domenica 20 settembre 2015

Verruche - #iraccontidifiorella

di Fiorella Carcereri

Riccardo aveva il corpo completamente cosparso di verruche. Un brutto spettacolo a vedersi, soprattutto su mani e viso, trattandosi di un bel ragazzino di dodici anni. Non so come fu, se giocando o in quale altro modo, ma quell’estate mi ritrovai anch’io in brevissimo tempo con una ventina di verruche tondeggianti sul dorso di entrambe le mani ed anche sul viso.


Le nonne ci avevano consigliato di provare con del latte di fico, ma non succedeva assolutamente nulla. Le mamme ci portarono anche un paio di volte in ospedale per bruciarle. La cosa, sulle prime, funzionava, ma poi quelle stramaledette verruche ricrescevano più grasse e floride di prima nel giro di qualche settimana.

C’era, nel quartiere, una misteriosa anziana di nome Celeste che tutti conoscevano col soprannome di “Stria” (strega). Ci si rivolgeva a lei quando si avevano degli acciacchi di varia natura. Come ricompensa, non chiedeva soldi ma si accontentava di qualche bottiglia d’olio, qualche pacco di caffè o di un cesto di verdure.

Non sapendo più che pesci pigliare per toglierci di dosso quelle odiose verruche, Riccardo ed io decidemmo di rivolgerci a Celeste. Le nostre madri non erano d’accordo, ma ci andammo ugualmente, a loro insaputa.
“Stria” ci accolse amichevolmente. Osservò a lungo le verruche e le toccò più volte. Noi rimanemmo in religioso silenzio per paura di interrompere il suo fluido magico. Furono minuti interminabili, poi Celeste pronunciò il suo verdetto: “Ragazzi, di verruche ne avete davvero tante ma io conosco il modo per farle sparire in tre settimane, ventun giorni esatti”.
Ci guardammo perplessi. Lei continuò: “Vi fidate di me?”
“Sì!”, ci affrettammo a risponderle. “Per questo siamo venuti da lei”.
“Allora statemi a sentire. Tornatevene a casa e pensate ad altro. Se entro ventun giorni succederà qualcosa alle vostre verruche, sarà il segno che avrete avuto fiducia in me. Ora andate”.
Ci guardammo bene dal raccontare la cosa in famiglia, ma è inutile dire che non vedevamo l’ora che passassero quelle tre settimane.

Verso il decimo giorno, osservando le verruche delle mani, notai una strana desquamazione. Non erano più carnose, ma si stavano seccando e trasformando in una specie di polverina chiara che veniva via strofinando, lasciando le verruche sempre più piccole. Un paio di giorni dopo, Riccardo venne di corsa a casa mia e disse che doveva mostrarmi subito qualcosa, che era questione di vita o di morte. Ci appartammo in un angolo dell’orto. Riccardo estrasse un fazzoletto di stoffa, lo aprì con delicatezza e mi mostrò con orgoglio un minuscolo pezzetto di carne adagiato su di una microscopica macchia di sangue.
“Che schifo!”, esclamai “Ma che roba è?”.
“Ma come, non la riconosci!? Questa è la verruca grossa che mi penzolava all’interno della narice sinistra! Mi sono soffiato il naso ed è rimasta nel fazzoletto”, disse Riccardo trionfante.
Avevo deciso di non parlargliene fino a che non ne fossi stata del tutto certa, ma ormai non aveva più senso. Gli mostrai la strana desquamazione sulle verruche delle mani ed anche lui constatò che la ricetta di “Stria” stava funzionando. Eravamo euforici…

Nei giorni successivi, le nostre verruche si indebolirono sempre più. La mattina del ventunesimo giorno, le mie mani erano pulite ed il viso di Riccardo era sgombro da quegli odiosi peduncoli.
Corremmo da Celeste per ringraziarla e chiederle come avesse fatto. “Stria” ci sorrise, scosse il capo e disse: “Mi spiace ragazzi ma non posso rivelarvelo. Se lo facessi, perderei i poteri e non potrei più tramandarli, in punto di morte, alla maggiore delle mie figlie femmine”.
Riccardo ed io ci facemmo bastare quella risposta che, comunque, ci turbò non poco.
Non sono mai stata superstiziosa, e nemmeno Riccardo lo era, ma, a distanza di molti anni, nessuno di noi due è ancora riuscito a dare una spiegazione razionale a quello che ci è successo.
Ora “Stria” è morta ma abbiamo una nuova amica. Si chiama Celeste, come la madre. Quando ci incontra ci sorride e non dice nulla. “Stria” non ha portato quel segreto con sé e tra noi e Celeste c’è un segreto.


Edito in ebook “Zeroventicinque”, Aletti Editore, 2012


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