lunedì 3 agosto 2015

#BackReview - Lullaby, la Ninna Nanna della morte di Barbara Baraldi incanta e tramortisce l'anima, tra citazioni e lacerazioni

di Roberta De Tomi

Il suono saccarifero di un carillon. Le allucinazioni di uno scrittore, sogno al confine con la realtà o realtà che assume le sembianze di un sogno inquieto? Marcello vive la tragedia della pagina bianca e l’incubo di una madre soffocante, grazie alla quale però può permettersi di stare a casa per inseguire le aspirazioni artistiche che sembrano cadere perennemente nel vuoto. Una vita fatta di ombre e luci (più ombre a dire il vero), di ossessioni e solitudine. Finché sulla sua strada non incrocia Giada e Luana. Due ragazzine, due amiche il cui rapporto è ostacolato dalla famiglia altolocata della seconda. Giada, adolescente fragile e sola, ha una cattiva influenza su Luana o almeno così sostiene il padre, esponente di una borghesia di provincia arricchita. Ma tra le pieghe del perbenismo si nascondono segreti e vizi, occultati abilmente. Silenzi carichi di tensioni, poi improvvise esplosioni che lasciano il segno. Una traccia di sangue che collega una serie di atroci delitti. Questo è Lullaby (Castelvecchi) di Barbara Baraldi. Un piccolo gioiello gotico da leggere.


Nell’ambientazione si riconosce la provincia in cui l’autrice, Barbara Baraldi, è nata e cresciuta. Vita scandita da ritmi che si avvolgono su se stessi, ricordando certi spaccati di tedio e monotonia forniti da Flaubert. In questa quotidianità paesana, apparentemente tranquilla, s’intrecciano rapporti segnati da angosce, tensioni e frustrazioni. Per Giada, genitori che litigano e parole che rivelano la propria essenza: l’incomunicabilità. Per Luana l’ossessione del ben apparire che dà adito a castranti proibizionismi da parte dei genitori. Ma l’amicizia con Giada, in una vicenda in cui l’amore sembra essere un’utopia, è l’espressione di un sentimento dolce e profondo, che vince sulle imposizioni sociali.

Barbara Baraldi scrive una melodia. Una trama sospesa sull’abisso delle possibilità, un intreccio di tensioni che scardinano gli stereotipi letterari. Pregnante è la psicologia dei personaggi, delineati con puntiglio, in accordo a quella che è la poetica dell’autrice, tesa a realizzare nei suoi libri creature a tutto tondo e non maschere imprigionate in ruoli fissi, come succedeva nei canovacci della Commedia dell’Arte o in romance di consumo impigliati nella logica delle Cenerentole in cerca di redenzione. C’è un che di teatrale nei personaggi. Il cinema e la musica entrano nella narrazione, con citazioni e atmosfere, come avviene negli altri lavori dell’autrice. Una scena che ricorda quella del banchetto dell’horror Non aprite quella porta, atroce, terribile ma che entra con forza nella testa del lettore. Ci sono The Cure, la cui celebre canzone non a caso dà il titolo al romanzo; ma c’è anche David Bowie. We can be heroes, citazione lampante nel contesto di una narrazione che pone al proprio centro un anti-eroe del calibro di Marcello.

La scrittura ferisce e affascina; a tratti sensuale, a tratti emozionale fino a sfociare nell’agghiacciante, con descrizioni curate, ma mai iperboliche. Una scrittura penetrante che mostra, evoca e suggerisce, dipingendo scenari limpidi e al contempo cupi. Scenari di provincia che trovano corrispondenza nella bruma di un'anima affranta da conflitti senza fine. 

Lullaby è il romanzo più enigmatico della scrittrice che tanti enigmi di vita realizza sulla pagina bianca, una ragnatela di parole in cui perdersi per poi ritrovarsi, con alcuni interrogativi che restano impressi. Ma del resto, come sostenuto anche da Barbara, la letteratura è quella che fa scaturire domande, non quella che fornisce risposte preconfezionate. E oggi più che mai c’è bisogno di porsi delle domande. Perché dalle domande nascono le idee.

Scheda tecnica del libro

Lullaby - La Ninna Nanna della morte
di Barbara Baraldi
Casa Editrice: Castelvecchi
Collana: Le torpedini
Anno: 2010
Pagine: 232
Prezzo: € 15,00
ISBN: 9788876153785
Sito dell'autrice: www.barbarabaraldi.it

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