basata su una  produzione di articoli limitata che consente altre collaborazioni. Ed è sul numero degli articoli che arriva il "bello": l'annuncio prevede un impegno fulltime.  In pratica i 250 euro costituirebbero uno stipendio mensile. Ma aggiungiamo l'altro dettaglio non trascurabile. La lavoratrice deve avere la partita iva. Quindi si presuppone la presenza per la persona di un commercialista che tiene i conti. E ovviamente questa persona si paga. 
Lascia perplessi il fatto che l'annuncio sia rivolto a donne. Il genere che, diciamolo pure è svantaggiato per antonomasia in molti segmenti del mondo lavoro.
Questo può sembrare un caso/annuncio limite. C'è chi dice che è stato tolto.  In realtà invitiamo a spulciare diversi annunci.  Invitiamo anche a scavare nella realtà che non ci viene raccontata, l'altra faccia della medaglia di un mercato del lavoro con stipendi in picchiata libera e tutele azzerate. E ovviamente tanti disoccupati/inoccupati/esodati. Ovviamente è una parte della realtà, ci sono anche realtà in crescita ma sta di fatto che molti colpevolizzano esclusivamente coloro che accettano queste condizioni. Sicuramente l'ideale sarebbe non accettarle. Ma se una persona non ha alternative? Muore di fame? In alternativa viene accusata di non avere voglia di lavorare. Mi pare che il serpente si morda la coda.
Purtroppo non sempre ci sono delle alternative, in un mercato del lavoro oberato da una serie di condizioni estremamente difficili. Datori di lavoro inclusi, lo sottolineo. E alla fine, dopo aver abbassato il dito accusatore, si lava la mano in questione, come fece Ponzio Pilato. Perché in fondo nessuno si sente responsabile della situazione e del sistema e le responsabilità, le colpe soprattutto, sono sempre degli altri. Ma il presente e il futuro sono il frutto delle nostre azione. Anche della nostra indifferenza e della tendenza, lo devo dire, molto italiana, di scaricare le responsabilità sugli altri o di non assumersele, salvo saltare sul carro dei vincitori quando fa comodo. Peccato o per fortuna che il sistema lo facciamo tutti. E purtroppo non tutti coloro che cercano lavoro hanno alternative valide o umanamente accettabili. Forse piuttosto che morire di fame accettano queste condizioni... magari nell'indifferenza dei vari Ponzio Pilato. Ponzio Pilato che non sono tenuti ad andare in politica... ma il senso civico dovrebbe renderci tutti coscienti delle nostre azioni. Tutti come cittadini abbiamo responsabilità verso tutti, anche nell'epoca del narcisismo e dell'individualismo che vanno in realtà a creare danni. 
Ma si sa accusare gli anelli deboli è sempre più facile. In fondo gli anelli deboli non contano, anche se sono quelli con maggiore senso critico, capacità e competenze. Magari sono i cervelli che scappano. Gli intelligenti mangiati dai lupi.  E magari dicono no a certi compromessi, e muoiono di fame. Lasciateli morire, tornate a divertirvi. E alla fine, nulla cambierà anche se lo urlate a gran voce.  Poi tornate a postare selfie su Facebook.  O potete tornare a parlare del caldo. Giusto, siamo in estate...E domani torniamo a parlare di libri e di novità...anche di cose amene. Non vogliamo sembrare poco coerenti, ma occuparsi di cose leggere non significa fregarsene del mondo che abbiamo intorno. E noi vogliamo parlare anche di Neet e di futuro. Raccontare anche storie vere. Magari anche belle storie ma non chiudere gli occhi di fronte a quello che non va.  

#GenerazioneNeet #ioparlo #vogliounfuturo



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