martedì 15 settembre 2015

2062. Il castello delle Amazzoni: quando il fanta-geo-politico si tinge di eros, guardando all'Etruria Amazzone

di Roberta De Tomi

Etruria Amazzone: realtà o utopia? Lo stato di sole donne per cui si battono le soldatesse protagoniste di 2062. Il castello delle Amazzoni (Danster), sembra un’utopia. In realtà in questo romanzo di fanta-geo-politica, il sogno nasce da presupposti reali; questo perché le idee sono chiare e Artemide B. non tentenna, complici personaggi pepati al punto giusto e una visione intellettuale che sposa le pulsioni dei sensi realizzando un mix esplosivo, fuori dalle righe e stilisticamente aulico, ma mai criptico.


Si distingue, il libro di Artemide B. Per la geo-politica che incontra l’erotismo, unito a un registro aulico mai disgiunto a un’ironia penetrante e arguta. 2062. Il castello delle Amazzoni, può aver preso spunto dalle giornate di De Sade, ma in numerosi aspetti ne è la forma edulcorata. A partire dalle prove cui la misteriosa entità che troviamo nel libro sottopone le soldatesse, mentre, all’esterno del castello accadono eventi inattesi.

Anno 2062. Al termine della Quarta Guerra mondiale, vengono stabiliti i nuovi assetti geo-politici. Dietro le quinte della politica, troviamo un retroscena intriso di erotismo: la presidentessa francese intesse una relazione con una giovane studentessa in agronomia che apprende dettagli scottanti relativi ai nuovi asset. Parallelamente troviamo le vicende delle soldatesse capitanate da Altea, rivolte a un obiettivo: la fondazione dell’Etruria. Le militari, dopo mille peripezie, si trovano a dover combattere la battaglia più dura, all’interno di un castello in cui sembrano essere state fatte prigioniere. E il prezzo per la libertà sarà elevato, salvo scoprire che le apparenze ingannano; e le nostre eroine lo capiranno presto.

Tremate, tremate, le streghe son tornate? No, non è così. Le donne di cui parliamo sono Amazzoni, donne-guerriere forti, svincolate dal retaggio culturale di un patriarcato che nel romanzo di Artemide sembra vacillare. E non è un caso se l’Etruria Amazzone, nel suo essere utopia posta in termini realistici (e credibili), recupera due antichi concetti per risorgere come una modernissima fenice e configurarsi come un modello di Stato ideale. Le protagoniste del romanzo, ciascuna con una propria identità, sono donne battagliere, sensuali e femminili che  si abbandonano ai piaceri della carne in virtù del loro essere libere. Tre personaggi spiccano: Altea, la capitana delle Amazzoni, la presidentessa, assetata di potere, machiavellica come richiede la politica, ma non perversa alla stregua dei tre personaggi che troviamo nelle 120 giornate di Sodoma; infine la studentessa, amante della presidentessa, coinvolta a sua insaputa nel riscatto geo-politico al femminile.

Le tematiche femminili, l'eros e l'amore saffico emergono, insieme alle questioni legate a un ordine mondiale ben lontano da quello rappresentato da Huxley (Il Nuovo Mondo) o da Suzanne Collins (Hunger Games). Nessuna distopia o utopia, al contrario, il futuro targato donna, sembra latore di un reale rinovvamento sotto diversi aspetti. L’Etruria Amazzone rappresenta una proposta politica, la configurazione di un mondo perfetto, ma ben lontano da Eden immaginifici.  

2062. Il castello delle Amazzoni avrebbe potuto essere oggetto di ulteriori ampliamenti; tuttavia, pare compiuto e in linea con le intenzioni dell’autrice. Nella brevità apparente, sono condensati numerosi elementi e riferimenti a un mondo di cui l’autrice ci restituisci in forma diversa, attingendo alla narrativa, alla poesia, ma anche al linguaggio burocratico, creando un’opera stilisticamente variegata ma congruente. Nella ricchezza e nell’uso di termini ed espressioni auliche calati in contesti apparentemente bassi, troviamo la commistione di registri che l’autrice realizza e sintetizza con efficacia. Da come è strutturato il finale si potrebbe attendere un sequel, anche se su questo aspetto resta un punto interrogativo sospeso.

In sintesi.
2062. Il castello delle Amazzoni, è un romanzo notevole, sia per ricerca linguistica che per le tematiche proposte. Arguto, intelligente, femminile e femminista ma non solo rivolto alle donne. Avrebbe potuto essere ampliato in alcuni punti o forse, si potrebbe anche prestare per diventare parte di una saga. Resta un lavoro dotato di una propria originalità, agevole nella lettura, malgrado a tratti l'uso barocco del linguaggio potrebbe non piacere a tutti; eppure tale usa risulta interessante e mai fine a se stesso. Artemide è un’autrice di livello che sa fondere intelletto, ironia, eros anche spinto, ma mai povero di idee. Eros che attizza, spinto ma mai volgare.

L'autrice: Artemide B.
Emiliana verace, reduce da anni di battaglie contro la burocrazia italiana per la propria identità, è amante della notte, appassionata di fantascienza distopica e cultrice dell’epica vampiresca, ascoltatrice di metal gotico e sinfonico nonché ammiratrice sconfinata delle sinuosità muliebri. Tra i suoi libri: Soavi feticismi (Racconti, Damster Edizioni) e Il festival degli atti impuri (ErosCultura. scritto a quattro mani con la fascinosa modella e scrittrice Ermione).

Scheda tecnica del libro
2062. Il castello delle Amazzoni
di Artemide B.
Casa Editrice: Damster
Genere: Erotico/fanta/politico
Formato: Cartaceo e Ebook
ISBN: 9788868102005
Prezzo cartaceo: 13 €

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